Ominide 267 punti

Europa politica tra 1300 e 1400

Il Medioevo era stato per secoli strutturato intorno ai poteri dell’Impero e del Papato. Questi, però, agli inizi del Trecento entrarono in una profonda crisi; i due poteri, fondati sull’ideale unità della cristianità, cedevano il passo alla realtà pluralistica dei regni e delle nazioni.
I sovrani, inoltre, cercarono di ridurre sotto il loro dominio la pluralità dei poteri signorili e cittadini.
Nel 1296, la necessità di accrescere le entrate finanziarie della corona spinse il re di Francia Filippo IV il Bello ad imporre il pagamento delle tasse al clero francese senza il consenso di papa Bonifacio VIII.
Filippo IV fu il primo sovrano a rifiutare esplicitamente ogni subordinazione all’autorità pontificia.
Bonifacio VIII reagì emanando numerose bolle ammonitrici, tra le quali la bolla “Unam sanctam” (1302) con la quale si riaffermava la subordinazione del potere civile a quello spirituale. La Nazione francese si schierò dalla parte del proprio sovrano e fu scomunicata.

Filippo IV inviò una sua delegazione in Italia, ad Anagni, per indurre il papa ad abdicare; il papa venne addirittura tenuto prigioniero e poi liberato. Ormai, però, Bonifacio VIII era sconfitto e morì nel 1303.
Il prestigio del papato crollò.
Dopo la morte di Bonifacio VIII il papato cercò un’intesa con la monarchia francese e il tentativo culminò nel 1305 con l’elezione di un papa francese, Clemente V.
Egli rifiutò di recarsi a Roma per la consacrazione e trasferì la sede papale ad Avignone dove si succedettero sette papi francesi, fino al 1377 (“cattività avignonese”).
Il prestigio della Chiesa scese ai livelli più bassi della sua storia, a causa soprattutto del lusso della corte papale, della vendita delle cariche ecclesiastiche, delle indulgenze e del nepotismo. Gregorio XI riportò la sede papale a Roma, ma quando morì si verificò una nuova crisi. Venne eletto papa il napoletano Urbano VI, ma i cardinali francesi invalidarono l’elezione e proclamarono un nuovo papa, Clemente VII. La Chiesa si ritrovò con due papi.

Sostenevano Urbano VI:
- Impero;
- Inghilterra;
- Italia settentrionale;
sostenevano Clemente VII
- Francia;
- Scozia;
- Castiglia;
- Aragona.
Ebbe inizio, così, il Grande Scisma (1378-1418).
In un concilio a Pisa vennero dichiarati decaduti i due papi (che però non riconobbero tale decisione) e se ne nominò uno nuovo, Alessandro V.
La cristianità ebbe tre papi.

La soluzione si ebbe con il Concilio di Costanza (1414-1418): i tre papi furono
costretti ad abdicare a favore del nuovo pontefice, Martino V. La sede papale tornò ad essere unicamente Roma.
Nel 1431 si tenne un nuovo concilio, a Basilea. I padri conciliari elessero un loro papa. Iniziò così, il Piccolo Scisma. Il conflitto tra papa e concilio si risolse con la definitiva vittoria della supremazia del Papato.

La guerra dei 100 Anni (1337-1453)

Alla morte di Filippo IV il Bello (1314) salì sul trono di Francia Filippo di Valois, parente più prossimo del defunto sovrano. Egli venne incoronato con il nome di Filippo VI.
Il re d’Inghilterra, Edoardo III, avanzò pretese alla successione (in quanto nipote di Filippo IV) e iniziò, così, la guerra detta dei Cento Anni.
Motivo della guerra tra Inghilterra e Francia era il fatto che i re d’Inghilterra tenevano, a titolo feudale, ampi territori nel regno di Francia (fin dal XII secolo). I sovrani inglesi, cioè, detenevano in Francia territori anche più vasti dello stesso sovrano francese del quale erano vassalli.
Nel 1337 scoppiarono le ostilità. Per vari decenni i Francesi subirono continue disfatte e perdettero gran parte del loro territorio.
L’insofferenza verso gli stranieri inglesi animò la resistenza delle popolazioni francesi. L’episodio più famoso fu quello di Giovanna d’Arco, una giovane di campagna che si presentò come inviata dal Cielo per salvare la monarchia francese e seppe infondere nuovo slancio agli scoraggiati soldati.
La giovane venne, alla fine, catturata e arsa dagli Inglesi, come eretica, nel 1431. Solo nel 1453 gli Inglesi si decisero ad abbandonare la Francia dove conservarono Calais.

