Concetti Chiave
- La Sinistra storica, guidata da Depretis, introduce riforme significative come l'obbligo di istruzione elementare per nove anni e una legge elettorale più inclusiva.
- Depretis utilizza una strategia di trasformismo, creando il Centro liberale per evitare l'ingresso di repubblicani e socialisti, ma viene criticato per l'assenza di un vero bipolarismo.
- Francesco Crispi, successore di Depretis, promuove la nazionalizzazione delle masse e riforme istituzionali, come l'elezione dei sindaci e il Codice Zanardelli che abolisce la pena di morte.
- Crispi affronta la repressione dei conflitti sociali, chiudendo il Partito socialista dei lavoratori italiani e reprimendo i Fasci dei lavoratori.
- La politica coloniale di Crispi risulta fallimentare, culminando nella sconfitta dell'Italia nella battaglia di Adua del 1896, impedendo il consolidamento come potenza mondiale.
Indice
La sinistra storica e le riforme di Depretis
La Sinistra storica si basa su personaggi liberali con posizioni più riformiste rispetto alla Destra storica, con quelle che verranno in seguito denominate dittature parlamentari.
Dal 1876 al 1879 diventa capo dei governi di Sinistra Agostino Depretis, dopo la morte di Urbano Rattazzi. Esponente moderato, introduce tre riforme particolarmente importanti:
- Istruzione elementare: l’obbligo di frequenza della scuola elementare viene esteso a nove anni e vengono introdotte delle sanzioni per i genitori che rifiutano di mandare i figli a scuola. Essa, inoltre, viene attribuita ai comuni, che rappresenta uno svantaggio soprattutto per il Meridione, economicamente arretrato
- Legge elettorale: vengono abbassati a 21 anni il limite di età per votare e a 19 lire il reddito richiesto. Viene istituita, inoltre, l’alfabetizzazione come requisito fondamentale, che determina un ampliamento elettorale del 9%
- Tariffa economica: è un’estensione della precedente tariffa economica introdotta sempre dalla Sinistra, e difende l’agricoltura italiana e le industrie nazionali.
Le critiche al trasformismo di Depretis
Per evitare, inoltre, l’ingresso in Parlamento delle ali estreme, ovvero repubblicani e socialisti, Depretis introduce il Centro liberale, cancellando la distinzione tra Destra e Sinistra tramite accordi elettorali, determinando così l’assenza del bipolarismo, ovvero la presenza dell’opposizione.
Gli oppositori politici chiameranno questa strategia trasformismo, sulla base dello slogan di Depretis “trasformazione dei partiti”, e la contesteranno sulla base di tre motivazioni: la critica ai personaggi della Destra che abbandonano le loro convinzioni per rimanere nella maggioranza e, di conseguenza, beneficiare di disposizioni di favore; la critica all’assenza del bipolarismo, ovvero l’assenza di una linea netta tra maggioranza e opposizione, che incalza e corregge la prima; la critica al ricorso a pratiche di natura clientelare per la raccolta di consensi.
L'era di Crispi e le sue riforme
Alla sua morte nel 1887 viene sostituito da Francesco Crispi, suo acerrimo nemico. Crispi, ammiratore della politica tedesca di Bismark, si prefigge un programma ambizioso: la nazionalizzazione delle masse, ovvero un’azione di diffusione di simboli e valori per insegnare la nazione alle masse, come nuovi programmi di studio che insegnino ad amare la patria per la scuola elementare e monumenti a Mazzini, Vittorio Emanuele II e Garibaldi; e una serie di riforme istituzionali
- Amministrazione locale: vengono abbassati i requisiti economici per partecipare alle elezioni amministrative e la carica di sindaco viene resa elettiva.
- Norme penali: viene introdotto il Codice Zanardelli, che abolisce la pena di morte e garantisce legittimità agli scioperi.
- Repressione dei conflitti sociali: oltre all’introduzione di leggi anti anarchiche, che determina lo scioglimento del Partito socialista dei lavoratori italiani, vengono repressi i Fasci dei lavoratori, associazioni politiche guidate da borghesi che chiedono riforme e protestano per le tasse locali.
- Politica coloniale: la politica estera per trasformare l’Italia in una potenza mondiale fallisce, in quanto la guerra per la conquista dell’Etiopia viene persa con la sconfitta di Adua del 1896.
Crispi muore nel 1901 e viene sostituito da Giovanni Giolitti, suo avversario politico, nella guida del Paese.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali riforme introdotte da Agostino Depretis durante il suo governo?
- Quali critiche sono state mosse al trasformismo di Depretis?
- Quali riforme significative ha attuato Francesco Crispi durante il suo mandato?
- Qual è stato l'esito della politica coloniale di Crispi?
Agostino Depretis ha introdotto tre riforme fondamentali: l'estensione dell'obbligo scolastico a nove anni, la modifica della legge elettorale abbassando il limite di età per votare a 21 anni e il reddito richiesto a 19 lire, e l'estensione della tariffa economica a favore dell'agricoltura e delle industrie nazionali.
Le critiche al trasformismo di Depretis riguardano l'abbandono delle convinzioni da parte di esponenti della Destra, l'assenza di un chiaro bipolarismo tra maggioranza e opposizione, e l'uso di pratiche clientelari per raccogliere consensi.
Francesco Crispi ha attuato riforme come l'abbassamento dei requisiti economici per le elezioni amministrative, l'introduzione del Codice Zanardelli che abolisce la pena di morte, e la repressione dei conflitti sociali, inclusa la dissoluzione del Partito socialista dei lavoratori italiani.
La politica coloniale di Crispi ha fallito, culminando nella sconfitta dell'Italia nella guerra per la conquista dell'Etiopia, nota come la sconfitta di Adua del 1896.