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Dall’ascesa di Stalin ai piani quinquennali
L’accettazione della pace di Brest Litovsk dimostra la consapevolezza che la Rivoluzione Russia non poteva estendersi all’Europa. La Russia sarebbe rimasta isolata.
Nel1924 muore Lenin e nel testamento che scrisse affermò che non era sicuro di volere come successori Stalin o Trotzky (quarta internazionale)
Stalin era rigido e voleva la rivoluzione di un solo paese, non era contro la nep, l'altro si e voleva comunismo.
Trotzky voleva una rivoluzione permanente e voleva collegare la Russia agli altri paesi, Stalin era favorevole alla costruzione del socialismo di un solo paese, cioè voleva il rafforzamento economico politico e militare. Prevale Stalin.
Stalin ristrutturò il partito bolscevico. Molti appartenenti a questo partito temettero un’involuzione burocratica e si avvicinarono a Trotzky. Stalin fece espellere ed esiliare 3 dirigenti che lo ostacolavano ed interruppe l’esperimento della NEP, cambiando completamente politica.

La NEP aveva portato benefici ai contadini che potevano disporre di una parte delle eccedenze del grano, e anche ai nepmen.
Essa però non risolve il problema del rapporto agricoltura-industrializzazione infatti lo sciopero del grano dei contadini continuava.
Stalin decise il primo piano quinquennale, che prevedeva la collettivizzazione dei fondi privati creati dopo la rivoluzione, da riunire in fattorie collettive e fattorie gestite dallo stato.
La Russia in breve tempo diventò una paese di vagabondi.
Nelle campagne tutti reagirono male verso la collettivizzazione. I contadini risposero con la resistenza passiva o con il sabotaggio. Stalin stroncò le ribellioni con deportazioni di massa.
La collettivizzazione fallì, e causò enormi costi umani infatti furono deportati nei campi di concentramento oltre 2milioni di contadini
Al contrario, l’industrializzazione prevista dal primo piano quinquennale fu accolta con entusiasmo. L’Urss di Stalin era sulla buona strada per diventare uno dei paesi più industrializzati del mondo. La produzione subì l’accelerazione.

L’Urss di Stalin e la Seconda guerra mondiale
Il sistema di Stalin cercò di imporre un controllo totale su ogni aspetto della vita e del pensiero dei cittadini, tipico dei regimi autoritari.
Fino a questo momento la terza internazionale era uno strumento al servizio della politica dell’Urss. Di fronte all’imminente crisi del capitalismo, i dirigenti dell’Internazionale accusarono di social fascismo (cioè di complicità con le classi borghesi) le socialdemocrazie, così i lavoratori furono invitati a ribellarsi ai propri dirigenti.

Quando ormai nazismo e fascismo erano diventati una seria minaccia, la terza internazionale cambiò la sua politica e invitò la sinistra a unire le sue energie.
Nacque così la parola d’ordine dei fronti popolari
A Stalingrado i tedeschi furono sconfitti e dovettero arrendersi
Dalla guerra fredda al crollo dell’URSS ai problemi attuali
Dopo la vittoria, Stalin consolidò il suo potere. L’unione Sovietica era tra i paesi più devastati. Nel 1947 inizia la guerra fredda e Stalin si impegnò ad accelerare la sovietizzazione dei Paesi baltici. Morì nel 1953
Dopo la morte di Stalin ebbe inizio il processo di destalinizzazione. Kruscev fu eletto segretario del partito. Egli al XX congresso del Pcus, lesse un rapporto in cui vennero resi noti i crimini avvenuti nel 1929-1953, imputandoli a Stalin. In seguito a questo eventi si verificarono crisi e dimissioni nei partiti comunisti occidentali. Nell’Unione sovietica moltissimi condannati per crimini controrivoluzionari furono liberati.

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