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Il Fascismo

Nel 1919, finita la Prima Guerra Mondiale, a Parigi fu fatto il Trattato di Pace tra tutti gli stati.
A causa di molte avversità ancora rimaste nei confronti dell'Italia, molti stati non vollero ufficializzare il Patto di Londra tra Italia, Francia e Inghilterra, e fu consegnato solo il Trentino Alto Adige, mentre Fiume e la Dalmazia rimasero sotto i precedenti padroni.
Addirittura Wilson le considerò "terre salvate", anzichè "terre italiane".
Così l'Italia fece l'errore di uscire da Parigi con indignazione, mentre l'Inghilterra e la Francia si spartivano gli ex-territori tedeschi senza contarla.
L'Italia aveva appena ricevuto una vittoria mutilata.
Alcuni reperti ribelli però, guidati da Gabriele D'Annunzio, marciarono verso Fiume e la conquistarono, dichiarandola italiana.
Questo atto fece arrabbiare Giovanni Giolitti, ormai ottantenne, che restituì Fiume alla Iugoslavia e punì i ribelli, compreso D'Annunzio.

Ormai il clima era molto teso, anche perchè si stava facendo spazio una crisi economica.
Qui si sviluppò un movimento fascista nell'Estrema Destra, guidato dall'ex-socialista Benito Mussolini.
All'inizio il movimento non fu molto seguito, poi a poco a poco crebbe, fino a contare 300000 volontari e soldati.
Si stava sviluppando il Biennio Rosso.
E' definito "rosso" perchè ci furono molti spargimenti di sangue.
Fra il 1920 e il 1921 infatti, le Camicie Nere (i soldati fascisti) distrussero più di 1000 edifici, per la maggior parte sindacati di Sinistra e insediamenti socialisti.
Inoltre, chi non accettò il movimento fascista, fu ucciso o costretto a punizioni esemplari, ad esempio quella di far ingurgitare enormi quantità di olio di ricino.
Molti furono costretti ad andare all'ospedale.
Nel 1922 quasi tutti i giovani erano ansiosi di entrare a far parte delle truppe delle Camicie Nere e presto il movimento fascista diventò il Partito Nazionale Fascista.
In Parlamento si affermò come il partito dominante, anche perchè tutti i partiti avversari furono smantellati e i componenti uccisi.
Nel 1922 ci furono le elezioni e Mussolini vinse.
Ma Giacomo Matteotti denunciò il partito fascista per aver truccato le elezioni e per altri omicidi commessi.
Il giorno dopo fu rapito e ucciso, e Mussolini, di fronte al re e a Giolitti, ammise di essere stato lui.
Giolitti, per paura di fare la stessa fine, si dimise per non essere in nessun modo d'intralcio, mentre il re non fece niente.
Mussolini però ambiva ad ottenere il Governo, e ideò la Marcia su Roma.
A questa marcia parteciparono quasi tutti i soldati fascisti, cresciuti enormemente in numero e armati fino ai denti.
Il piano era di intimorire il re, così che cedesse il Governo a Mussolini.
Il piano ebbe successo e Mussolini diventò capo indiscusso dell'Italia.

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