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LA PRIMA GUERRA MONDIALE 1914-1918

1)l’europa verso la guerra:
alla vigilia della grande guerra ad una prima panoramica sulla situazione europea sembrerebbe che la situazione fosse una delle migliori: prosperità,ricchezza, libera circolazione di uomini merci e capitali. Si trattava soltanto di un immagine illusoria, già come abbiamo accennato in precedenza alcuni movimenti del 20° secolo come quello Decadentista e irrazionalista vedevano nella guerra,nelle stragi e nello spargimento di sangue una certa attrazione poetica. La guerra era stata già prevista dall’internazionale socialista in quanto essi pensavano che prima o poi le potenze mondiali sarebbero arrivate alla resa dei conti. Questa profezia nasceva dall’analisi della crisi economica e politica sempre più frequente e della convinzione che la guerra fosse l’unica conclusione della logica imperialistica. Infatti suddividendo il globo terrestre in aree di dominio, ogni nuova spartizione del globo non poteva non avvenire che attraverso l’uso della forza. Il continente inoltre era suddiviso in 2 aree di forza: Franica,Russia e Inghilterra unite nella Triplice Intesa e Germania,Austria,Italia unite nella Triplice Alleanza. Forte erano le rivalità tra Russia e Austria nei balcani e tra Francia,Inghilterra e Germania. La guerra tra queste potenze mondiali avrebbe portato all’affermazione di una di esse sulle altre e si sarebbe resa come “necessaria” alla spartizione del globo dovuta all’imperialismo.

2) rivalità austro-russa nei Balcani e scoppio del conflitto:
Con l’annessione della Bosnia e dell’Erzegovina da parte dell’Austria, l’irredentismo serbo si accentuò e si moltiplicarono le organizzazioni nazionalistiche che trovavano protezione e incoraggiamento presso la corte di Pietroburgo(Russia). Questo clima teso portò il 28 giugno 1914 ad un attentato a Sarajevo al principe erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando d’Asburgo, ad opera di uno studente bosniaco. La notizia scosse l’Europa e le diplomazie subito si mobilitarono affinché si evitasse la guerra. Così non fu e l’ultimatum mandato dall’Austria,spalleggiata dalla Germania, alla Serbia era una vera e propria dichiarazione di guerra che fece scattare il sistema di alleanze:La Germania dichiarò guerra alla Russia e alla Francia. Per colpire la Francia dal Nord,punto più debole, la Germania invase il Lussemburgo e il Belgio (nonostante la loro neutralità). L’invasione dei due stati neutri provocò l’entrata in guerra dell’Inghilterra affianco degli alleati, minacciata dal predominio tedesco sulla manica, e successivamente il Giappone che approfittò della situazione per attaccare i possedimenti tedeschi sul pacifico.
3) schieramenti a favore della guerra: le unioni sacre.
Prima dello scoppio della grande guerra all’interno di ogni paese i ceti industriali si promossero in favore del governo e quindi pro alla guerra per i propri interessi nella produzione degli armamenti. Sorprendente fu il fatto che affianco di alcuni governi si schierarono addirittura i partiti proletari. I primi a dare credito alla guerra furono i socialdemocratici tedeschi, i socialisti francesi e i laburisti inglesi giustificando ciò con la necessità di porre fine al militarismo reazionario degli Asburgo e Hohenzollern. L’assassinio del socialista francese Jean Jaurès, da sempre ostile alla guerra, non suscitò reazioni e fu segno che il pacifismo socialista era ormai finito e con lui gli intenti della Seconda Internazionale. In tutti i paesi coinvolti nel Conflitto si formarono “unioni sacre” cioè governi di coalizioni di cui entrarono a far parte anche i socialisti. Invece contro la guerra furono in Russia i Bolscevichi che formarono la corrente maggioritaria del partito socialdemocratico, e i socialisti italiani che rimasero contro la guerra anche dopo l’entrata in guerra dell’Italia stessa.

La neutralità dell’italia, il paese diviso:
Il 2 agosto l’Italia pur legata alla triplice dichiarò la propria neutralità per ovvi motivi quali, da una parte non era stata avvisata della decisione di guerra presa da Germania e Austria e d’altra parte l’attacco dell’Austria alla Serbia costituiva un atto di aggressione e contraddiceva i termini difensivi del trattato. Ciò nonostante in Italia si crearono 2 schieramenti: Da un lato gli interventisti e dall’altro i neutralisti.

