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Ungheria: rivoluzioni del 1989

Seguendo la spinta della Polonia (infatti in Polonia iniziarono delle rivoluzioni che il popolo pèolacco fece per ottenere l'indipendenza dal regime comunista), anche l'Ungheria era vicina all'indipendenza. Sebbene fossero state raggiunte riforme economiche e liberalizzazioni politiche durante gli anni ottanta, le principali riforme avvennero solo a seguito della sostituzione di János Kádár come Segretario Generale del Partito comunista nel 1988. Quello stesso anno, il Parlamento adottò un "pacchetto democratico" (pluralismo nei commerci, libertà di associazione, assemblea e stampa, una nuova legge elettorale e una radicale revisione della Costituzione, insieme ad altre novità). Nell'ottobre 1989 il Partito comunista si riunì in un ultimo congresso e si ridefinì come Partito Socialista ungherese. In una seduta divunta storica dal 16 ottobre al 20 ottobre, il Parlamento adottò una legislazione che prevedeva elezioni parlamentari multipartitiche e l'elezione presidenziale diretta. Questa legislazione trasformò l'Ungheria da Repubblica popolare in Repubblica di Ungheria, garantendo alla popolazione ungherese diritti civili e umani e creando una struttura istituzionale che assicurava all'Ungheria la separazione dei poteri giudiziario, esecutivo e legislativo.

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