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Le monarchie europee

Dalle monarchie feudali alle monarchie nazionali

Le monarchie feudali sorsero alla fine dell'Alto Medioevo, quando si affermò il feudalesimo, perché si fondavano sui rapporti di dipendenza tra il sovrano e i maggiori feudatari, che fornivano al re le loro milizie in caso di guerra e amministravano i propri feudi grazie all'autorità ricevuta dai sovrani. Le monarchie del Basso Medioevo sono quelle nazionali, perché i loro sovrani governavano attraverso propri funzionari che limitavano il potere dei signori ed erano a capo di eserciti non più formati dalle milizia.
Per rafforzare il potere regio, debole nelle monarchie feudali, i sovrani, dovevano porre dei limiti a quello dei grandi feudatari. I re spesso concessero alle città autonomie e prerogative.
Le città a loro volta approfittarono delle lotte tra sovrani e signori per conquistarsi spazi e libertà.

La definizione di nazione non aveva lo stesso significato odierno: oggi per nazione intendiamo un insieme di persone che abitano lo stesso territorio, parlano la stessa lingua, hanno le stesse tradizioni e la stessa cultura, ma per far nascere una nazione bastava parlare la stessa lingua.

L'inghilterra dagli Anglosassoni ai Normanni

In Inghilterra esistevano differenti etnie. Oltre ai Britanni che erano i suoi abitanti al tempo dell'Impero romano, vi erano gli Angli e i Sassoni, sbarcati nelle isole britanniche a partire da VI secolo. Convertiti al cristianesimo, Angli e Sassoni si unirono e formarono un regno. In esso il potere del sovrano era limitato da quello dei nobili.
L'ultimo re angolosassone fu Edoardo il Confessore, educato in Normandia. Questo introdusse in Inghilterra alcuni usi normanni. Ciò suscitò l'ostilità dei nobili che si richiamavano alle tradizioni anglosassoni e che riuscirono a indurlo a nominare suo erede Harold Godwinson, un loro rappresentante. Anche il duca Guglielmo di Normandia però chiedeva per sè il trono e sbarcò in Inghilterra alla testa di un esercito e nel 1066 sconfisse gli Anglosassoni nella battaglia di Hastings, in cui Harold morì.
Guglielmo I, riservò a se stesso circa un quinto delle terre, sulle quali il re esercitava direttamente il suo dominio. A capo delle terre rimanenti, divise in contee, Guglielmo I mise gli sceriffi, la cui istituzione risaliva ai re anglosassoni ma ai quali egli concesse più poteri, per ridurre quello dei nobili. In questo modo riuscì a impedire una potente feudalità, in grado di limitare il potere della monarchia.

Il primo censimento del Medioevo

Nel 1086 Guglielmo I fece effettuare il primo censimento dell'età medievale, il Domesday Book, che mirava ad accettare il numero dei proprietari, sia laici che ecclesiastici, tenuti a pagare tributi al sovrano. Questo significava che il sovrano aveva il potere d'imporre tributi su tutte le terre d'Inghilterra.
Il censimento fu chiamato Domesday Book, cioè libro del giorno del Signore, perchè nessun bene posseduto dagli Inglesi sfuggì all'infagine di coloro che compilarono il censimento.

Lo scontro con la Chiesa

Nel corso del regno di Enrico II si verificò uno scontro tra la monarchia inglese e la Chiesa.
Il sovrano voleva che gli ecclesiastici fossero giudicati dai tribunali laici e intendeva mantenere il controllo sulle nomine dei vescovi.
La lotta si chiuse con un compromesso favorevole alla Chiesa, perchè Enrico II dovette abolire le Costituzioni di Clarendon, con cui aveva sottoposto anche gli ecclesiastici alla giurisdizione regia.

Riccardo Cuor di Leone

Il figlio di Enrico II, Riccardo I, detto Cuor di Leone, si ribellò al padre e gli succedette sul trono nel 1189, ma trascorse i suoi dieci anni di regno quasi sempre lontano dall'Inghilterra. Combattè in Palestina contro i musulmani e, quando cercò di ritornare in Inghilterra attraversando il territorio tedesco, fu fatto prigioniero. La sua prigionia durò più di un anno ed egli venne liberato soltanto dopo che ebbe pagato la prima parte di un ingente riscatto all'imperatore Enrico VI.
Riccardo fu costretto anche a restare per alcuni anni in Francia, per combattere in difesa dei suoi vasti feudi , che il re di Francia cercava di togliergli. La lunga assenza dall'Inghilterra e le lotte che dovette sostenere al suo ritorno contro i vassalli infedeli procurarono a Riccardo Cuor di Leone la fama di sovrano avventuroso, eroico combattente contro i nemici della religione cristiana, ma anche contro gli intrighi dei suoi nobili e della sua stessa corte.

