Concetti Chiave
- All'entrata nella Prima Guerra Mondiale, la Russia si trovava in uno stato di arretratezza industriale, subendo gravi sconfitte dai tedeschi nel 1914.
- La Rivoluzione di Febbraio del 1917 scaturisce da scioperi a Pietrogrado contro la penuria di approvvigionamenti, con soldati e operai che si uniscono contro il governo zarista.
- Due formazioni socialiste principali, Menscevichi e Bolscevichi, emergono con visioni diverse: i primi puntano a riforme graduali, i secondi cercano una rivoluzione immediata.
- Il governo bolscevico, guidato da Lenin, affronta sfide immediate, come il voto per l'Assemblea Costituente, da cui ottiene risultati deludenti.
- Stalin, dopo la morte di Lenin, sconfigge Trockij nella lotta per il potere, instaurando un regime caratterizzato da purghe e un culto della personalità.
La Russia e la prima guerra mondiale
Al momento dell’entrata nel primo conflitto mondiale, la Russia si trova in una situazione di estrema arretratezza. L’industria russa è incapace di sostenere una guerra moderna quale la prima guerra mondiale. Nel 1914 i russi sono duramente e ripetutamente sconfitti dai tedeschi. A causa di ciò nella Duma (assemblea a carattere consultivo) si forma un “blocco progressista” che esprime la preoccupazione di aristocratici e borghesi per l’inefficiente condotta della guerra.
La guerra ha accelerato i conflitti sociali, i contadini entrano in contatto con gli operai e gli intellettuali rivoluzionari. Il movimento degli scioperi fa fremere le masse del proletariato industriale.
Il crollo dello zarismo e la rivoluzione di febbraio
Il Crollo dello Zarismo avviene nel febbraio 1917 quando scoppiano a Pietrogrado una serie di scioperi contro la penuria di approvvigionamenti che mutano in agitazioni politiche contro l’autarchia (governo assoluto) zarista.
Il governo provvisorio e i soviet
Inizia la Rivoluzione di Febbraio, i soldati si uniscono agli operai. Il governo non può reagire ed è totalmente isolato: tenta di richiamare, per avere aiuto, le truppe dal fronte me i ferrovieri si rifiutano di trasportarle.
A Pietrogrado gli scioperanti eleggono un CONSIGLIO DI DELEGATI (SOVIET) che avrebbe dovuto avere più potere degli organismi rappresentativi della democrazia parlamentare.
La Duma decide di prendere potere e formare un “governo provvisorio” (borghese).
Dietro pressione del governo provvisorio lo zar abdica, la soluzione della questione istituzionale è affidata ad una futura ASSEMBLEA COSTITUENTE, eletta a suffragio universale, che avrebbe dato vita al governo definitivo russo. L’Impero diventa una Repubblica.
Si trovano comunque a confronto due poteri
• SOVIET che rappresenta le masse rivoluzionarie degli operai e dei soldati;
• GOVERNO PROVVISORIO che lotta per l’instaurazione di una monarchia costituzionale e intende continuare la guerra.
Le forze socialiste e la questione agraria
Le masse operaie e contadine dono rappresentate da due formazioni:
- MENSCEVICHI;
- BOLSCEVICHI.
In più abbiamo i Socialisti Rivoluzionari (Partito dei Cadetti).
- I MENSCEVICHI vogliono un’evoluzione graduale verso il socialismo attraverso delle RIFORME.
- I BOLSCEVICHI, capeggiati da Lenin, credono che in Russia sia necessario tentare la Rivoluzione Comunista (anche se il paese non è industrializzato).
I Socialisti Rivoluzionari rappresentano le masse contadine e individuano nella questione della terra a chi la lavora il nodo cruciale della società russa.
Le forze socialiste protestano vivamente davanti all’intenzione della borghesia di continuare la guerra.
Il Capo del Governo chiede al Soviet di entrare nel Governo per allargare le basi del suo potere. Il Soviet accetta e nasce il Secondo Governo Provvisorio.
