Concetti Chiave
- Tra il 1000 e il 1300, l'Europa vive una ripresa economica e una crescita demografica grazie a innovazioni agricole e recupero di terreni.
- Nei primi anni del '300, la crisi agricola si intensifica a causa di cambiamenti climatici e della mancanza di risorse, portando a carestie.
- La peste arriva in Europa nel 1347, causando la morte di oltre un terzo della popolazione e un impatto devastante sulla società.
- Esistono due tipi di peste: la bubbonica, con tassi di mortalità che variano dal 25% al 90%, e la polmonare, che ha un tasso di mortalità del 100%.
- Le reazioni sociali alla peste includono la rottura dei legami familiari, episodi di corruzione e la persecuzione degli Ebrei, accusati ingiustamente di diffondere la malattia.
Ripresa economica e crescita demografica
Dall'anno 1000 fino alla fine del 1300 vi era stata in Europa una forte ripresa economica e sociale, alla quale era conseguita una nuova crescita demografica. L'agricoltura era fiorente: molti terreni erano stati recuperati, bonificando paludi, terrazzando colline, ed erano state scoperte nuove tecniche per far fruttare meglio i campi. Anche le città, principale luogo di scambi commerciali, si rianimarono.
Crisi agricola e cambiamenti climatici
Nei primi anni del '300 però, la società si scontra con la mancanza di risorse: per quanto fiorente, l'agricoltura non tiene più il passo della crescita demografica. L'equilibrio che aveva permesso il precedente sviluppo, dunque, si rompe. E' probabile, inoltre, che dagli anni 20 del 1300 ci siano stati in Europa forti cambiamenti climatici: alcuni storici parlano di un calo della temperatura e di inverni lunghi, altri di stagioni estremamente piovose che provocarono grandi carestie (le sementi marcivano ancor prima di essere raccolte).
Qual è la diffusione e l'impatto della peste?
In questa società già indebolita dalle carestie, dunque, si insinua la malattia della peste (dal latino peius -> peggiore), per la prima volta nel 1347 e poi, in modo brutale, nel 1348. Ha una diffusione rapidissima e inarrestabile, il tempo di incubazione non supera i 6 giorni e i medici non trovano alcun rimedio. Più di un terzo della popolazione europea muore, e ci vorranno più di tre secoli prima che il continente ritorni al livello demografico che aveva preceduto quest'epidemia. La malattia ricomparirà in Europa a più riprese, nei secoli successivi, anche se mai distruttiva come la prima volta, e solo agli inizi del '900 una commissione di scienziati inglesi riesce ad individuare ed isolare il bacillo della peste.
Durante le prime epidemie, i massimo che si poté fare fu prendere precauzioni come l'isolamento delle città colpite, l'introduzione della quarantena per le merci.
Tipi di peste e trasmissione
Si distinguono, ora come allora, due tipi di peste:
-bubbonica: le ghiandole si gonfiano, si formano bubboni neri in tutto il corpo. Il tasso di mortalità, a seconda delle epoche, varia dal 25% al 90%, ma arriva anche a toccare il 99%.
-polmonare: è una complicazione di quella bubbonica, la morte è certa (100%).
Anche se allora non si sapeva, il bacillo della peste veniva trasmesso dalla pulce dei topi; nasce in Asia, ma essendo questo un continente poco popolato la malattia fatica inizialmente ad espandersi; con la conquista mongola e la nascita della via della seta, però, si crea tra Asia ed Europa un unico territorio pacifico in cui si commercia liberamente. Nel 1331 viene contagiata la Cina, e dopo 15 anni, nel 1346, la peste arriva a Caffa, sul Mar Nero. Da lì, 19 navi genovesi la portano prima a Costantinopoli, poi nello stretto di Messina, nella Francia del sud e in tutta Europa.
Effetti sociali e reazioni alla peste
La peste ebbe sulla società un effetto disastroso. Il terrore per la malattia era tale da portare alla rotture dei legami più saldi, come quelli familiari, tra madre e figlio, tra fratelli...
Si assiste a infiniti episodi di corruzione, di chi, con il denaro, cerca di evitare la quarantena, di uscire dalla città isolata... chi è povero, invece, si appropria dei beni di morti e malati senza ritegno.
Alcuni individuano nella peste una punizione divina e si diffondono nelle strade bande di penitenti che girano le città in processione flagellandosi (dal punto di vista sanitario è disastroso, poiché aumenta infinitamente le possibilità di contagio). Altri, vista l'imprevedibilità della peste e l'assoluta impossibilità di combatterla, cercano di vivere al meglio il tempo che resta loro, dandosi agli sfoghi e agli eccessi.
Il capro espiatorio che la società ha bisogno di cercare in ogni momento critico della storia viene individuato, come al solito, negli Ebrei, accusati di aver sparso il morbo per appropriarsi delle ricchezze. A nulla valgono le proteste del papa e di pochi "illuminati", che affermano che gli Ebrei si ammalano come tutti gli altri; negli anni della peste questi vengono perseguitati come nessun altro, se non, forse, i lebbrosi.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause della crisi agricola nel '300?
- Come si diffuse la peste in Europa?
- Quali erano i tipi di peste e il loro tasso di mortalità?
- Quali furono le reazioni sociali alla peste?
- Quali misure furono adottate per contenere la peste?
La crisi agricola nel '300 fu causata dalla mancanza di risorse, poiché l'agricoltura non riusciva a tenere il passo con la crescita demografica, e da forti cambiamenti climatici che provocarono carestie e difficoltà nella raccolta (come indicato nel testo).
La peste si diffuse in Europa a partire dal 1347, grazie a navi genovesi che trasportarono la malattia da Caffa, sul Mar Nero, a Costantinopoli e poi in tutta Europa, con un tempo di incubazione molto breve (come descritto nel testo).
I due tipi di peste erano la bubbonica, con un tasso di mortalità variabile dal 25% al 90%, e la polmonare, che portava a una morte certa (100%), come spiegato nel testo.
Le reazioni sociali alla peste furono disastrose, con rotture di legami familiari, episodi di corruzione, e la diffusione di bande di penitenti, mentre gli Ebrei furono ingiustamente accusati di diffondere la malattia (come evidenziato nel testo).
Le misure adottate per contenere la peste includevano l'isolamento delle città colpite e l'introduzione della quarantena per le merci, poiché non esistevano rimedi efficaci (come riportato nel testo).