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Nel 1914 Giolitti viene esautorato e Antonio Salandra sale al governo. Si affronta inoltre il problema sull'intervento o meno in guerra fra le due fazioni dei neutralisti (giolittiani, socialisti, cristiani) e gli interventisti (repubblicani, conservatori, nazionalisti, irredentisti trentini e sindacalisti rivoluzionari, i quali volevano sfruttare l'occasione per diffondere la rivoluzione). Fra questi ultimi si unì anche Mussolini il quale fu espulso dal partito socialista e fondò così il giornale “Il Popolo d'Italia” facendone un mezzo di propaganda interventista. Salandra si dichiara inizialmente neutrale all'Austria sperando di ricevere le terre trentine tuttavia il patto non funziona e si accorda così con l'Inghilterra nell'Aprile del 1915 (Patto di Londra: prevedeva la conquista del trentino in caso di vittoria). Il 23 Maggio 1915 l'Italia entra così in guerra a fianco dell'Intesa dichiarando guerra all'Austria, raggiungendo anche Gorizia. La Bulgaria entra in guerra a fianco dell'Alleanza e l'anno successivo anche la Romania contro l'Austria. Nel 1916 l'Austria sferra un attacco contro l'esercito italiano (“Spedizione punitiva”). L'Italia riesce tuttavia a resistere e la guerra diviene di trincea. I tedeschi nel frattempo sferrano continui attacchi alla fortezza francese di Verdun e gli scontri terminano a Dicembre. Sul fronte orientale i russi riuscirono a concludere un importante vittoria non riuscendo però a sfruttare la situazione favorevole in quanto seriamente provati (1917 = anno della stanchezza poiché l'uso delle nuove “tecnologie belliche” come gas tossici, lanciafiamme, bombe a mano decimarono numerosi eserciti. Furono sempre più frequenti i fenomeni di diserzione e ammutinamento proprio a causa dell'insostenibilità della guerra da parte dei soldati). Nel 1917 muore Francesco Giuseppe lasciando il trono austriaco a Carlo I e comincia a farsi strada la via della pace. La Russia in questo stesso anno esce dai conflitti (per colpa della “Rivoluzione d'Ottobre”) ma entrano a fianco dell'Intesa gli USA, in quanto aveva rapporti di amicizia con l'Inghilterra e voleva “vendicare” l'affondamento della Lusitania. Si erano inoltre accorti che la Germania rappresentava un forte pericolo e volevano cercare di limitarne la pericolosità. Nel 1917 inoltre l'Italia viene sconfitta a Caporetto tuttavia riporta una vittoria importante sul Piave (i tedeschi erano arrivati fino al Tagliamento costringendo gli italiani alla ritirata tuttavia si riuscì a resistere sul Piave, impedendo di dilagare nella pianura). Il 1918 rappresenta l'anno decisivo. Gli austriaci in Giugno sferrano un altro attacco nei pressi del Piave venendo però sconfitti. I tedeschi ritentano la conquista di Parigi venendo nuovamente fermati nei pressi della Marna e questa volta, aiutati dagli americani, passano al contrattacco costringendo i tedeschi a ritirarsi anche dal Belgio (zona neutrale occupata a inizio guerra dai tedeschi). Il 29 Settembre '18 la Bulgaria di arrende. L'Austria viene così sconfitta e mentre firma a Padova l'armistizio, venivano conquistate Trento e Trieste. Il 4 Novembre 1918 il generale Armando Diaz annunciò la vittoria. La Germania intanto, con la fine della guerra, conclude l'Impero. Il re non vuole abdicare ma il popolo si ribella costringendolo a fuggire. Si proclama così la repubblica di Weimer e il nuovo governo di Friedrich Ebert il quale firmò l'armistizio l'11 di Novembre.

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