Tra gli interventisti troviamo i nazionalisti e gli irredentisti. I nazionalisti dapprima volevano combattere per strappare alla Francia , Nizza,Corsica e la Tunisia. Poi le loro “antipatie” si mostrarono addirittura contro l’intesa per la riappropriazione di quei territori italiani sotto il governo austriaco come Trento e Trieste. Del resto ai nazionalisti non importava l’italia con chi fosse schierata in guerra ma solo il”bagno di sangue rigeneratore” della guerra (D’annunzio e Bismarck).
Gli irredentisti invece rivendicavano in nome degli ideali risorgimentali e mazziniani solo le terre italiane. Accanto agli irredentisti c’erano i socialisti riformisti come Bonomi,Bisolati e i radicali come Salvemini animati tutti dagli ideali democratici di liberazione delle nazioni oppresse.
I neutralisti invece coinvolgevano tutte le masse operaie e i socialisti che avevano ritrovato i propri ideali nel discorso fatto dal papa Benedetto XV contro l’entrata in guerra italiana condannando la guerra. I socialisti erano dell’idea che la guerra andava contro gli interessi del proletariato e soprattutto se l’Italia fosse rimasta neutrale avrebbe potuto arricchire i propri ceti imprenditoriali fornendo ad entrambi gli schieramenti ciò che serviva loro. Un discorso a parte c’è da fare su Benito Mussolini che fino al luglio 1914 sul suo giornale “avanti!” aveva portato avanti una campagna contro il “nuovo macello di popolo”, ideali che rovescia quando trasforma il suo giornale nel “il popolo d’Italia” facendosi sostenitore dell’intervento in guerra affianco dell’intesa.
Il Parlamento, uscito dalle elezioni del 1913, era a larga maggioranza neutralista laddove il governo di Salandra andava sempre più orientandosi verso l’entrata in guerra a favore dell’intesa che nella convinzione popolare di allora avrebbe evitato una rivoluzione sociale italiana.
Le operazioni di guerra nel 1914-15:
L’invasione fulminea del Belgio da parte della Germania nell’agosto 1914 avrebbe dovuto, secondo i piani tedeschi, provocare la caduta della Francia nel giro di qualche settimana. Così non fu e nonostante i tedeschi in seguito a numerose vittorie si erano portati a 40 kilometri da Parigi, la Francia riuscì ad arginare l’invasione tedesca nella battaglia di Marna. Si combatté ancora su quel fronte da settembre fino a novembre e la guerra si trasformò in guerra di trincea e di logoramento, una guerra che sarebbe stata vinta soltanto dallo stato che sarebbe riuscito a resistere alla perdita di uomini e assicurarsi la maggiore scorta di generi di prima necessità.
Sul fronte orientale gli schieramenti Austro-Tedeschi inflissero 2 grandi sconfitte alla Russia(a Tennenberg e sui laghi Masuri), la quale si rifece più a sud sconfiggendo i nemici e conquistando la Galizia e Leopoli. La Turchia anche scese al fianco della Germania e dell’Austria e in medio oriente si aprirono 3 nuovi fronti:uno russo-turco in Armenia, uno anglo-turco in Mesopotamia e l’ultimo anglo-turco in Egitto.
Problema dei paesi neutrali. Intervento italiano affianco dell’intesa.
Gli stati centrali (la triplice alleanza) cercarono di far pressione sugli stati neutrali affinché essi entrassero in guerra a causa del blocco mercantile imposto loro dall’Inghilterra che interruppe il flusso di scorte alimentari e materie prime necessarie all’industria bellica nei propri paesi. Per resistere al blocco mercantile inglese la Germania iniziò una spregiudicata guerra sottomarina attaccando tutte le linee di rifornimento dell’intesa. Ciò provocò anche l’affondamento del transatlantico inglese Lusitania su cui erano presenti un centinaio di americani (e ciò provocò l’entrata in guerra successivamente degli USA). Tra i paesi neutrali un caso particolare era quello dell’Italia. Le trattative segrete per la sua entrata in guerra con l’Austria erano molto difficoltose dato che l’Austria non voleva cedere i territori di Trieste, mentre le trattative con la triplice Intesa procedettero speditamente tanto che il governo italiano si impegnò ad entrare in guerra contro la triplice alleanza schierandosi con l’intesa Franco-Anglosassone con il patto di Londra del 26 aprile 1915. L’Italia da tale patto ottenne l’assegnazione del trentino e dell’alto-Adige, il permesso di occupare i territori di Valona e l’Albania e la promessa della spartizione del patrimonio coloniale tedesco.
