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Concetti Chiave

  • Crispi adottò una politica autoritaria, centralizzando i poteri e reprimendo le proteste popolari, introducendo importanti riforme come il codice penale Zanardelli.
  • In politica estera, sostenne un forte spirito antifrancese e firmò il "Trattato di Uccialli", riconoscendo le conquiste italiane in Eritrea da parte dell'Etiopia.
  • Il governo di Crispi si concluse nel 1891, con nuove forze politiche come i socialisti che emergevano, mentre la protesta dei fasci siciliani veniva affrontata con la repressione.
  • La crescita del movimento sociale cattolico portò a una maggiore consapevolezza politica tra i cattolici, culminando nell'enciclica "Rerum Novarum" che sosteneva i diritti dei lavoratori.
  • Crispi attuò una politica espansionista in Africa, ma la sconfitta nella battaglia di Adua portò alle sue dimissioni e a una grave crisi politica in Italia.

Politica autoritaria e riforme

Fu ammiratore di Bismarck e adottò una politica autoritaria accentrando su di se tutti i poteri. Represse ogni protesta popolare che potesse minacciare ogni equilibrio sociale varò leggi sulla pubblica sanità e il codice penale Zanardelli che aboliva la pena di morte e ammetteva il diritto di sciopero.

Triplice alleanza e politica estera

Nella politica estera diede alla triplice alleanza un forte spirito antifrancese e siglò il "Trattato di Uccialli" in ambito coloniale, per cui l'Etiopia riconosceva all'Italia le conquiste in Eritrea.

Nuove forze politiche emergenti

Il suo governo terminò nel '91. Sulla politica italiana si affacciarono nuove forze: Filippo Turati al congresso di Genova tenne il partito socialista italiano e nel contempo il governo fu affidato ad Antonio di Rudinì nel 91 e a Giolitti nel '92. Giolitti decise di non intervenire con la forza di fronte alla protesta dei fasci siciliani. In Sicilia venne proclamato lo stato d'assedio e nel gennaio del '94 i fasci furono sciolti e nel '93 fu costretto a dimettersi per lo scandalo della banca romana in cui era coinvolto pure Crispi.

Crispi e la repressione dei fasci

In seguito, il Re richiamò Crispi al governo e i fasci vennero soffocati nel sangue.

Cattolici e questione sociale

Sussisteva un clima di "patria in pericolo" e Crispi usava i suoi prefetti per ristabilire l'ordine pubblico. Il suo governo si scontrò anche contro il movimento sociale cattolico. Infatti si assistette all'ingresso dei cattolici nella vita politica e il divieto papale impediva ai fedeli di partecipare alla vita politica, quindi i gruppi cattolici più aperti si svilupparono prevalentemente in campo sociale. coordinata dall'opera dei congressi, ebbe l'effetto di mettere la chiesa e i cattolici di fronte alla questione sociale. Questo processo di crescita fece sviluppare nei cattolici un proprio coerente pensiero sociale capace di confrontarsi con i socialisti. Leone XIII con l'enciclica "rerum novarum", veniva riconosciuta una più equa distribuzione della ricchezza e anche sostenuto la legittimità per i lavoratori di riunirsi e organizzare i sindacati. Così i cattolici prendevano sempre più consapevolezza di voler fondare un loro partito.

Politica espansionista e crisi

Crispi in campo estero attuò una politica espansionista ed aggressiva, quindi anche l'Italia si inserì nel processo di spartizione dell'Africa,portando alla formazione di imperi coloniali diede le dimissioni in seguito alla battaglia di Adua che pose fine alla seconda fase della politica coloniale italiana. Ciò coincise con l'apertura di una grave crisi politica e con l'uccisione di Umberto primo la gracile costruzione di una monarchia costituzionale sembrò vacillare sotto il peso di spinte autoritarie fortissime di alte gerarchie militari e gruppi conservatori: il paese stava sprofondando nella crisi di fine secolo.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali caratteristiche della politica di Crispi?
  2. Crispi adottò una politica autoritaria, accentrando i poteri e reprimendo le proteste popolari, mentre promosse riforme come il codice penale Zanardelli che aboliva la pena di morte e riconosceva il diritto di sciopero.

  3. Qual è stato il ruolo della Triplice Alleanza nella politica estera italiana di Crispi?
  4. Crispi conferì alla Triplice Alleanza un forte spirito antifrancese e firmò il "Trattato di Uccialli", che garantiva il riconoscimento delle conquiste italiane in Eritrea da parte dell'Etiopia.

  5. Come si sviluppò il movimento cattolico durante il governo di Crispi?
  6. Sotto Crispi, i cattolici iniziarono a entrare nella vita politica, affrontando la questione sociale e sviluppando un pensiero sociale coerente, sostenuto dall'enciclica "rerum novarum" di Leone XIII, che promuoveva la giustizia sociale e il diritto dei lavoratori di organizzarsi.

  7. Quali furono le conseguenze della politica espansionista di Crispi?
  8. La politica espansionista di Crispi portò alla formazione di imperi coloniali, ma culminò in una crisi politica dopo la sconfitta nella battaglia di Adua, contribuendo a una grave crisi della monarchia costituzionale italiana e all'instabilità del paese.

Domande e risposte

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