Video appunto: Stalin - Caratteristiche generali

Stalin



Nel periodo conclusivo degli anni di governo di Lenin Stalin risultò essere fra le principali figure in ascesa: venne eletto segretario generale del partito e finì ben presto modificando la struttura federale, ridimensionando le autonomie delle varie repubbliche federali e accentrando ulteriormente il potere.
Alla morte di Lenin si aprì una spaccatura del governo circa il futuro della rivoluzione: da una parte Stalin propendeva per l'idea della rivoluzione in un solo paese dall'altra Trockij pensava che se la rivoluzione non fosse stata esportata anche al di fuori dell'URSS avrebbe rischiato di essere compromessa dall'isolamento della Russia. Tale contrasto venne vinto, nonostante il testamento politico di Lenin che chiedeva di rimuoverlo per controllare, da Stalin che finì per controllare sia il partito sia il governo.

Economia



Egli diede avvio a un programma di rafforzamento volto a raggiungere l'autosufficienza economica e a porre l'URSS sullo stesso livello degli stati capitalisti europei e per fare ciò fece:

Eliminò i NEP e collettivizzò forzatamente le terre così da incrementare le esportazioni, permettere di finanziare l'industria e fornire maggiori approvvigionamenti alle città. Per fare ciò:

1. Meccanizzò l'agricoltura.

2. Impose turni di lavoro massacranti per incentivare la produzione agricola.

3. Inserì i contadini nelle fattorie collettive.

4. Inasprì le misure restrittive nei confronti dei kulaki.

Attuò piani quinquennali volti a incentivare la produzione agricola ma soprattutto l'industrializzazione.

Deculatizzazione della società in quanto teme che la nuova libertà di mercato possa compromettere le idee del comunismo.

Turni di lavoro massacranti.

Innovazioni economiche



Cambiamenti sociali radicali -costruzione del consenso attraverso una martellante propaganda e favorito dal crescente sviluppo registrato in Russia e soprattutto dal fatto che essa aveva consentito di scansare la crisi economica del '29.

Coercizione



L'imposizione di un regime totalitario e in particolare il controllo totale di Stalin sulla polizia politica, sulla macchina organizzativa del partito e sull'apparato burocratico statale.

Politica interna



Stalin utilizzò il pretesto di difendere l'URSS e il socialismo dai "nemici del popolo" per dare avvio ad un programma di epurazioni sistematiche contro i suoi avversari politici che prese il nome di "grandi purghe" o “purghe staliniane”: si verificarono quindi una serie di processi nei confronti di tutti coloro che venivano ritenuti responsabili di crimini oggettivi arrecando danni al programma rivoluzionario tuttavia i crimini di cui essi erano accusati erano in realtà gesti involontariamente anti-sovietici e non intenzionali [come lo psico-reato in 1984 in pratica] ma nonostante questo coloro che venivano accusati di responsabilità oggettiva finivano per confessare anche ciò che in realtà non avevano fatto in quanto si sentivano in colpa ed erano inconsciamente spinti a temere di poter essere anti-comunisti e a desiderare quindi di essere impossibilitati a danneggiare ulteriormente la loro patria; attribuendo loro l'accusa e la responsabilità di atti contro il regime essi venivano processati, seppur solo sospettati, inducendoli a confessare e a chiamare in causa amici e compagni con la tortura, condannandoli poi all'espulsione p alla morte; per fare ciò egli si servì dei Gulag, ossia campi in cui essi erano soggetti a condizioni disumane e in cui i prigionieri venivano portati e costretti a partecipare al gigantesco sforzo economico della nazione tramite la realizzazione di grandi opere infrastrutturali.