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LA Jacquerie

La jacquerie fu una rivolta contadina che iniziò alla fine del maggio 1358 contro i nobili francesi. Fu comandata da Étienne Marcel un ricco mercante. Il termine deriva da Jacques Bonhomme, il soprannome dato ai contadini dai nobili.

Il tumulto dei Ciompi

Il tumulto dei Ciompi fu una rivolta da parte del popolo minuto, in particolare dai lavoratori salariati chiamati appunto Ciompi (“miserabili, pezzenti”). Questi i lavoratori privi di qualunque diritto, con tempi di lavoro che potevano arrivare fino alle 18 ore quotidiane e venivano pagati miseramente. Iniziarono lo scontro nel 1378, rivendicando il diritto di avere una propria rappresentanza politica e di potersi aggregare a una corporazione per avere più diritti. Inizialmente ottennero alcune vincite, ma in seguito il popolo più ricco si unì ai nobili per mettere fine alla rivolta.

Crisi dell'universalismo

La crisi iniziò tra la fine del XIII secolo e la prima parte del XIV secolo. La sede pontificia era stata spostata ad Avignone, da cui ebbe inizio la cosiddetta “Cattività Avignonese”( dal 1309 al 1377 – una specie di situazione di esilio). I vescovi francesi in seguito bloccarono una nuova elezione del papa perché non volevano che la sede papale tornasse a Roma. Nel frattempo non riuscivano a trovare nuovi candidati per l’elezione imperiale. Iniziarono poi gli scontri tra spirituali e conventuali. Lo scontro tra papato e impero fu ancora più grave con lo scisma d’Occidente che divise la Chiesa per quarant’anni; così dal 1378 al 1409 vi furono contemporaneamente dai 2 ai 3 pontefici in carica. In seguito scoppiò in Boemia una rivolta comandata da Jan Hus che poi fu bruciato sul rogo per decisione del Concilio di Costanza. Poi con la conclusione dello scisma, venne decisa la proclamazione della definitiva superiorità della Chiesa sul concilio come mediatrice dei conflitti internazionali.

Jan Hus

Jan Hus apparteneva a una famiglia povera, cresciuto andò a Praga per diventare prete. Cominciò a predicare nella Cappella di Betlemme importanti argomenti teologici in particolare quelli di John Wycliffe, in seguito la chiesa divenne del tutto boema con a capo proprio Hus. Tutto questo non piaceva né all’imperatore né al papa in particolare quando Hus pronunciò contro la vendita delle indulgenze. Infatti, poi venne arrestato e definitivamente condannato a morte per non aver rinnegato le sue affermazioni religiose. Dopo anni, il rogo di Costanza fu un punto di riferimento, indipendenza e libertà.

Giovanna d'Arco

Giovanna era una ragazza di 19 anni, fu bruciata sul rogo il 30 maggio 1431 perché aveva intralciato i piani della Chiesa e dell’impero riuscendo a bloccare l’attuazione del trattato di Troyes. Venne considerata eretica e nemica della Chiesa. Riuscì a tenere testa ai giudici che per condannarla usarono l’inganno con la colpa di essere recidiva avendo usato i vestiti da uomo due volte e quindi ripetendo il suo errore, anche se gli furono tolti i suoi vestiti apposta per poter poi avere un’accusa per condannarla. Dopo la sua morte, la sua figura divenne importante per tutti coloro che come lei volevano allontanare il dominio inglese sulla Francia, divenne un’eroina morta da martire.


Guerra dei cento anni

La Guerra dei cent’anni (1339-1453) vide lo scontro tra la monarchia francese e quella inglese, cominciata in seguito alla crisi di successione al trono di Francia di Filippo il Bello a cui morirono tutti i figli perciò rimase senza eredi, e in Inghilterra Re Edoardo III, suo nipote, rivendicò il trono di Francia dichiarando guerra. Vi erano poi complicati i legami dinastici come Guglielmo il Conquistatore che nonostante fosse un re inglese, era anche duca di Normandia e vassallo del re di Francia; pertanto parlavano francese e si sentivano legati a quella terra. Nella prima fase della guerra si affermò la supremazia militare inglese, poi grazie a rinnovamenti nel campo militare i francesi riescono a battere gli inglesi, poi di nuovo una supremazia da parte dell’Inghilterra e per finire la vittoria dei Francesi con la sconfitta degli inglesi a Bordeaux. Merito della vittoria della Francia fu affidata a Giovanna d’Arco.

