pexolo di pexolo
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Invasione dei Visigoti


A partire dal II secolo i rapporti tra Barbari e Romani furono assai intensi, tanto nel III secolo molti furono i guerrieri barbari assoldati nell’esercito romano. Ma dalla seconda metà del IV secolo un insieme di fattori incrinò i rapporti: le spinte di altre popolazioni che da Oriente si spostavano verso Occidente soprattutto a causa dell’insurrezione degli Unni, l’indebolimento militare del limes romano dovuto a una crisi politica ed economica dell’impero e la sempre maggiore componente barbarica nei suoi confini spinsero molte popolazioni a varcare il confine non per compiere razzie, ma per stanziarvisi stabilmente. I Goti, sotto la spinta degli Unni, si spostarono in parte verso Occidente (perciò denominati Visigoti, da West-Goten) e in parte verso Oriente (Ostrogoti, da Ost-Goten). Ma i Visigoti, ottenuta l’autorizzazione a valicare il limes e oltrepassare il Danubio, cominciarono a devastare le regioni balcaniche e l’esercito imperiale dovette affrontarli ad Adrianopoli nel 378. La sconfitta e l’uccisione di Valente, imperatore d’Oriente, cambiò la politica dei successivi imperatori romani, che adottarono i sistemi dell’hospitalitas e della foederatio. Ma questa politica, che in un caso prevedeva la concessione di un terzo delle terre (o delle tasse) di una data regione alla popolazione che si dichiarava fedele ed offriva contingenti militari, nell’altro un’alleanza in cambio di un compenso, non riscosse successo. Ne è un esempio il saccheggio di Roma compiuto nel 410 dai Visigoti, già federati ai Romani, compiuto per valere le proprie posizioni. In quegli anni la frontiera del Reno è attraversata da numerose popolazioni, mentre i Visigoti, militarmente più organizzati delle altre popolazioni barbariche, riescono a creare un dominio stabile su gran parte della Spagna. La Britannia fu preda delle incursioni sia dei Pitti, insediati nell’attuale Scozia, che dei Sassoni, stanziati sulle rive del Reno. Attorno al 450 gli Unni arrivano vicino a Roma e, dopo essere stati convinti da papa Leone I, si ritirano dietro la concessioni di ingenti beni. Nel 476, quando ormai molti territori dell’impero d’Occidente sono sotto il controllo dei Barbari, Odoacre depone il giovane Romolo (detto «Augustolo»); l’imperatore d’Oriente Zenone, fiducioso nel sistema della foederatio, per recuperare l’Italia favorisce lo stanziamento nel Paese degli Ostrogoti, popolo a lui alleato. I popoli che abitavano la pars occidentalis sono definiti ‘romano-barbarici’, perché caratterizzati da una profonda fusione tra l’organizzazione politico-istituzionale dei Romani e sociale dei popoli barbarici.
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