La nascita di una nuova civiltà


Il medioevo è considerato un epoca buia e di scarso rilievo culturale. I storici hanno rivalutato il medioevo come l’inizio di una nuova civiltà, in cui erano presenti elementi della cultura classica, della spiritualità cristiana, della tradizione germanica e araba. Il sentimento religioso occupò un posto di primo piano nella vita delle persone. In questo periodo nacquero i grandi ordini religiosi e i movimenti penitenziali. Gli elementi della cultura classica si fusero con la nuova spiritualità cristiana, dando origine a un unico universo, morale e culturale, alla cui formazione contribuì Agostino. Un punto centrale del pensiero medievale era il concetto di auctoritas che era una sorta di fiducia incondizionata nei confronti di un certo autore. Le uniche auctoritates emesse dalla cultura medievale erano le Sacre Scritture e le opere dei Padri della Chiesa, che li avevano interpretate e commentate .La mentalità medievale si fondava sulla convinzione che la vera vita dell’uomo comincia dopo la morte corporale e che tutto ciò che cade sotto i sensi è soltanto un’immagine limitata della perfezione umana . La chiesa fu al centro della vita culturale attraverso la predicazione, a opera dell’Ordine Domenicano, nel cui ambito si distinsero personalità che lottarono contro la corruzione della chiesa ,come Santa Caterina di Siena e la fondazione di scuole, sorte inizialmente all’interno dei monasteri e presso le sedi dei vescovi.

I monaci benedettini si dedicarono alla conservazione e alla trascrizione dei testi dell’antichità classica e dei pensatori cristiani. Roma aveva imposto a tutti i popoli conquistati le sue leggi e la sua lingua latina. Dopo il declino dell’Impero romano si erano formatti due tipi di latino. Il latino medievale e il latino classico. La differenza tra latino classico e latino medievale sta nel fatto che quello medievale è meno rigoroso, più semplice rispetto a quello classico e proviene dalla tradizione religiosa, quindi più popolare. Con l’arrivo dei popoli barbari si forma un’altra lingua “il volgare”. Il volgare si affermò prima nella lingua parlata che in quella scritta, inizialmente riservato a testi di uso pratico come atti pubblici, documenti legali, contratti. Il latino invece rimane per molto tempo la lingua della cultura, della Chiesa e del diritto. Le università nacquero come associazioni private che riunivano al loro interno docenti e studenti. Il corpo insegnante era costituito da membri del clero che utilizzavano il latino come lingua comune. Le università prevedevano inizialmente solo quattro facoltà: arti, medicina, teologie diritto. Le più illustre università erano quelle di Bologna, Salerno, Oxford e Parigi. In Italia, con la nascita dei comuni sorsero anche nuove scuole laiche che portarono a una progressiva laicizzazione della cultura. Grande importanza ebbe anche la nascita della filosofia scolastica, la cui massima espressione fu opera di Tommaso d’Aquino, il quale cercò di conciliare la teologia cristiana con il pensiero di Aristotele. Nel Medioevo si definiva intellettuale colui che aveva il compito di produrre e di diffondere la cultura. L’intellettuale civile è impegnato nelle vicende politiche del suo tempo e maestro di valori civili ed etici, trovava nell’attività intellettuale non solo un mezzo di propaganda politica ma anche uno strumento di formazione e di educazione per il suo pubblico. Dalla seconda metà del Duecento, con il declino dei Comuni e il sorgere delle prima Signorie, il nuove centro di vita culturale diventò la corte dove si affermò la figura dell’intellettuale cortigiano che ricopre il ruolo di funzionario di corte al servizio di un signore. Ha il compito di celebrare le impresse del proprio mecenate di svolgere incarichi politici e diplomatici.