I contadini nelle campagne insorgono perché il governo non ha alcuna intenzione di affrontare la questione agraria. I Bolscevichi esortano le masse ad abbattere il governo borghese e chiedono al Soviet di prendere tutto il potere. Intervengono a Pietrogrado le truppe rimaste ancora fedeli al Governo e i Bolscevichi sono per il momento sconfitti.
Le tesi di aprile di Lenin
Lenin vuole la trasformazione della Guerra Imperialista in Guerra Civile. Nell’aprile 1917 fa conoscere le sue “Tesi d’Aprile”: non è più possibile un’intesa con i social - rivoluzionari oppure con i Menscevichi. L’unico partito in grado di rovesciare il potere è quello Bolscevico.
Lenin vuole:
- Pace immediata;
- Riforma Agraria;
- Controllo della produzione industriale agli operai;
- Rimodellamento dello Stato attraverso l’eliminazione delle vecchie classi dominanti;
- Chiede il Governo del paese.
E’ istituito il Terzo Governo Provvisorio che è minacciato dall’avanzata delle truppe tedesche e dal movimento bolscevico.
All’avanzata dei tedeschi vengono chieste le dimissioni del Governo che chiede aiuto ai Bolscevichi.
I Bolscevichi hanno un occasione per estendere la loro influenza e si apprestano ad assumere pieni poteri appena raggiunta forza sufficiente tra le masse e nei Soviet.
La presa di potere dei bolscevichi
La maggioranza passa dunque ai Bolscevichi. Lenin spinge per un’insurrezione diretta e riesce a convincere la maggioranza. E’ convinto che l’insurrezione e la presa di potere dei Bolscevichi in Russia avrebbe aperto la strada alla Rivoluzione anche in Europa Occidentale.
La notte tra il 24 e il 25 ottobre del 1917 I BOLSCEVICHI ASSUMONO IL CONTROLLO DELLA CAPITALE conquistando il PALAZZO D’INVERNO, residenza degli zar e sede del Governo Provvisorio.
Social - rivoluzionari e Menscevichi protestano contro il “Colpo di Stato” BOLSCEVICO.
Il governo rivoluzionario socialista
Viene eletto il PRIMO GOVERNO RIVOLUZIONARIO SOCIALISTA con a capo Lenin.
Il nuovo governo socialista è per tutti destinato a chiudersi col crollo del bolscevismo ma i bolscevichi dimostrano subito una grande energia:
- Bisogna risolvere il problema dell’Assemblea Costituente. Si vota a suffragio universale per eleggerla ma i risultati sono lontani dalle speranze dei bolscevichi. La maggioranza dei voti va ai socialdemocratici, i bolscevichi ottengono solamente 175 seggi.
Lenin scioglie l’assemblea; rivendica il diritto del proletariato di stabilire la propria dittatura.
- Il governo bolscevico apre subito le trattative di pace coi tedeschi, temendo che la guerra porti alla crisi del governo. La pace è firmata a BREST-LITOVSK nel marzo del 1918.
La nuova Repubblica è salva. Dovrà però difendersi da nuova minacce interne ed esterne.
La lotta per il potere tra Trockij e Stalin
La lotta per il potere tra Trockij e Stalin
Alla morte di Lenin, nel 1924, si aprì la lotta per la sua successione ai vertici dello Stato del partito comunista.
Lo scontro contrappose Trockij a Stalin. Trockij sosteneva la necessità di una rivoluzione mondiale, per favorire la nascita di nuovi Stati comunisti in Europa.
Stalin intendeva invece rafforzare il socialismo in un solo paese, l'unione sovietica. Lo scontro si concluse con la vittoria di Stalin, che costrinse Trockij all'esilio.
Trockij nei seguenti anni condusse un'opposizione continua al regime instaurato da Stalin, fino a quando non venne assassinato in Messico nel 1940.
