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Dallo stato di Crispi alla crisi di fine secolo


Nel 1887 Depretis mori'. Gli succedette Francesco Crispi: il primo uomo politico meridionale a diventare presidente del consiglio. Nacque a Ribera ( Agrigento) nel 1818. Nel 1848 partecipò alla rivolta siciliana , e fece parte alla spedizione dei Mille con lo sbarco di Marsala nel 1860. Egli rimase al potere per quasi 10 anni dal 1887 al 1896. Ammiratore di Bismarck , sosteneva la necessità di uno stato forte. Con il consenso del sovrano Umberto I, assunse su di se la carica sia di Presidente del Consiglio, sia di Ministro degli Esteri e degli Interessi. Nel 1888 fece approvare una nuova legge elettorale,che da un lato estendeva il diritto di voto, dall'altra aumentava il potere di controllo dei prefetti...
Consolidò l'alleanza con la Germania,per l'ostilità alla Francia dove da qui iniziò la "guerra doganale" dove la Francia introdusse una tariffa doganale nei confronti dei prodotti italiani e Crispi aumentò del 50% le tariffe sui prodotti francesi. Nel 1889, aboli' la pena di morte grazie al codice penale(codice Zanardelli dal nome del ministro)..
Da qui ci fu una legge di pubblica sicurezza che accresceva il potere della polizia.Nel 1889 venne firmato con il negus Menelik di Etiopia il trattato di Uccialli: il trattato riconosceva i possedimenti italiani in Eritrea,Etiopia e Somalia.
Ma successivamente l'intenzione di Crispi di riprendere la politica coloniale suscitò molte perplessità nell'ambito della maggioranza, cosi che Crispi venne messo in minoranza nel 1891 e rassegnò le dimissioni.
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