Con la crisi della Scolastica si affermarono una nuova concezione dell’uomo e un nuovo clima culturale. Il notaio padovano Lovati scopri nella biblioteca del monastero di Pomposa un manoscritto contenente le tragedie di Seneca, un testo sconosciuto alla cultura medievale. Nell’Italia settentrionale si formò un gruppo di studiosi che contribuirono, assieme a Petrarca e Boccaccio, alla diffusione dei testi classici, definiti preumanisti. Grazie a Petrarca l’opera dei preumanisti padovani fu portata a compimento, dando impulso a una vera e propria rinascita della civiltà e della letteratura classiche. Boccaccio era un amico di Petrarca e si impegno nella ricerca di testi classici e nella composizione di opere erudite ispirate nell’antichità latina.

Il romanico


Nell’anno Mille si assiste a un profondo rinnovamento religioso, politico, economico e culturale che si riflette anche nell’arte.

L’architettura


Nell’architettura romana vengono recuperati alcuni elementi classici come le colonne, gli archi e le coperture a volta utilizzati nella costruzione di grandi edifici, le cattedrali, le chiesi monumentali in cui si trova la cattedrale del vescovo. La cattedrale si articola in altezza su tre livelli: quello delle navate, quello del presbiterio o quello della cripta.
La pittura è destinata alla produzione di immagini ispirate ai racconti biblici, con lo scopo di istruire i feudi. Le pareti delle chiese vengono ricoperte di affreschi o di mosaici.
La scultura è utilizzata per ornare capitelli, portali e altre parti delle cattedrali. Sulle facciate delle cattedrali si rappresentano, accanto ai temi sacri, anche quelli della vita civile e della quotidiana realtà del lavoro.

Il gotico


La parola gotico deriva dalla popolazione barbarica dei Goti. L’arte gotica si sviluppo alla fine del Romanico e l’inizio del Rinascimento. Il gotico nacque in Francia, nella basilica francese di Saint-Denis.
L’architettura
Tipica espressione dell’architettura gotica è la cattedrale (diversamente da quella romanica) la cattedrale gotica presenta una struttura completa. È suddivisa in tre parti o in cinque navate.

La scultura


Nella scultura gotica ci sono stati tre grandi artisti: Nicola Pisano, Giovanni Pisano e Arnolfo di Cambio. Questi artisti riprendono i principi dello stile gotico, adattandoli alle tradizioni locali. Le figure presentano atteggiamenti naturali e volti espressivi, tipici dell’arte gotica, accompagnati da un senso di compostezza e di misura derivanti dell’arte classica.

L’epica


Come l’epica classica, anche quella medievale riprende una tradizione di miti e leggende più antichi, ma si differenzia per l’uso delle lingue volgari, che subentrano al latino, e per un diffusione inizialmente di tipo orale. I principali mediatori fra tradizione orale e testo scritto erano i giullari, attori e cantastorie che recitavano i poemi con accompagnamento musicale di fronte a un pubblico spesso analfabeta, essi erano in grado di improvvisare e modificare l’originale in base alle reazioni degli ascoltatori. Dalla destinazione orale dell’epica medievale derivarono alcune caratteristiche contenutistiche e stilistiche del genere, tra cui la presenza di apostrofi rivolte al pubblico, l’uso di ripetizioni ed epiteti, che aiutavano il pubblico a identificare i vari personaggi.

L’epica greca


La poesia epica nasce in Grecia con i poemi omerici, L’Iliade e L’Odissea attribuiti a Omero, un cantore cieco la cui esistenza non è mai stata accertata. Le due opere si pongono l’una come ideale continuazione dell’altra, poiché L’Iliade narra le fasi conclusive della guerra di Troia, mentre L’Odissea racconta le peripezie affrontate da Ulisse durante il suo viaggio di ritorno in patria da Troia.

L’epica latina


L’epica latina riprende gli elementi caratteristici dell’opera greca adattandoli a un diverso contesto storico-culturale, non più quello delle città libere della Grecia ma la grandezza e la potenza dell’impero Romano. Il più famosa poema epico latino, l’Eneide di Virgilio assolve il compito di nobilitare l’origine di Roma facendola risalire all’eroe troiano Enea che dopo la fuga di Troia, raggiunge le coste del Lazio e vi fonda una nuova civiltà da cui discenderanno i Romani.
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