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Regolamento dell'esecutivo


Il primo decreto delle Corti straordinarie è del 24 settembre 1810, con cui si dichiara di rappresentare la Nazione spagnola, che sovrana ha delegato tale potere a questi rappresentanti. Sin da subito si dichiarare di voler assumere il potere legislativo in tutta la sua estensione. I decreti hanno quindi forza di legge. Si riconosce e si proclama anche il principio di separazione dei poteri. Tuttavia, in attesa che si decida chi dovrà incarnare il governo, provvisoriamente si riconosce il Consiglio di Reggenza come depositario dell’esecutivo, delegatogli. Esso dovrà rispondere del suo operato di fronte alle Cortes, che sono quindi contemporaneamente: detentrici del potere legislativo; costituenti. Cioè una convenzione, assemblea autoconvocatasi per scrivere una Costituzione mentre nel frattempo assume anche il potere di fare le leggi, senza condividerlo con nessuno, senza che i loro decreti debbano essere vagliati. Il Consiglio di Reggenza ne deve dare soltanto esecuzione, configurandosi come potere esecutivo in senso stretto, e non politico.
Sin dall’inizio, in ossequio al principio di separazione dei poteri, viene detto che nessun deputato delle Cortes potrà riceve alcun impiego o compenso da parte dell’esecutivo, nessuna relazione di interesse persona e influenza. Si vuole evitare la ricattabilità dei deputati con norme contro l’incompatibilità, che si ritroveranno quasi tali e quali inserite nella Costituzione. Infatti la Cortes di Cadice emanano dei decreti che poi, via via, con poche modifiche, creeranno il testo costituzionale finale. Le norme di incompatibilità sono poste anche in maniera cautelativa rispetto al comportamento dei membri del Consiglio di Reggenza, verso cui serpeggia sfiducia, anche se è l’unico organo di attuazione dei decreti delle Cortes. Esso sta un po’ a metà tra le forze istituzionali spagnole e i corpi rivoluzionari. La diffidenza è rimarcata dal fatto che il 16 gennaio 1811 le Cortes varano un Regolamento provvisorio per il potere esecutivo. Si ribadisce l’impossibiltà per coloro che hanno impieghi altri per l’esecutivo di essere eletti a Cortes. Già nell’ottobre 1810 era avvenuto un fatto che aveva iniziato ad allarmare: il Presidente del Consiglio aveva redatto un documento in cui si rifiutava di riconoscere le Cortes come rappresentanti della Nazione, cioè come organo che detiene la sovranità nazionale. Quindi le Cortes sentono il bisogno di affrettarsi a dirigere un Regolamento, così da poter scegliere direttamente le personalità che avrebbero incarnato l’esecutivo, fedeli al loro programma politico. Il Consiglio viene sciolto una prima volta il 28 ottobre 1810, ma si ha difficoltà a trovare persone disposte a rivestire la carica, pur rimanendo fedeli al progetto costituzionale delle Cortes. Alla fine si troverà un solo membro, più un suo supplente.
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