Nel paese gli interventisti reagirono all’entrata in guerra dell’Italia con manifestazioni di piazza che culminarono in aggressioni e violenza eversiva, che sarà propria del dopoguerra fascista. Per Salandra lo scopo della guerra era il completamento dell’opera risorgimentale, in verità il conflitto piuttosto che assumere il carattere democratico-mazziniano auspicato da Bisolati e Salvemini, sembrava sempre più far propria l’impronta imperialistica voluta dai nazionalisti.

Fronte militare italiano e primo anno di guerra:
L’avventura italiana in guerra inizio il 24 maggio 1915 con la dichiarazione di guerra italiana all’Austrtia. Per controbilanciare l’entrata in guerra italiana affianco dell’intesa, la triplice Alleanza riuscì a portare dalla sua parte la Bulgaria. La Serbia quindi si trovò circondata da 2 fuochi: Tedeschi e Bulgari e ciò provocò l’invasione serba e il suo crollo. Al crollo della Serbia seguì successivamente quella della Romania schierata con l’intesa. Nella primavera 1915 l’Italia predispose le proprie truppe sul confine italiano con l’Austria su una linea di oltre 800 km sulle alpi italiane. Nonostante la superiorità numerica degli italiani, l’arretratezza dell’armamento ,la scarsa copertura dell’artiglieria e l’inadeguata preparazione delle truppe facilitarono le cose all’Austria. Il Comandante Luigi Cadorna adottò la tattica del logoramento che richiedeva un continuo sacrificio di truppe con la convinzione che il nemico si dovesse stancare dei continui attacchi. Da lui dipenderanno le sorti italiane nel conflitto fino all’ottobre 1917.
Grandi offensive Austro-tedesche del 1916.
Il terzo anno di guerra, 1916, si annunciò essere quello decisivo. La Germania sferrò un ulteriore attacco alla Francia che venne piegata a Verdun la quale guerra costò la vita a oltre mezzo milione di francesi e tedeschi. Micidiale fu anche al successiva battaglia della Somme che continuò per 5 mesi e in cui comparvero i primi carri armati e provocarono la perdita di oltre 1milioni di uomini tra le file sia anglo-francesi che tedesche. Sul fronte italiana l’Austria tentò una formidabile offensiva puntando sulla superiorità d’artiglieria. L’offensiva avvenne tra il Garda e il Brenta e le difese non poterono niente contro la furia Austriaca che stava per avvicinarsi a Vicenza prima di essere fermata sul fronte di Isonzo che consentì agli italiani la definitiva espugnazione del San Michele e la liberazione della Gorizia. Il pericolo corso portò accuse al governo e attaccato da tutti, Salandra fu costretto a dimettersi e al suo posto venne chiamato Boselli. Il nuovo governo, che ora accoglieva ,oltre ai liberali conservatori e liberali di sinistra, anche Bisolati, Bonomi, un repubblicano e un cattolico, dichiarò guerra alla Germania. Nel 1917 gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Germania, dopo 2 anni dall’affondamento del Lusitania.
Propaganda pacifista dei socialisti, di Wilson, del papa.
Il 1916 fu un anno terribile per le sorti del conflitto. I socialisti italiani radunarono già dal settembre 1915 in svizzera una conferenza internazionale a cui parteciparono i socialisti francesi,tedeschi,inglesi,russi,austriaci, polacchi, olandesi ecc. Questa si concluse col manifesto nel quale i socialisti e proletari d’Europa si impegnavano a far cessare la guerra criminosa e a raggiungere la pace. Al congresso c’erano anche i rappresentati del partito socialdemocratico russo, capeggiati da Lenin che intendeva una rottura tra l’accordo che si era formato tra i governi e i gruppi socialisti e lottarono affinchè la guerra imperialistica si trasformasse in ogni paese in guerra civile x la vittora del socialismo. Le tesi di Lenin nn vennero accettate ma vennero riprese nella successiva conferenza internazionale dei socialisti dissidenti del 1916. Il suo intento fu la lotta per l’abbattimento del potere borghese in tutti gli stati belligeranti per ottenere una pace duratura.
