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I Franchi in Italia e la sconfitta dei Longobardi

Nel 751, i Longobardo sotto la guida del re Astolfo riuscirono ad impadronirsi dell’Esarcato e della stessa Ravenna, approfittando della situazione generale di abbandono i cui versavano le terre bizantine.
Occupato l’esarcato, i Longobardi tornavano quindi a minacciare la zona di Roma.Fu a questo punto che papa Stefano II si recò in Francia, alla corte di Pipino il breve per chiedere il suo intervento contro i Longobardi. Il Papa lo incoronò re di Francia, gli concesse il titolo di Patricius Romanorum e in cambio ottenne l’assicurazione dell’intervento contro Astolfo per difendere il Patrimonio di S. Pietro.
Pipino il Breve scese due volte in Italia e sconfisse i Longobardi, costringendoli a ritirarsi dalle terre tolte ai Bizantini per cederle al papa. Questo intervento ingrandì lo stato pontificio che ormai andava dall’ Adriatico al Tirreno. Alla morte di Astolfo, il trono passò a Desiderio. Egli, invece di affrontare direttamente lo stato pontificio, con molta abilità cerco di isolarlo dal punto di vista diplomatico. Nei confronti dei Franchi, egli approfittò del fatto che il regno alla morte di Pipino si era indebolito a causa della divisione fra i suoi due figli e con molta astuzia ottenne di imparentarsi con la famiglia reale francese: la figlia Ermengarda andò in sposa a Carlo magno, figlio di Pipino.
Contemporaneamente, egli cercò di insinuarsi all’interno delle discordie in atto a Roma fra nobiltà e clero che ruotava intorno alla cancelleria del Laterano dove i papi avevano la loro sede. Per questo motivo Roma conosceva un periodo di violenze da parte di entrambe le fazioni con lo scopo di imporre un proprio candidato al soglio pontificio. Inizialmente Desiderio riuscì a controllare la corte pontificia. Ma nel 771-772 morì Carlomanno, uno dei due figli di Pipino e giunge al trono pontificio papa Adriano I, due avvenimenti che cambiarono notevolmente la situazione che determinarono la fine del regno longobardo.
Infatti, Carlo Magno, riunì nelle proprie mani tutto il regno dei Franchi, cacciò gli orfani di Carlomanno e riprese la vecchia ostilità contro i Longobardi, ripudiando la moglie Ermengarda. Desiderio, nel vedere fallito il proprio piano diplomatico invase di nuovo l’esarcato e tornò a minacciare Roma. Il papa Adriano I chiese aiuto ai Franchi e Carlo Magno discese in Italia e sconfisse il re Desiderio alle Chiuse (sbocco della Val di Susa nella pianura padana) Alla fine, nel 774, Desiderio fu sconfitto e condotto prigioniero in Francia dove fu internato in un convento secondo l’uso del tempo. In questo modo la dominazione Longobarda in Italia aveva fine: soltanto il ducato di Benevento riusciva a sottrarsi alla dominazione dei Franchi, accettando di versare un tributo al vincitore. Carlo magno assunse il titolo di re dei Longobardi e sostituì i capi longobardi con i comites franchi, lasciando però ai vinti la possibilità di continuare a seguire le proprie leggi. Come Patricius Romanorum egli aveva inoltre il diritto di intromettersi nelle vicende interne dello Stato Pontificio che si accresceva annettendo il ducato di Spoleto i cui abitanti si erano assoggettati spontaneamente all’autorità del Papa.
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