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Dalla Sinistra di De Pretis al governo reazionario di Crispi


De Pretis governerà con la Sinistra dal 1876 al 1886, fece entrare l’Italia nella Triplice Alleanza, un’alleanza di tipo militare che l’Italia sottoscrive segretamente con Austria e Germania, e che prevedeva l’intervento dei tre paesi uniti nel caso uno di loro fosse aggredito.
Sembrò strano che l’Italia decidesse di stringere un’alleanza proprio con i tanto combattuti austriaci, per questo che fu tenuta nascosta al popolo. Quest’alleanza fu “causata” dalla conquista della Tunisia da parte della Francia nel 1881, l’Italia non accolse positivamente questo fatto in quanto la Tunisia era un ottimo partner commerciale, e così decise di allearsi con gli altri due paesi.
L’Italia però aspirava all’annessione del Trentino, di Trieste e del Venezia-Giulia, ancora in mano agli austriaci, così per questo motivo Guglielmo di Oberdan, patriota italiano, attenta alla vita dell’imperatore austriaco Francesco-Giuseppe in visita a Trieste, di conseguenza viene catturato e condannato all’impiccagione, nonostante l’interessamento di Giosuè Carducci e Victor Hugo a proteggerlo.

Con l’ingresso alla Triplice Alleanza, l’Italia esce dal suo immobilismo, ma ne conseguirà anche una politica imperialista, fortemente voluta dalla corona sabauda per il desiderio di Vittorio Emanuele II di assumere il titolo di imperatore, seppur ostacolato dalla Sinistra socialista e radicale.
Il suo imperialismo prevedeva una civilizzazione di alcuni territori da parte dell’Italia, ma che in fondo nascondeva interessi economici e di sfruttamento delle materie prime e della manodopera, in maniera demagogica (si trascina subdolamente il popolo facendo leva su false promesse per guadagnarne il consenso).
E l’imperialismo italiano è rivolto verso la parte abissina dell’Africa che comprendeva Etiopia, Somalia ed Eritrea.
Nel 1885 inizia l’occupazione dell’Eritrea con la capitale, Massaua. L’Etiopia invece si oppone all’occupazione e l’esercito italiano viene sconfitto a Dogali nel 1887, questa sconfitta incrementò l’ego e il nazionalismo italiano e spinse il governo a rafforzare l’esercito in Africa.
Nel 1886 l’Italia del Nord inizia a vedersi sviluppata industrialmente e nasce la Edison, la Fiat, la Pirelli…
La nostra industria della seta a quel tempo deteneva il primato mondiale.

Questo decollo industriale determinò la svolta Protezionistica in Italia (il Protezionismo fu una prerogativa di Crispi che succedette a De Pretis dal 1887 al 1892).
Crispi fu definito il Bismarck italiano, aveva una visione laica ma autoritaria dello Stato, nel suo governo egli:
• Rafforzerà il potere;
• Attuerà una riforma amministrativa tendente a centralizzare il potere a discapito delle autonomie locali\regionali;
• Entrò in vigore il primo Codice Penale italiano, il codice Zanardelli, in cui si aboliva la pena di morte;
• Il governo di Crispi è caratterizzato per le repressioni verso i movimenti operai e sindacali: vengono aboliti i fasci siciliani, vengono approvati provvedimenti che limitano il diritto di associazione, e dichiarò fuori legge il partito socialista dei lavoratori;
• Per la politica estera ci fu un’espansione coloniale ripresa nel 1895 verso l’Etiopia, conclusa con una disastrosa sconfitta nel 1896;
L’Italia subì un vero e proprio trauma, e Crispi fu costretto a dimettersi perché era diventato impopolare.
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