Il presidente degli stati uniti Widrow Wilson fece un appello in cui sollecitò i paesi in guerra a definire pubblicamente i propri veri scopi con la speranza che ciò potesse essere un mezzo per la mediazione e la pace. Un altro appello fu fatto da benedetto XV il 1 agosto 1917. Purtroppo i due appelli non furono tenuti presenti dalle potenze centrali d’Europa e anzi sembrò che essi avessero rafforzato il proposito di voler continuare la guerra.
La rivoluzione del febbraio 1917. La Russia stipula una pace separata:
La guerra segnò per la Russia la decisiva dissoluzione del sistema zarista e la fine della dinastia dei Romanov. I primi anni di guerra avevano costato alla Russia un bottino di circa 4 milioni di morti e feriti tutto ciò accompagnato da carestie e fame. Fu proprio la fame che portò agli scioperi del febbraio 1917 e alla rivolta di Pietrogrado. Sorsero in Russia i SOVIET,(consigli di operai,soldati e contadini) una sorta di “governo popolare diretto” in opposizione con quello zarista e proprio l’appoggio dei soviet portò all’abdicazione dello zar Nicola III. Nonostante ciò i soviet risultarono incapaci di ristabilire l’ordine in Russia e per questo la rivoluzione di febbraio fu seguita da quella di ottobre.
Dopo la rivoluzione d’ottobre Lenin e Trockij stipularono il trattato di Brest-Litovsk che comportò per i russi l’abbandono di tutto il territorio compreso tra baltico e Ucraina. L’abbandono della Russia comportò un colpo gravissimo per l’intesa sia a livello militare che politico.
Gli stati Uniti schierati a fianco dell’intesa:
L’inasprimento della guerra sottomarina comportò l’entrata in guerra degli Stati Uniti schieratisi contro gli imperi centrali. Ciò fu giustificato da Wilson per ragioni umanitarie perché la guerra sottomarina era ritenuta come contro tutti, ma soprattutto per questioni economiche e politiche in quanto gli USA avevano elargito ai paesi dell’intesa troppe forniture per disinteressarsi delle sorti del conflitto. Ciò nonostante pur scendendo a fianco dell’intesa l’America vollero un valore del tutto autonomo dalla linea politica di Londra,Roma e Parigi. Essi scesero in guerra come associati, non come alleati dell’intesa. Per chiarire le sue intenzioni egli formulò i celebri quattordici punti che costituiscono la base teorica su cui si sarebbe dovuta fondare la pace che riassumono il diritto di autodecisione dei popoli e del principio di nazionalità. Militarmente l’intervento degli stati uniti in guerra scombussolò decisivamente l’esito della guerra a favore dell’intesa.
Operazioni di guerra del 1917, diserzioni e ammutinamenti e disastro di caporetto:
Nel 1917 si assiste ad una serie di diserzioni e di ammutinamenti in Europa sui vari fronti a partire da quello franco-ingelse fino a quello austro-ungarico, ciò provocato da alcune battaglie che avevano costato la vita a migliaia di combattenti senza riscuotere nessun vantaggio. Sul fronte italiano nel 1917 gli italiani ottennero alcune vittorie tanto da avvicinarsi a Trieste. Purtroppo l’uscita di scena della Russia portò l’Austria a disporre numerose altre truppe sul fronte italiano che piegarono l’esercito italiano a Caporetto entrando in territorio italiano. Fu una disfatta totale, l’Italia perse più di 400mila uomini e altrettanti furono i profughi costretti ad abbandonare le proprie case nel veneto. Ciò nonostante Diaz costituì sul Piave una nuova linea difensiva che riuscì ad arginare il nemico nel novembre 1917.