Le Monarchie nazionali

Nel Quattrocento l’Europa si presentava come un insieme di Stati.
Molti di questi erano delle monarchie nazionali, nelle quali cioè il re governava sull’intero territorio nazionale.
Le più importanti monarchie nazionali erano: Francia, Inghilterra, Spagna.

Francia

La monarchia francese nacque nel 987, con il duca Ugo Capeto, capostipite della
dinastia capetingia. I Capetingi controllavano, però, una piccola parte del territorio francese e non riuscirono a imporsi sui potenti signori feudali. Solo nel corso del Duecento il re Filippo II Augusto riuscì a sottomettere circa un terzo dei territori e dei feudatari della Francia. Il potere dei re di Francia era però limitato: i sovrani inglesi, infatti, controllavano fin dal XII secolo vasti territori nel Sud della Francia.
Essi, quindi, erano contemporaneamente re d’Inghilterra e vassalli del re francese. Nel 1337 il sovrano francese Filippo VI decise di appropriarsi dei territori controllati dagli Inglesi, ma il re d’Inghilterra Edoardo III rispose pretendendo per sé la corona francese e attaccando la Francia.
Iniziò, così, la guerra dei Cent’anni (1337- 1453).

Inghilterra

Nel 1066 i Normanni, guidati da Guglielmo il Conquistatore, sottomisero l’Inghilterra. Guglielmo fu il vero fondatore della monarchia inglese. Egli, infatti, cercò di limitare il potere dei feudatari e di imporre la sua sovranità
sull’isola. Il potere dei nobili rimase però molto forte. Nel 1215 essi approfittarono della debolezza del re Giovanni Senzaterra per limitare i poteri della corona. Giovanni fu, infatti, obbligato a concedere la Magna Charta Libertatum (“Grande carta delle libertà”) che conteneva limitazioni dei poteri del sovrano. In particolare, il re si impegnava a non imporre nuove tasse senza l’autorizzazione di un parlamento di cui avrebbe fatto parte la grande nobiltà.

Verso la fine del Duecento anche la piccola nobiltà e i borghesi ottennero di far parte del parlamento che si divise così in due rami: la Camera dei Lord (che rappresentava la grande nobiltà e i più importanti ecclesiastici); la Camera dei
Comuni (che rappresentava la piccola nobiltà, il clero minore e i borghesi delle città).
All’epoca, il Regno d’Inghilterra comprendeva anche l’Irlanda, ma non il Regno di Scozia che restò indipendente fino al 1603.

Spagna

La Spagna La Spagna e il Portogallo nacquero da una guerra che portò alla fine della dominazione araba nella Penisola iberica. Questa guerra è chiamata Reconquista e avvenne per tappe, dal 1000 al 1492. I Musulmani vennero sconfitti nel 1212 nella battaglia di Las Navas de Tolosa. I Cristiani occuparono tutta la Penisola iberica con la sola eccezione di Granada, che restò nelle mani degli Arabi. All’epoca si era già formato il Regno del Portogallo. La Spagna, invece, restò divisa nei Regni di Castiglia e Aragona per altri due secoli. Solo nel 1469, il matrimonio di Isabella di Castiglia con il re Ferdinando d’Aragona determinò l’unificazione del Paese. La nuova monarchia era molto potente, anche perché, nella prima metà del Quattrocento, il Regno di Aragona si era impadronito dell’Italia meridionale. Una prova della potenza del Regno di Spagna fu la ripresa della guerra contro gli Arabi che terminò nel 1492 con la conquista da parte della monarchia spagnola del Regno di Granada.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email