Ominide 11268 punti

Le lotte tra Papato e Impero


Intorno alla metà del Mille cresce la distanza tra Oriente e Occidente. Nel 1054 avviene lo Scisma d’Oriente: il papa di Roma e il patriarca di Costantinopoli si lanciano la reciproca scomunica e separano le loro Chiese; quella greca è detta ortodossa, quella romana è chiamata cattolica.
La Chiesta di Roma intanto attraversa una grave crisi morale. I nobili pagano grosse somme per godere di alte cariche religiose (questa accusa si chiama simonia*) e gli ecclesiastici spesso violano i voti di castità e celibato (l’accusa di vivere con una donna a cui non si è sposati si chiama concubinato).
Una riforma religiosa e morale della Chiesa è chiesta dagli ordini religiosi (cluniacensi, camaldolesi, vallombrosiani) e dalla popolazione cittadine oppressa dai vescovi-conti. Anche all’interno della Chiesa nasce un partito riformatore: papa Niccolò II convoca il Concilio Lateranense (1059) in cui condanna i reati di simonia e concubinato e assegna ai cardinali l’elezione del papa.
Nella seconda metà del Mille papato e impero si scontrano nella lotta per le investiture. Papa Gregorio VII proclama il primato del pontefice su ogni altra autorità e il suo diritto a giudicare e deporre i vescovi e l’imperatore.
Scomunica Enrico IV e lo costringe a scendere in Italia ad implorare perdono (umiliazione di Canossa, 1077). In seguito l’imperatore occupa Roma con le armi.
La lotta tra i due poteri si conclude con il Concordato di Worms (1122) tra il papa Callisto II e l’imperatore Enrico V: secondo l’accordo l’investitura spirituale dei vescovi spetta al papa, l’imperatore può aggiungere l’investitura politica per i vescovi-conti.

Dal X secolo i Normanni (un popolo vichingo di origine svedese-danese che però vivevano in Francia del Nord) scendono in Italia meridionale al servizio dei Bizantini come soldati mercenari e conquistano tutto il sud Italia. Inizialmente la chiesta è ostile al loro insediamento, ma si allea con loro contro i Bizantini dopo lo scisma d’Oriente (1054). Roberto d’Altavilla si dichiara vassallo della Chiesa in cambio del riconoscimento della sua sovranità sui territori occupati (Accordo di Melfi, 1059).
Nell’XI secolo gli Altavilla conquistano la Sicilia e creano un potente regno feudale centralizzato con una ricca economia e una fiorente cultura. Nel 1130 Ruggero II è incoronato “re di Sicilia, di Calabria e di Puglia”.
Alcune ricche città dell’Italia meridionale subiscono l’espansione normanna: la repubblica marinara di Amalfi è inglobata nei loro possedimenti e da allora non riesce più a sostenere la concorrenza delle rivali, Pisa e Genova.

*simonia: in questo periodo l’imperatore aveva il potere di nominare i vescovi. Quindi spesso i nobili e i cortigiani che volevano una carica religiosa (che dava prestigio e possedimenti terreni) pagavano l’imperatore per farsi “investire”, senza dar retta alla loro vocazione religiosa e morale.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove