I consilia sapientis iudicialia


Ce ne sono due tipi che segnano con diversa portata la storia giuridica a partire dal 1200.
Il primo tipo più antico nasce nel 200. sono consigli, pareri, emanati da un sapiente, da un giurista dotto, un professore, rilasciato all'autorità giudicante, che ha bisogno di ricevere un consiglio, un parere esperto.
Il contesto in cui inizia a svilupparsi come pratica giudiziale, è un contesto politico- istituzionale particolare, c'erano i comuni, e la loro struttura organizzativa cambia nel 200.
Si incomincia a diffondersi questa pratica, usanza secondo la quale il podestà, regola governa e amministra la giustizia. Il podestà e i funzionari sono esperti professionali, ma non necessariamente hanno fatto studi giuridici o hanno fatto studi di diritto. Non sempre conosce gli statuti il podestà, che è forestiero.
Ci sono una serie di ragioni per le quali il podestà è in difficoltà, non. Sa che diritto applicare e come, ha giurato quando ha preso il potere e ha anche il sindacato giudiziario. Al termine della carica il podestà si ferma in città e può essere valutato.
Il podestà deve giudicare correttamente, chiedono pareri all'esperto, uniscono a volte anche il testo dello statuto che si deve applicare e l'esperto fornisce il suo consilium, il suo parere che viene quasi sempre seguito dal podestà. Nel momento in cui qualcuno confutasse la sua decisione, egli potrà dire che ha deciso così perché ha seguito il consiglio di un esperto, che ha detto qual è la soluzione giuridica.
I consilia interessano il mondo dei giuristi, per disciplinare casi complessi e delicati.
 

I consilia come opera dottrinale


Modo in cui il maestro ha risolto il caso concreto, modo in cui utilizzare il lavoro già fatto a scopo didattico, il caso diventa un caso tipico, non solo interessa agli studenti, interessa anche ad altri giuristi, altri dottori e i pareri cominciano a circolare.
Spesso gli stessi autori dei consigli ne fanno una raccolta e queste raccolte di parere assumono un significato diverso, non diventati un'opera dottrinale. Sono opinioni, interpretazioni, modi con cui un giurista presenta gli argomenti con i quali è possibile risolvere un certo caso.
Metà del 200, si inizia a diffondere come genere letterario, il consilium.
 

Struttura e contenuto del consilium


Assomigliano ai casus, sono strutturati con uno schema abbastanza preciso, descrizione del fatto, e in particolare il quesito giuridico posto al doctor. E il doctor fornisce SOLO la sua risposta. Chi chiede il parere è li pronto a seguirlo, si fida della competenza, autorevolezza del doctor e non occorre che il doctor convinca il proprio committente perché ovviamente il podestà si fida di quel consiglio.
Il doctor dà la soluzione e indica cosa ha utilizzato per decidere, utilizza un argomento logico dedotto dai passi del corpus iuris.
Il consilium iudiciale è succinto, breve, ma contiene i riferimenti essenziali.
 
I consilia pro veritate
A partire dal 1300 ci sono strutture, apparati più professionali. I giudici che troviamo negli ordinamenti statali sono perlopiù dei tecnici, non hanno più bisogno dei consilium, anche se il consilium iudiciale non sparisce del tutto.
 
Il giudice è in grado di applicare la legge e non chiede più un consilium. Sta per arrivare l'età d'oro della giurisprudenza consulente.
 
È il consilium pro veritate.
Non è richiesto da dei giudici, chi fa questi consigli è sempre il doctor ma vengono richiesti dai singoli soggetti privati che hanno un problema giuridico, sono i privati. Ci sono una serie di fattori che spiegano e motivano perché i singoli avendo una controversa chiedono all'esperto il suo consiglio, il suo parere.
Le liti stanno aumentando tantissimo, dal medioevo all'età moderna, si va in causa per moltissimi problemi.
I poveri non andranno in causa dato che i consilia sono costosi.
Si litiga quando sono in gioco grandi interessi economici, come eredità nobiliari, o per le doti femminili, un capitale che deve passare da una famiglia a un' altra e questo crea litigi. Il diritto si complica, il sistema delle fonti diventa sempre più complesso, dove ci sono i regni c'è il diritto regio, statuti delle corporazioni delle arti e dei mestieri, rapporto reciproco complesso.
Gli unici in grado di dominare questo mondo sono i doctores, i professori, i commentatori.
Il privato non si accontenta quando la posta in gioco è molto alta, delle difese che può fare l'avvocato. Il giurista pratico non ha una preparazione giuridica così raffinata, il pratico ha un livello di preparazione diverso, il causidico prepara gli atti della causa, le allegazioni, ma se la faccenda è complessa, il privato vuole rafforzare la sua posizione attraverso un consiglio. Si chiede un parere pro veritate al di fuori della causa, l'esperto viene consultato in quando depositario di una scienza giuridica. Siamo nell'epoca di Bartolo.
Si manda una lettera al doctor e gli si espone il caso. A chiedere il parere prima era il giudice, qui è il privato che vuole rinforzare la sua difesa, il consilium lo si porterà al giudice affinché convinca che le ragioni stiano dalla parte di chi ha chiesto il consiglio.
Il maestro espone la sua soluzione utilizzando il metodo dialettico, esamina tutte le ipotesi, si vagliano le diverse possibili soluzioni, per capire quale sia quella più attendibile e corretta.
Il professore prende in analisi anche gli argomenti opposti e dimostra che gli argomenti che mi interessano sono più fondati, soluzione favorevole a chi ha richiesto il parere.
In molti casi in doctor inserisce la confutazione, perché le ragioni che potrebbero condurre la soluzione A ovvero quella opposta alla vera soluzione e le nega le contraddice, spiega perché non vanno bene, in modo che si possa convincere il giudice. Il doctor rimane alla condizione di sapiens, il professore si assume la responsabilità di dire che quella soluzione sia quella giusta, è convinto che quella è la soluzione giusta.
A consolidare quell'impressione sono le due invocazioni.
Mondo intriso di religiosità con quell'invocazione, che chiama dio come testimone, il maestro dichiara la buonafede, dice ciò che è vero, la soluzione giusta, sono consigli per la verità, non resi per aiutare qualcuno.
Il privato non va a chiedere un parere che gli dia torto, sa che deve pagarlo, la sua prestazione è molto ben remunerata.
Tutta via resta vero che il consilium è pro veritate nel 300 e 400. rimanere vera questa fiducia nel fatto che il giurista esperto non avesse dato un parere se non fosse convinto che sia vero, altrimenti avrebbe rifiutato il consiglio.
Il dottore dice sempre se non ci sia un'opinione più autorevole della mia, oppure il dottore dice che il suo consiglio è vero se le cose stanno così come stanno scritte come gliel'è stato raccontato.
Rimane la supposizione che i grandi maestri, non si debba contraddire, se si trova a dare due pareri che portano esiti diversi, starà attento a sottolineare le differenze. Coerenza per non perdere la credibilità che è la chiave di tutto. Se non è autorevole i suoi consigli non servono a nulla.
  
Consiglia come elementi della pratica, per risolvere le controversie, ma il problema si va aggravando perché è ben difficile che ci sia un'imparzialità assoluta, e se una parte chiede un consiglio, anche la controparte chiederà un consiglio, e entrambi sono andati dal giudice muniti di un parere a loro favorevole. Ci si trova davanti a due pareri autorevoli.
 
Importanza duplice dei pareri. Il consulente famoso riceve molte richieste di consilia, rende celebre ed autorevole un giurista sono le consulenza che presta a committenti prestigiosi. Tutti i ceti maggiori chiedono i consigli, abbiamo consigli prestati al papa, all'imperatore, ai re. Chiedono consigli anche le massime autorità politiche, non basta il giudice è percepito come necessario anche l'appoggio di un consulente. Questo passaggio diventa particolarmente evidente, uno dei modi in cui il ceto dei giuristi esperti contribuiscono a formare lo stato moderno.
I re spesso chiedono consigli, lo stato si identifica con la casa regnante, quando bisogna trasmettere il trono, se sorgono problemi ne sorge una questione privata e pubblica, norma successoria. Si litiga tra nobili, tra esponenti delle casate nobiliari, moltissime guerre di successioni, ma ci sono anche le armi del diritto, si litiga perché c'è una controversia, diventano importanti le consulenze.
 
Es. successione al trono del portogallo nel 1579, il re muore senza figli legittimi maschi ancora vivi, e filippo II richiederà moltissimi consigli prima di conquistare il portogallo e annetterlo alla spagna.
Anche Caterina de medici, regina di Francia, Duca di Parma, sono in lotta per la successione. Per il duca di parma il parere viene chiesto a tre collegi universitari, tutti i collegi dei doctores.
 
