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La Chiesa durante le invasioni barbariche e il monachesimo


Durante le invasioni germaniche, le autorità civili praticamente non esistono quasi più e sono sostituite dall’autorità dei vescovi. Infatti, i vescovi si preoccupavano di fornire agli abitanti delle città i servizi essenziali per vivere e a volte trattavano anche direttamente con i capi germanici che spesso si convertivano al cristianesimo. La loro opera si diffonde anche nelle campagna i cui abitanti venivano chiamati pagani (dal latino pagus = villaggio) che erano rimasti legati alla religione dell’antica Roma e che furono convertiti al cristianesimo dai vescovi. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, i vescovi riconobbero come capo il vescovo di Roma, cioè il papa. A partire da questo momento la Chiesa cristiana si chiamerà cattolica cioè universale e il suo obiettivo sarà quello di convertire tutti i popoli alla propria religione
Fra i Papi più importanti abbiamo Leone Magno, a cui la leggenda attribuisce il potere di aver fermato la discesa di Attila in Italia, e Gregorio I Magno. Quest’ultimo convertì al cristianesimo i Longobardi e cercò di convertire anche i popoli che abitavano nell’ Inghilterra di oggi. Inoltre dette alla Chiesa una struttura di governo e aiutò la popolazione romana affamata mentre i Bizantini che governano la città non facevano nulla. Stabili anche delle regole da seguire per recitare la messa e nelle cerimonie religiose introdusse il canto che da lui prende il nome di canto gregoriano.

La diffusione del cristianesimo in Europa avviene con l’azione dei monaci. La parola “monaco” significa “solo”. Infatti i monaci erano dei credenti che vivevano nei deserti o in luoghi isolati e vivevano pregando Dio. Questo succedeva in Oriente. Invece in Occidente i monaci si riunivano in comunità, vivevano nei monasteri e si dedicavano alla preghiera e al lavoro necessario per mantenere la comunità stessa.

Fra le comunità di monaci più significative abbiamo i monaci benedettini. Questa comunità fu creata da Benedetto da Norcia che fondò il monastero di Montecassino. Ai suoi seguaci dette una regola con la quale venivano stabiliti i compiti e il comportamento dei monaci. Le attività più importanti di questi monaci erano il lavoro e la preghiera, secondo l’espressione latina “ora et labora”. All’interno dei monasteri, alcuni monaci (= amanuensi) passavano il loro tempo a ricopiare le opere dell’antichità classica e questo ha permesso di conservare e far giungere fino a noi le opere dei grandi scrittori latini. Impegnati in lavori produttivi, i monaci benedettini costituirono un solido punto di riferimento per ricostruire l’Europa, distrutta dalle invasioni barbariche. Ovunque essi andavano, si dedicavano alla coltivazione delle terre, insegnavano a leggere e a scrivere e soprattutto educavano alla pace in nome di dio.

La Regola dei monaci benedettini si diffuse in tutta l’Europa; per esempio, l’ Irlanda fu un grande centro, questo perché l’ Irlanda era stata convertita al Cristianesimo nel V secolo da Patrizio. I monaci irlandesi si preoccuparono di convertire al cattolicesimo il resto dell’Europa e soprattutto le regioni più lontane in cui l’opera dei vescovi non era mai arrivata.
Un altro monaco che va ricordato è Bonifacio che si occupò della conversione dei Germani. In Italia oltre a Montecassino fu costruito un monastero a Bobbio, nelle vicinanze di Piacenza, fondato da Bonifacio. Il monastero diventò molto ricco grazie agli aiuti economici dei Longobardi.

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