Offensive tedesche primavera 1918 e controffensive alleate. Conclusione conflitto:
In Francia la Germania tentò un ulteriore assalto convogliando su tale fronte la maggior parte delle sue truppe. Ma il comando unificato Franco-Inglese diede inizio ad una controffensiva generale alla quale parteciparono anche gli USA e questo fu il principio della fine tanto che il 14 agosto l’imperatore Guglielmo II cercò di intavolare le trattative di pace non accettate dagli alleati. In Italia la controffensiva austriaca era sempre più spregiudicata e il timore di una nuova invasione austriaca all’interno dei nostri confini provocò profondo coraggio negli animi dell’esercito italiano il quale sostenuto anche da reparti francesi e inglesi, dai “giovinetti del piave del ‘99” diedero vita alla controffensiva guidata dal generale Diaz del 24 ottobre che provocò la ritirata degli austriaci. Il 3 novembre furono liberate Trento e Trieste e il 4 Diaz annunciò la vittoria. La sconfitta militare austriaca provocò un cedimento sul fronte interno: si distaccarono dall’impero asburgico gli ungheresi, i boemi, gli slavi e l’imperatore Carlo fuggì come fuggì l’imperatore tedesco Guglielmo II in olanda. A Berlino e a Vienna venne proclamata la repubblica. La guerra durata oltre 4 anni si era conclusa con un bilancio di all’incirca 10 milioni di morti.


Una pace difficile:
Il 19 gennaio 1919 le nazioni vincitori si riunirono a Parigi per discutere del nuovo assetto politico e territoriale europeo dopo la guerra e per dare una “punizione” ai popoli usciti sconfitti da essa. Quattro furono i leader di questa conferenza e furono Wilson per gli USA,Orlando per l’italia, Lloyd Georege per l’inghilterra e il francese Clamenceau. Due erano le tesi opposte che essi sostenevano: la prima portata avanti da Inghilterra,Francia e Italia voleva “punire” la Germania e trarre dalla vittoria tutti i possibili vantaggi territoriali,politici ed economici. L’altra sostenuta da Wilson, già nei principi esposti nei quattordici punti, sosteneva l’idea di nazione i quali confini comprendessero popoli che parlassero la stessa lingua e appartenessero alla stessa nazionalità(obbiettivo quasi utopistico).
Dalla conferenza ne uscirono 5 trattati di pace:
quello di Versailles con la Germania grazie al quale la Germania risultò colpevole dello scoppio della guerra, il suo impero coloniale venne diviso tra Inghilterra, Francia e Giappone e perse alcuni territori che vennero assegnati alla Francia come la Lorenza, L’Alsazia e temporaneamente per 15 anni il territorio della Saar. Fu costretta a pagare tutte le spese di guerra in 30 anni (somma infinita di 132miliardi di marchi d’oro), ridusse il suo esercito a 100mila uomini e dovette cedere tutta la sua flotta all’inghilterra. Fu una pace Punitiva che provocò in pochi anni il sorgere tra i tedeschi di un forte spirito di rivincita.
Il trattato di Saint-Germain con l’Austria:sulle rovine dell’impero asburgico nacquero 3 stati: la Cecoslovacchia,la Polonia e la Jugoslavia. Perse Trento e Trieste e l’Istria che vennero riconosciute all’Italia e si ritrovò a controllare all’incirca 1/8 del territorio Asburgico che possedeva in precedenza senza alcun sbocco sul mare.
Il trattato del Trianon con l’Ungheria:considerata anche essa responsabile del conflitto perse gran parte del suo territorio che formarono gli stati esordienti della Cecoslovacchia e della Romania. Sul baltico le terre soggette alla russia zarista si trasformarono in alcuni stati indipendenti come La Finlandia, l’Estonia, la Lettonia e ciò con il trattato di Neuilly contro la Bulgaria.
Con il trattato di Sevrès la Turchia fu ridotta nei confini dell’Anatolia, la Mesopotamia e la Palestina furono affidate all’amministrazione ingelse mentre la Siria a quella francese.
Così la I guerra mondiale segno la fine di 4 grandi Imperi: quello zarista, quello degli asburgo, quello degli Hohenzollern e quello degli ottomanni.
La società delle nazioni:
Dalla conferenza della pace nacque il 28 aprile 1919 la Società delle nazioni, un organo internazionale con sede a Ginevra al quale spettava il compito di regolare pacificamente le controversie internazionali. Nonostante i propri intenti pacifisti e preventivisti la società delle nazioni risultò un mezzo attraverso cui Francia e Inghilterra esprimevano le loro ambizioni egemoniche.
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