La Magna Charta

Nel 1215 i baroni costrinsero il re, Giovanni Senza Terra, a concedere la Magna Charta libertatum (la grande carta della libertà), con cui il sovrano confermava i privilegi già concessi in precedenti chartae agli stessi baroni e alle città.
Essa riconosceva privilegi che erano ancora di natura feudale, tra il sovrano e i singoli baroni.
La Magna Charta segnò una novità, perchè diede un carattere collettivo al riconoscimento di privilegi fondati, fino a quel momento, soprattutto sui rapporti diretti tra il sovrano e i sudditi.
La Magna Charta concedeva le libertà soltanto a una parte degli Inglesi, escludendo i servi e i contadini.

Le origini del parlamento inglese

Con Enrico III, successore di Giovanni Senza Terra, si verificò un altro avvenimento molto importante nella storia istituzionale dell'Inghilterra. In seguito a una rivolta di baroni guidata da Simone di Montfort, conte di Leicester, fu decisa l'istituzione di un consiglio di baroni incaricato di esercitare un controllo sull'amministrazione del regno.
Accanto ai baroni furono poi chiamati anche cavalieri e borghesi: ogni contea poteva inviare due cavalieri e ogni città due borghesi. In questo modo si formò la prima assemblea inglese, che fu definito parlamento. Essa non aveva poteri legislativi, ma solo di controllo: non poteva assumere iniziative, ma solo di controllo: non poteva assumere iniziative, ma soltanto esercitare un'azione di verifica sull'attività dei ministri del re.

La monarchia francese

Nel 987, era salito al trono di Francia Ugo Capeto, fondatore della dinastia Capetingia, i cui sovrani all'inizio esercitarono il potere diretto su un territorio molto ristretto, mentre il resto della Francia era nelle mani dei feudatari. Solo nel XII secolo i re capetingi riuscirono a imporre la loro sovranità sull'intero regno.
Un altro sovrano, Luigi IX, fece passi decisivi verso la costruzione di un potere regio più forte, che disponesse di una propria burocrazia e di un proprio esercito, in grado di tenere a freno la feudalità. Egli istituì il consiglio dei re (un organo consultivo), il parlamento (un organo giudiziario), e un tribunale regio. Il tribunale regiofu formato da giuristi che dipendevano dal re. Per questo motivo, i sudditi vessati dai feudatari si appellavano a esso, per ottenere giustizia contro le sentenze emesse dai tribunali feudali. Il controllo sulle provincie era stato esercitato da Filippo II attraverso i balivi, ufficiali regi di provenienza borghese, mentre Luigi IC, oltre che servirsi dei balivi, si servì anche di ispettori inviati da Parigi.

La riconquista cristiana della penisola iberica

La penisola iberica non era mai interamente conquistata dagli Arabi. Oltre ai regni cristiani di Lèon e di Navarra aveva resistito all'avanzata musulmana anche la contea di Oporto.
Federico I, salito sul trono di Castiglia nel 1035 e divenuto anche re di Lèon, diede inizio alla riconquista, togliendo ai musulmani la città di Coimbra. Il suo successore, Alfonso VI, s'impadronì anche di Toledo, facendone la capitale del suo regno.

La riconquista comportava anche il ripopolamento: nelle zone tolte ai musulmani venivano fondati nuovi villaggi cristiani. La terra veniva divisa, affidandola ai contadini che avrebbero dovuto curarne sia la coltivazione, sia la difesa. La sensazione di essere ancora esposti al pericolo di una controffensiva musulmana favorì la nascita, tra nobili e tra i contadini spagnoli di un atteggiamento tipico delle popolazioni di frontiera, con l'affermazione di un forte senso di appartenenza cristiana.

Il Cid Campeador

La lotta contro gli Arabi continuò a essere combattuta dai sovrani dei regni cristiani che avevano resistito e di quelli nuovi, come il Portogallo e il regno di Aragona.
Nella confusa situazione che si era creata in Spagna all'inizio del Basso Medioevo sono significative le vicende di Rodrigo Dìaz de Vivar, passato alla leggenda con il nome di Cid Campeador, il quale si creò un suo dominio personale, schierandosi ora a favore dei cristiani, ora a favore degli Arabi.
Le forze castigliane, aragonesi e portoghesi furono così in grado di infliggere una dura sconfitta ai musulmani nel 1212. L'espansione cristiana proseguì nei decenni successivi, fino al 1270. L'avanzata cristiana poi si arrestò e i musulmani poterono conservare il Regno di Granada.

Uno scontro tra civiltà

La civiltà araba in Spagna era stata molto fiorente. Nel corso del XII secolo cominciò a svilupparsi anche una civiltà cittadina spagnola, con la concessione da parte dei sovrani di Cartas de poblaciòn, degli statuti che contemplavano franchigie e privilegi ai cittadini. Fu così favorito in Spagna lo sviluppo delle attività artigianali e mercantili.
La professione cristiana fu un elemento fondamentale del sentimento di appartenenza nazionale, prima ancora che in Spagna nascesse uno Stato unitario.
A Compostela, nella Spagna del nord, sorse un grande santuario intorno a una tomba in cui si credeva che fosse stato sepolto l'apostolo Giacomo, che gli Spagnoli trasformarono in un santo guerriero, san Giacomo di Compostela fu venerato come matamoros, uccisore di mori (musulmani).

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