Il romanticismo si sviluppa nell'età della Restaurazione. Durante questo periodo era possibile svolgere attività politica alla luce del sole: chi rivendicava l'indipendenza della propria patria o diffondeva idee liberali o anche più semplicemente chi criticava il sovrano veniva subito colpito dalla repressione della polizia. Per questo le forze di opposizione furono costrette a organizzarsi in società cioè associazioni i cui iscritti e gli obiettivi venivano tenuti segreti. Queste associazioni sorsero numerose in tutta l'Europa. In Italia, precisamente nel Regno di Napoli, nacque la Carboneria; il cui nome è dovuto al fatto che la società utilizzava il linguaggio dei carbonari, i venditori si carbone per nascondere ai non affiliati il senso delle loro parole. I membri delle società segrete provenivano innazitutto dalla borghesia citadina. Numerosi erano ex militari, ex ufficiali di Napoleone o giovani desiderosi di una carriera brillante. Negli anni venti l'Europa fu toccata da un'ondata rivoluzionaria. Le sollevazioni iniziarono in Spagna nel gennaio 1820: i ribelli ottennero dal sovrano Ferdinando VII in una Costituzione, come quella già in vigore nel 1812. La Costituzione riconosceva la sovranità popolare, cioè il diritto del popolo a governare, e limitava fortemente i poteri del re. L'esempio spagnolo portò i carbonari di Napoli alla rivolta nel luglio 1820: anche in questo caso il re Ferdinando I di Borbone fu costretto a concedere una Costituzione e un Parlamento. Poco dopo si ribellò Palermo, chiedendo però l'indipendenza dell'isola del regno delle due Sicilie. Una sommossa per la costituzione scoppiò nel marzo 1821 anche in Piemonte, dove il re Vittorio Emanuele I si presentava come un rigoroso rappresentante della Restaurazione. Il re quindi per non cedere alle richieste del popolo decise di abdicare. Fu infatti il nipote Carlo Alberto di simpatie liberali a concedere la costituzione al Regno di Sardegna.

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