Guerra delle Due rose

La guerra delle due rose fu una sanguinosa lotta dinastica combattuta in Inghilterra tra il 1455 ed il 1485 tra due diversi rami della casa regnante dei Plantageneti: i Lancaster e gli York. La guerra fu così denominata, facendo riferimento agli stemmi delle due casate che recavano rispettivamente una rosa di colore rosso ed una bianca. Alla fine le due casate furono sconfitte dalla dinastia dei Tudor, la quale discendeva da entrambe. Enrico VII d’Inghilterra mise fine alla guerra instaurando un periodo di stabilità dinastica e politica.

La Reconquista

La Reconquista è il termine che rappresenta una secolare serie di guerre di spedizione militare e religiosa, che venne fatta dai cristiani contro i musulmani che occupavano i regni dell’attuale Portogallo e dell’attuale Spagna. Il termine con il prefisso iterativo, sta a suggerire l’idea che i sovrani cristiani avessero un legittimo diritto da rivendicare sui territori che da secoli erano governati dai musulmani. Da queste guerre emersero il Regno del Portogallo, di Aragona, di Castiglia e quello di Navarra.
Importanti furono i Regni di Castiglia e di Aragona: la Castiglia conquistò la Cordova e la Siviglia; l’Aragona conquistò le Baleari, la Sicilia e la Sardegna e in seguito pose l’attenzione sul Regno di Napoli. In seguito, quando Ferdinando II sposò Isabella di Castiglia, i due regni pur rimanendo distinti, vennero uniti nelle persone dei loro sovrani, anche se la loro funzione regale venne mantenuta divisa. Dall’unificazione vera e propria di questi due regni sarebbe nata la Spagna cattolica con la definitiva conquista del Regno di Granada e di Navarra.

La difficile ripresa

Finita la fase più critica della crisi, l’attività economica cominciò a riprendersi. Mutò l’organizzazione del lavoro agricolo, con la comparsa di nuove forme di contratti agrari, in particolare la diffusione della mezzadria, nella quale il contadino cessava di essere sottoposto agli obblighi feudali. L’industria della lana cominciò a crescere in Inghilterra con la nascita del “sistema del mercante imprenditore”; crebbe poi l’estrazione del ferro e del rame che insieme allo stagno producevano i nuovi cannoni in bronzo. Si sviluppò anche la pittura e l’architettura, l’introduzione della armi da fuoco con la navigazione a vela. In Germania ci fu l’invenzione della stampa.

La situazione dell'Italia

L’Italia nel XV secolo era in una posizione geografica strategica, dove avveniva il carico e lo scarico delle merci. Al centro degli scambi con l’Oriente si collocavano Venezia, ma anche Genova e Pisa. Questa era però la situazione dell’Italia del Nord, con un forte sviluppo urbano e commerciale, ma non era lo stesso per il Sud che forniva grano e vino e dove città come Napoli e Palermo non crebbero mai come le città del Nord. Nonostante lo sviluppo, nei comuni italiani del Nord, come Firenze c’era lo scontro tra Guelfi e Ghibellini cioè coloro che appoggiavano il papa e coloro che appoggiavano l’imperatore. Nonostante ciò, queste lotte non avevano danneggiato lo sviluppo economico di Milano dove prese potere la signoria dei Visconti. Avversaria di Milano era Venezia, che aveva cominciato a espandersi anche sulla terraferma, la quale poi si scontrò con Genova nella Battaglia di Chioggia. In seguito, emerse l’importanza della città di Firenze governata dalla signoria dei medici, dove Lorenzo il Magnifico fu un importante mecenate protettore di poeti e scultori, e un grande signore della sua città. Nel frattempo, nel Regno di Napoli ci fu il predominio aragonese con la riunificazione di Napoli e della Sicilia, a Milano la salita al potere di Francesco Sforza e nella Repubblica di Venezia saliva la preoccupazione per l’avanzata dell’impero Ottomano.

Nel 1454, in particolare il 9 aprile venne firmata la Pace di Lodi un’iniziativa diplomatica fra gli Stati della penisola, che si impegnavano gli uni verso gli altri di proteggersi in caso di attacchi provenienti sia dall’esterno, sia dall’interno della penisola. Alla morte di Lorenzo il Magnifico, avvenuta nel 1492, finì il delicato equilibrio che si era instaurato in Italia, con l’invasione del re di Francia Carlo VIII che conquistò il Regno di Napoli e le terre di Ludovico il Moro, che finì la sua vita nelle prigioni della Francia.

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