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Impero russo nel diciannovesimo secolo

Tra l'800 e il '900 la situazione della Russia è arretrata; si parla di conservatorismo politico (l'Impero ha ancora le caratteristiche dell'Ancien Régime-> monarchia assoluta con lo zar al potere) e sociale (è un impero ampio ma che non subisce un processo di modernizzazione e industrializzazione, che si sviluppa solo a San Pietroburgo e Mosca; vi è la mancanza di una borghesia imprenditoriale a più livelli).
L'arretratezza causa il malcontento e diverse forze di opposizione:
- occidentalisti: quelli che proponevano come modello di sviluppo l'Europa;
- slavofili (poi socialrivoluzionari): contrari al capitalismo e all'industrializzazione; idealizzano il popolo (populisti) e vogliono la rivoluzione dei contadini;
-marxisti: vogliono una rivoluzione borghese su base democratica liberale che doveva servire da base per una rivoluzione socialista. Nel 1898 fondano il partito operaio socialdemocratico russo, che si divide nel 1903 in due correnti:
1- bolscevichi: sono la maggioranza, sono rivoluzionari e guidati da Lenin;
2- menscevichi: sono la minoranza, sono riformisti e guidati da Martov

Le tre rivoluzioni

La prima è quella del 1905, una piccola rivoluzione nel gennaio dovuta a scioperi di persone che volevano la costituzione, il parlamento e le riforme; lo zar, intimorito, concede il Parlamento (Duma), anche se non avrà un potere effettivo. In ottobre a San Pietroburgo nasce il primo Soviet (consiglio dei lavoratori che volevano governare) con a capo Lev Trockij.
La seconda rivoluzione è quella del febbraio 1917: la Russia entra in guerra e peggiora le sue condizioni, poiché non si era sviluppata l'industria delle armi; ci sono rivolte e pressioni per far dimettere lo zar, il quale si dimette -> fine del regime zarista; lo zar viene sostituito da una repubblica basata su due centri di potere:
1- governo provvisorio che vuole riforme graduali, appoggiato dai borghesi;
2- Soviet di San Pietroburgo, che diventa Pietrogrado. Questo dualismo politico indebolisce la situazione della repubblica; Lenin propone le tesi di aprile (elenco di cose a cui si dovrebbe mirare):
- Pace (uscire dalla guerra subito);
- Potere ai Soviet
- terra ai contadini
L'ultima rivoluzione è quella dell'ottobre 1917: i bolscevichi conquistano la maggioranza nei Soviet di Pietrogrado e Mosca e il 24 ottobre 1917 la guardia rossa (forza militare dei Soviet) inizia una rivoluzione incruenta che si conclude con la conquista del palazzo d'inverno a Pietrogrado (sede del governo provvisorio)-> dopo cadrà anche a Mosca I bolscevichi organizzano un governo provvisorio con a capo i Soviet che doveva portare la Russia ad un'assemblea costituente con obiettivo una nuova Costituzione e nuove elezioni, che si fanno nel novembre 1917 e i bolscevichi prendono solo il 25% dei voti ( i contadini non li votano e li votano solo gli operai). Lenin decide di sciogliere l'assemblea, reprime le proteste e mette in atto il suo programma con la dittatura del ploretariato (gennaio 1918 ).