I consiglia come genere letterario.
I consiglia hanno una seconda vita, un ulteriore utilizzo e circolazione come genere letterario. Sono consigli riutilizzati, dalla pratica passano alla teoria, le usano i professori stessi nella didattica e ne portano a conoscenza del mondo giuridico per mezzo di raccolte tematiche, ci sono degli editori, appartenenti al mondo del commercio dei libri ne fanno delle raccolte, ma più spesso sono i maestri stessi o i loro discendenti che curano la raccolta dei consigli dei maestri stessi.
Seconda metà 400 con l'invenzione della stampa, circoleranno ancora di più i consigli dei manoscritti.
Interesse del mondo giuridico per i consiglia pro veritate.
 
Il consulente deve dimostrare in modo concreto la soluzione, trovare i riferimenti ed analizzare la dialettica, deve trovare tutti gli argomenta possibili. Sono più interessanti anche rispetto ai trattati o con i commentari.
Si preferisce utilizzare i consiglia preferendoli ai commentari per una serie di ragioni contradditorie, da una parte si dice che sono più solidi e fondati. La scienza giuridica ha esaurito l'originalità, se si commenta lo stesso passo, il dottore per cambiare il consiglio crea nuove soluzioni, nei commentari si lascia andare la fantasia. I consigli sono i più sicuri rispetto ai commentari. Sono più attendibili le espressioni espresse in consulendo rispetto a quelli espressi in legendo = ovvero facendo attività didattica.
Il dottore trova una soluzione nuova, che però va bene e che il caso richiede. Solidi affidabili e c'è più creatività, il doctore nel consiglia dà il meglio si sè, è pagato per farlo.
 
Alcuni consulenti celebri: secolo 14 Bartolo, Oldrado da Ponte, Baldod
Secolo 15 giasone del maino, raffaele fulgosio, alessandro Tartagni, mariano soncini sr
Secolo 16 tiberio deciani, filippo decio, jacopo menocchio, mariano soncini j, rolando della Valle
 

L'evoluzione nel modo di argomentare dei consulenti


Quando la norma non è di immediata applicazione, si va alla ricerca della ratio, e un argomento ex autoritate, un argomento che si basa sul fatto che una certa interpretazione è stata data da altri giuristi autorevoli.
Il professore fa la propria interpretazione della legge e la fa propria, più passa il tempo e il giurista esperto non può accontentarsi di dire che è così perché la pensa così, deve dimostrare che la legge che ha individuato è così perché si basa sulle decisioni date da altre.
 
Esempio. Consiglio di Oldrado, caso matrimoniale che è all'attenzione della Sacra Rota, tribunale centrale della chiesa. Nullità di un matrimonio, che non esiste, è nullo perché imposto con la violenza dal marito il quale la rapisce e la tiene prigioniera. Appena può fugge dice che non voleva sposare quell'uomo. Oldrado dice che "se sono vere le premesse" quel matrimonio è nullo. La spiegazione viene fornita con delle precise citazioni delle decretali, del liber extra.
Schema del consilium, descrizione dei fatti a partire dal quale il consulente giudica. Il fatto si è verificato a Utrecht, nord Europa.
 
I consigli delle epoche successive hanno delle strutture differenti, esempio di Giasone del Maino, nel 1400. C'è l'esposizione del caso, l'invocazione di Maria, e in chiusura anche l'invocazione del santo.
L' atteggiamento del consulente non è distaccato, il consulente cerca di accontentare il suo cliente.
Si dice che è l'opinione comunemente accolta.
 
Menocchio, fine 500. caso di donna giovane che deve risposarsi ma la prima dote si è già consumata. I giudici che hanno davanti sono i senatori, si è consapevoli di parlare al senato che rappresenta il re e propone una serie di soluzioni che si possono seguire per trovare qualcuno obbligato a dare la dote a questa donna e ci indica quale che secondo lui è preferibile motivandola. L'opinione che lui segue è l'opinione comune. Di fronte a tante opinioni bisogna seguire quella comune, prevalente.
 
Andrea Alciato critica fortemente i consiglia ma ne scrive centinaia.
 
I consiglia fino al 600 sono ampiamente utilizzati.
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