La politica economica di Stalin
La politica parzialmente liberista della Nep aveva dato scarsi risultati nel settore dell'industria pesante. I prezzi agricoli, per di più, erano aumentati in misura maggiore rispetto ai salari, penalizzando gli operai e avvantaggiando i proprietari agricoli agiati.
Stalin impose allora, nel 1928,una politica economica rigidamente pianificata, sotto il controllo del governo e del partito comunista. Si verificò quindi l'industrializzazione accelerata del paese, il sostegno dell’industria pesante, la collettivizzazione di tutte le terre, la progressiva scomparsa del commercio e della piccola industria. Furono infatti stabiliti piani quinquennali con obiettivi minimi da raggiungere sia nel settore agricolo che in quello industriale.
La collettivizzazione e le purghe di Stalin
L'attuazione dei piani quinquennali nel settore dell'agricoltura si tradusse nella collettivizzazione forzata delle terre che comportò all'eliminazione, anche fisica, dei Kulaki, i proprietari agricoli che si opponevano alla confisca delle loro aziende.
Nelle campagne furono creati sia cooperative agricole, i Kolchoz , che imprese agricole statali, i Sovckoz.
Teoricamente Kolchoz e Sovckoz avrebbero dovuto garantire una sufficiente produzione agricola a basso costo, ma l'inefficienza delle strutture produttive, le difficoltà nella distribuzione dei prodotti e il malcontento dei contadini provocarono un continuo peggioramento dei raccolti e una costante penuria di generi alimentari.
Stalin concentrò nelle proprie mani un potere assoluto e indiscusso, fondato su una sorta di culto della personalità. Le masse popolari, indottrinnate da una propaganda costante e capillare, attribuirono alla figura di Stalin un carattere quasi religioso e lo fece oggetto di una vera e propria venerazione.
Tuttavia non mancarono dissensi e tentativi di opposizione. Nel 1934 Stalin scatenò una campagna persecutoria contro ogni forma di opposizione al regime.
Una lunga serie di processi politici permise al dittatore sovietico di condannare a morte o alla deportazione in Siberia centinaia di migliaia di oppositori o di semplici dissidenti. Con le grandi purghe Stalin rinnovò radicalmente la classe dirigente del partito comunista, dello Stato e dell'esercito, imponendo personaggi a lui fedeli e ottenendo così il dominio assoluto del paese.
Domande da interrogazione
- Quali erano le condizioni della Russia al momento dell'entrata nella Prima Guerra Mondiale?
- Come si sviluppò la Rivoluzione di Febbraio del 1917?
- Quali erano le principali differenze tra Menscevichi e Bolscevichi?
- Quali furono le conseguenze della presa di potere dei Bolscevichi nel 1917?
- Come si sviluppò la lotta per il potere tra Trockij e Stalin dopo la morte di Lenin?
Al momento dell'entrata nel conflitto, la Russia si trovava in una situazione di estrema arretratezza, con un'industria incapace di sostenere una guerra moderna e subendo dure sconfitte dai tedeschi nel 1914.
La Rivoluzione di Febbraio scoppiò a Pietrogrado con scioperi contro la penuria di approvvigionamenti, portando alla formazione di un governo provvisorio e all'abdicazione dello zar, mentre i soldati si unirono agli operai in un contesto di crescente agitazione politica.
I Menscevichi sostenevano un'evoluzione graduale verso il socialismo attraverso riforme, mentre i Bolscevichi, guidati da Lenin, credevano nella necessità di una rivoluzione comunista immediata, nonostante la Russia non fosse ancora industrializzata.
Dopo la presa di potere dei Bolscevichi, fu eletto il primo governo rivoluzionario socialista, che affrontò sfide immediate come la questione dell'Assemblea Costituente e la firma della pace con i tedeschi a Brest-Litovsk nel marzo 1918.
Dopo la morte di Lenin nel 1924, Trockij e Stalin si scontrarono per la successione, con Trockij che sosteneva una rivoluzione mondiale e Stalin che puntava a rafforzare il socialismo in un solo paese, culminando nella vittoria di Stalin e nell'esilio di Trockij.