Nascita dell'URSS

Lenin mette in atto il programma con la pace di brest litovsk: la Russia esce dalla guerra nel gennaio 1918, accettando anche perdite territoriali (Lituania, Estonia e Lettonia, importanti dal punto di vista economico).
Dal 1918 al 1920 si va incontro ad una guerra civile tra armate rosse e bianche (ex ufficiali zaristi e contadini, sostenute dalle nazioni europee che hanno paura che la rivoluzione possa essere esportata in Europa); nell'estate del 1920 viene vinta dai rossi grazie al comunismo di guerra, politica economica autoritaria di Lenin che concentra il potere nelle mani dello Stato (terra nazionalizzata, industria statalizzata e sequestrati i beni ai contadini); questo perché la situazione economica si era fatta drastica, i contadini si rifiutavano di dare i prodotti ai Soviet-> sono costretti a dare loro cibo.
A marzo 1921 si tiene il decimo congresso del partito comunista e si inaugura il NEP (nuova politica economica) che prevedeva cambiamenti: -possibilità per i contadini di vendere prodotti in eccedenza -legalizzazione del commercio spinto -relegare la proprietà statale solo alle grandi fabbriche (quelle grosse le tiene lo Stato) Grazie alla NAP fino al 1926 la produzione agricola e industriale migliora; parallelamente dal punto di vista politico si ha la proibizione del frazionismo (presenza di correnti all'interno del partito) con stato autoritario. Nel dicembre del 1922 alla Russia si uniscono altre aree e nasce l'URSS (unione delle repubbliche socialiste sovietiche).

L'URSS di Stalin

Nel 1922 Lenin si ammala e si pone il problema della successione della dittatura; ha due possibilità:
1- Stalin
2- Trockij
Hanno due visioni diverse:
- sulla gestione del partito: Trockij denuncia la centralizzazione, vuole più democrazia interna per lasciare più spazio al dibattito; Stalin è accentratore;
- giudizio sulla NEP: Trokij voleva statalizzare totalmente l'economia perché favoriva i contadini e sfavoriva gli industriali; Stalin voleva maggiore libertà di commercio per favorire la produzione agricola, ma aveva questa idea solo per contrapporsi a Trockij;
- opinione sulla rivoluzione: Trockij è favorevole alla rivoluzione permanente che si doveva aprire all'Occidente, mentre Stalin voleva il socialismo in un solo Paese, concentrando l'attenzione solo sull'URSS.
Nel 1922 Stalin viene nominato Segretario Generale del Partito Comunista -> controlla il Partito e ha la meglio su Trokij, nonostante quest'ultimo avesse un prestigio maggiore. Trockij viene mandato in esilio fuori dalla Russia nel 1929 e nel 1940 viene ucciso da un sicario di Stalin in Messico.
Si apre lo stalinismo (totalitarismo che è diverso dalla dittatura, perché totos -> tutto, le decisioni vengono prese in tutti gli aspetti della vita privata e civile del cittadino, non prende decisioni solo a livello politico es. testo unico, bambini obbligati nelle colonie in estate, divertimento post-lavoro politicizzato.
Ci sono tre concetti dello stalinismo:
1- Industrializzazione forzata: vuole che la NEP, dopo la crisi del 1927, venga rimossa in quanto causa della crisi e della penalizzazione dell'industria; lui voleva portarla ai livelli dell'Europa Occidentale-> forza l'industrializzazione, istituendo a partire dal 1928 i piani quinquennali (fissano obiettivi di crescita industriali, incentivando l'industria pesante).
2- Mobilizzazione ideologica: per sostenere lo sforzo produttivo doveva motivare-> operazione di propaganda (totalitarismo, si entra nella vita privata dando onorificenze a chi lavora di più-> stacanovismo: ideologia del lavoro di chi lo svolge con impegno senza smettere)-> la produzione aumenta del 12% e si raggiungono i livelli dell'Occidente.
3- Collettivizzazione forzata: piega l'agricoltura alle necessità dell'industrie-> decide di controllare le campagne portando via la terra ai kulaki (contadini ricchi)-> devono entrare in grandi unità collettive produttive; molti però si ribellano-> considerati nemici del popolo, vengono eliminati (milioni di persone)
Tra il 1935 e 1938 vi è l'eliminazione di ogni opposizione a Stalin, chiamata purghe (repressione) e colpiscono molti dissidenti tra cui politici, intellettuali, militari ecc. Il totalitarismo cresce, nonostante la continua cancellazione di qualsiasi libertà , l'alfabetizzazione e l'economia del Paese. 3 milioni di oppositori vengono eliminati o muoiono nei Gulag (campi di lavoro forzati). Stalin poi propone il culto del capo, come se fosse il grande padre della patria.
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