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L’elezione di Hitler nel ’33 cambia la storia. I tedeschi vogliono stracciare i patti di Versailles e vogliono il pangermanismo, oltre che espandersi verso Est. Per fare ciò Hitler organizza un potentissimo riarmo, violando tutte le condizioni di Versailles e occupa nel ’33 la Renana. Quest’atto di forza è supportato dal fatto che c’è un ammorbidimento sostanziale della Francia, tanto che la Saar torna della Germania nel ’35. Fallisce però l’annessione dell’Austria: i nazisti locali, appoggiati dalle SS, avevano organizzato un colpo di stato, assassinando un cancelliere per fare un colpo nazista. L’opposizione molto forte è quella di Mussolini, che fa intendere ad Hitler che se avesse occupato l’Austria, egli sarebbe intervenuto. Questo perché il cancelliere austriaco era suo amico e perché Mussolini temeva di avere la Germania al Brennero: nell’Alto Adige c’è una grande maggioranza di tedeschi.

Viene convocata una conferenza nel ’35, dove si esprime una condanna molto forte. A questa conferenza distesa partecipano i nemici di Hitler: Inghilterra, Francia e Italia. Mussolini odia Hitler, sia per il suo fanatismo, sia perché lo considerava una sua copia sbiadita. Questo fronte d’intesa si potrebbe opporre alle pretese di Hitler, ma si sfalda con la guerra d’Etiopia nel ’35. Da ciò che sappiamo è che Mussolini riceve delle rassicurazioni da parte di Inghilterra e Francia ed un via libera informale a poter invadere l’Etiopia. Tranquillo di ciò il duce invade l’Etiopia, membro della società delle nazioni. Questo non permetterebbe all’Etiopia di essere invasa. In Inghilterra e Francia ci sono manifestazioni forti che chiedono al governo di mobilitarsi nei confronti dell’Italia, sanzionata dalla società delle nazioni. Queste sanzioni rinforzano il regime, che si pone come una vittima. L’Italia riesce ad avere ancora mercati dalla Germania e dagli Stati Uniti.
Mussolini a quel punto si trova isolato ed è spinto tra le braccia di Hitler. Nel ’36 l’Italia esce dalla società delle nazioni e si forma l’asse Roma-Berlino. Nel ’37 l’asse si estende a Tokyo (RoBerTo). Di fronte al concretizzarsi del pericolo nazista i russi abbandonano la loro politica d’isolamento, entrano nella società delle nazioni, si alleano con la Francia e permette ai partiti comunisti di allearsi per un anti-fascismo. In Spagna si forma un fronte popolare di tutte le sinistre che vince le elezioni nel ’36. In Inghilterra si pone una politica che sancisce la politica di pacificazione: ci si ritira senza intervenire contro Hitler.
Le opinioni pubbliche sono fortemente pacifistiche e i governi le seguono.
Nel ’36 ci sono le elezioni in spagna e nel febbraio vince un governo liberaldemocratico. Questo è però come se fornisse un via libera per una serie di insurrezioni popolari della sinistra più radicale contro i simboli della vecchia società spagnola conservatrice, tra cui molti membri della chiesa. Il comandante delle truppe spagnole d’istanza in Marocco, Francisco Franco, sbarca in Francia ed inizia una guerra civile. La guerra poi si internazionalizza: a sostegno di Franco si schierano Italia e Germania, che mandano truppe. Hitler manda degli aerei per sperimentare le tecniche di bombardamento dal cielo (Guernica). Francia ed Inghilterra non intervengono. Partono una serie di volontari mobilitati dallo spirito anti-fascista; tra questi vi è Hemingway e Orwell.
C’è uno scontro vero e proprio tra l’esercito italiano e le truppe antifasciste, le quali vincono. Nel ’39 però Francisco Franco conquista Madrid e da il via alla dittatura spagnola, che terminerà solo nel 1975.
Hitler non si ferma qui: nel ’38, venuta meno l’opposizione di Mussolini, ottiene l’annessione dell’Austria, senza nessuna reazione degli oppositori.
Altro obiettivo del fürer è la Cecoslovacchia, con zone abitate da numerosi tedeschi. Per evitare la guerra il primo ministro inglese chiede l’aiuto di Mussolini per mediare. Il 29-30 settembre a Monaco c’è una conferenza in cui le potenze europee avvallarono qualsiasi pretesa di Hitler pur di evitare la guerra; la Cecoslovacchia non viene nemmeno nominata. L’unico inglese che si indispone per la conferenza di Monaco (vista molto bene dall’opinione pubblica pacifista) è Wiston Churchill, che dice “hanno scelto il disonore, hanno scelto la guerra”. Nel marzo del ’39 Hitler comincia a rivendicare alla Polonia la città di Danzica. Nella conferenza di Versailles, per dare sbocco sul mare alla Polonia, hanno “spaccato in due la Germania”.
Francia ed Inghilterra stipulano dei patti con la Polonia nel ’39. Altro accordo dello stesso anno è fatto tra Russia e Germania: patti di non aggressione. I due paesi non si sarebbero aggrediti e si sarebbero spartiti la Polonia e la regione baltica. Il patto non viene reso pubblico per tutta la seconda guerra mondiale. Mussolini si irrita moltissimo.
I patti di acciaio sono di fatto militari, non di difesa.
Il 1°settembre del 1939 Hitler attacca la Polonia ed inizia la seconda guerra mondiale.
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