Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Dopo l'unificazione italiana, la destra storica perse il potere nel 1876 a causa del malcontento per le tasse e la leva militare, dando spazio alla sinistra storica.
  • Agostino Depretis e Francesco Crispi, leader della sinistra, implementarono riforme significative, come la riforma scolastica e l'ampliamento del diritto di voto, ma affrontarono anche problemi di corruzione politica.
  • Nel 1882, Depretis firmò la triplice alleanza con Austria e Germania, mentre cercava di espandere il dominio italiano in Eritrea, un obiettivo coloniale ambizioso.
  • Francesco Crispi introdusse il codice Zanardelli, abolendo la pena di morte e sostenendo il protezionismo, mentre il nord Italia si industrializzava rapidamente.
  • Il malcontento popolare portò a manifestazioni e scioperi, culminando nell'assassinio del re Umberto I nel 1900 a causa della repressione delle proteste sociali.

Indice

  1. La transizione politica post-unificazione
  2. Riforme di Depretis e trasformismo
  3. Politica estera e triplice alleanza
  4. Crispi e il codice Zanardelli
  5. Rivolte e cambiamenti politici

La transizione politica post-unificazione

Dopo l’unificazione Italiana (17 marzo 1861) la destra storica andò al potere, ma a causa del malcontento del Parlamento per la tassa sul macinato, per la legge Casati e per la leva militare obbligatoria di 5 anni, nel 1876 vennero indette le nuove elezioni, vinte dalla sinistra storica.

Riforme di Depretis e trasformismo

I maggiori esponenti della sinistra erano Agostino Depretis e Francesco Crispi, il primo governò dal 1876 al 1887, mentre il secondo dal 1887 al 1896. Entrambi si impegnarono per migliorare la politica interna ed esterna del Paese; Agostino Depretis, nel 1877 attuò la riforma scolastica, che sostituiva la legge Casati e puntava a riorganizzare le scuole elementari e istituì le scuole per gli adulti e le scuole d’infanzia, con delle multe per i genitori che non portavano i propri figli a scuola. Abolì inoltre la tassa sul macinato e attuò la riforma elettorale allargando il diritto di voto a tutte le persone che avessero compiuto ventuno anni e che avessero frequentato almeno la seconda elementare o che potessero pagare venti lire di tasse. Cercò anche di imporre il trasformismo, ovvero un atteggiamento che permetteva ai deputati di destra di diventare di sinistra, questo portò però corruzione all’interno dello Stato.

Politica estera e triplice alleanza

Per quanto riguarda la politica estera nel 1882 stipulò un importantissimo accordo con Austria e Germania: “la triplice alleanza” che si sarebbe dovuta rinnovare ogni cinque anni; a Depretis sarebbe piaciuto conquistare l’Eritrea, un territorio africano dominato dall’Abissinia (attuale Etiopia).

Crispi e il codice Zanardelli

Nel 1887 Depretis morì, al potere salì così Francesco Crispi, intenzionato a fare dell’Italia uno stato forte e potente. Nel 1889 approvò coraggiosamente un nuovo codice penale “il codice Zanardelli”, abolì la pena di morte e concesse libertà di sciopero. Inoltre adottò il protezionismo (l’opposto di liberismo) con cui proteggeva la merce interna e applicava dei dazi alle importazioni. Nel nord Italia, sviluppato e industrializzato, si sviluppò il “triangolo industriale Italiano”, composto da tre città: Genova, Torino e Milano. In questo periodo, nel sud Italia, più arretrato rispetto al nord, nacquero i fasci siciliani, ossia rivolte di contadini, di minatori, di operai… che erano scontenti della loro situazione e del governo. Per quanto riguarda la politica estera, Crispi riprese la colonizzazione già avviata cercando di conquistare dei territori Africani: l’Eritrea, la Somalia e l’Abissinia. Dopo la sconfitta di Adua, nel 1896, nella quale morirono ben settemila Italiani, Crispi si dimise a causa del malcontento della popolazione.

Rivolte e cambiamenti politici

Venne sostituito da Antonio Rudinì, che dichiarò pace con l’Etiopia, e cercò di risollevare le sorti dell’economia Italiana. A causa del malcontento della popolazione, i lavoratori iniziarono a scioperare e a Milano, centinaia di persone vennero uccise dall’esercito. Per rivendicare questa strage, un certo Gaetano Bresci, nel 1900, uccise il re d’Italia: Umberto I, al suo posto subentrò suo figlio Umberto III, e Rudinì fu sostituito da Zanardelli.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme attuate da Agostino Depretis durante il suo governo?
  2. Agostino Depretis, tra il 1876 e il 1887, attuò importanti riforme come la riforma scolastica del 1877, l'abolizione della tassa sul macinato e una riforma elettorale che ampliò il diritto di voto a chi aveva compiuto ventuno anni e frequentato almeno la seconda elementare (testo).

  3. Quali furono le principali riforme attuate da Agostino Depretis durante il suo governo?
  4. Agostino Depretis, durante il suo governo dal 1876 al 1887, attuò importanti riforme come la riforma scolastica del 1877, che sostituì la legge Casati, abolì la tassa sul macinato e riformò il sistema elettorale, estendendo il diritto di voto a chi aveva compiuto ventuno anni e frequentato almeno la seconda elementare o potesse pagare venti lire di tasse.

  5. Che cos'è la "triplice alleanza" e quale ruolo ha avuto nella politica estera italiana?
  6. La "triplice alleanza", stipulata nel 1882 tra Italia, Austria e Germania, era un accordo strategico che si rinnovava ogni cinque anni e rappresentava un tentativo di rafforzare la posizione dell'Italia in Europa (testo).

  7. Che cos'è la triplice alleanza e quale ruolo ha avuto nella politica estera italiana?
  8. La triplice alleanza, stipulata nel 1882 tra Italia, Austria e Germania, rappresentò un accordo strategico che doveva essere rinnovato ogni cinque anni. Fu un elemento chiave nella politica estera di Depretis, che mirava anche a espandere l'influenza italiana in Africa, in particolare in Eritrea.

  9. Quali furono le conseguenze della sconfitta di Adua per Francesco Crispi?
  10. Dopo la sconfitta di Adua nel 1896, che portò alla morte di settemila italiani, Francesco Crispi si dimise a causa del malcontento popolare e della crescente insoddisfazione nei confronti del governo (testo).

  11. Quali furono le conseguenze della sconfitta di Adua per Francesco Crispi?
  12. La sconfitta di Adua nel 1896, che portò alla morte di settemila italiani, ebbe gravi conseguenze per Francesco Crispi, che si dimise a causa del malcontento popolare e della crescente insoddisfazione nei confronti del governo.

  13. Come reagì la popolazione italiana alle difficoltà economiche e politiche del periodo?
  14. La popolazione, in particolare i lavoratori, iniziò a scioperare in risposta al malcontento, culminando in eventi tragici come la strage di Milano, che portò all'assassinio del re Umberto I da parte di Gaetano Bresci nel 1900 (testo).

  15. Come reagì la popolazione italiana alle difficoltà economiche e politiche del periodo?
  16. La popolazione italiana, colpita da difficoltà economiche e politiche, iniziò a scioperare, portando a violenti scontri, come quello a Milano dove centinaia di persone furono uccise dall'esercito. Questo clima di tensione culminò nell'assassinio del re Umberto I da parte di Gaetano Bresci nel 1900.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community