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Situazione precedente: fra il 1861 e il 1862 Alessandro II Romanov ottenne una legge di emancipazione della servitù della gleba, che determinò l'indipendenza di una parte dei contadini.
In Russia nei primi anni del Novecento arriva la rivoluzione industriale, e si forma dunque la classe operaia e la borghesia (una parte, quella dei “cadetti”, è di origini nobili).
Né le riforme dello zar, né le industrie incidono sulle pessime condizioni dei contadini che erano rimasti legati ai proprietari terrieri, iniziano dunque delle proteste, e nasce il Movimento Populista, desideroso di rovesciare violentemente lo zarismo e l’aristocrazia.
Questo movimento si divideva in diversi gruppi, tra i quali spiccava “Volontà del Popolo”, che organizzò un attentato allo Zar Alessandro II, uccidendolo.
Gli succedono Alessandro III e Nicola II, che tornano ad una posizione autoritaria, con un conseguente aumento delle proteste. Nasce, nel 1901, il Partito dei Socialisti Rivoluzionari (SR), radicato soprattutto nelle campagne: che mirava ad una rivoluzione contadina per il rovesciamento dello zarismo e la formazione di comunità agricole rurali, suddivise in villaggi con beni comuni.

Nel Movimento Populista spiccano intellettuali che seguono le idee marxiste, fra i quali Plekanov, primo marxista russo, i quali fondano il Partito Socialdemocratico del Lavoro, che mira alla rivoluzione guidata dalla classe operaia, strutturandola prima in rivoluzione borghese e successivamente proletaria.
Seconda Internazionale: maggioranza riformista, con idea soprattutto marxiste, che puntavano ad una rivoluzione internazionale, tranne i russi e gli italiani che votavano per i crediti di guerra.

Nel 1905 inizia la guerra col Giappone per motivi territoriali, e si rivela importante per i futuri risvolti politici:
● il Giappone, con una potente flotta navale, sconfigge la Russia, e sarà nella prima guerra mondiale a favore delle potenze occidentali
● In Russia, aumentano le proteste interne, dove la folla si riversa davanti al palazzo dello Zar, chiedendo aiuto per alleviare le sofferenze del popolo, ma l’ordine di far sparare sulla folla (Domenica di Sangue) causa centinaia di morti.
Di fronte alle proteste continue, lo zar concede una Duma (parlamento fine ad attenuare il potere assoluto dello zar), ma è puramente fittizia, poiché lo Zar abolisce tutte le riforme che vengono proposte. La Duma si riunisce e cerca di organizzare riforme, mentre operai, contadini e soldati si riuniscono in consigli detti Soviet.
L’episodio porta ad un irreversibile cambio della fiducia nei confronti dello zar.
Il Partito Socialdemocratico del Lavoro si trova scisso fra:

● Bolscevichi, che compongono la maggioranza, di sinistra, mirano alla rivoluzione proletaria a breve termine
● Menscevichi, che compongono la minoranza, sono moderati, gradualisti (rivoluzione prima borghese e poi proletaria) e riformisti.

Nel 1914 sotto Nicolò II la Russia si allea con le potenze occidentali nella Prima Guerra Mondiale e quindi entra in guerra, ma la cosa aggrava solo le condizioni del popolo.
I Bolscevichi e parte dei Menscevichi, si dichiarano contrari alla guerra, e per tentare di ottenere una cessazione della guerra, iniziano a boicottare e sabotare.
I partiti di opposizione sono perseguitati dalla polizia e dallo Zar.

Il 23 febbraio ha luogo un altro sciopero generale, e all’ennesimo ordine di sparare molti soldati si rifiutano, unendosi alla folla. Inizia così la rivoluzione.

La Duma si accorda coi Soviet e costringe lo Zar ad abdicare in favore del fratello, il granduca Mikail, che rifiuta il trono, provocando così il loro arresto. E’ la fine dell’impero zarista.
Viene fondato quindi un governo provvisorio (assemblea costituente), guidato da L’vov (cadetto), primo ministro, all’interno del quale vi erano rappresentanti Menscevichi, socialisti rivoluzionari e cadetti (non sono presenti Bolscevichi, perché molti leader sono esiliati o in Siberia, e perché il governo si ostina a proseguire la campagna bellica)
Il leader più importante dei Bolscevichi era Vladimir Ilyich Ulyanov (Lenin), momentaneamente esiliato in Svizzera, ma desideroso di rientrare (seppure Francia e Inghilterra si oppongano perché Lenin mirava alla pace).

La Germania consente a Lenin di rientrare in patria per interessi, con un vagone blindato/piombato.
Appena arrivato Lenin afferma le “tesi di Aprile”, al congresso del partito bolscevico:

- tutto il potere ai Soviet e quindi al popolo
- pace immediata e ritiro da ogni fronte
- avversità al governo provvisorio
- terre distribuite ai contadini
(San Pietroburgo aveva mutato nome in Pietrogrado, perchè “-burgo” era di origine tedesca)
Il Soviet più importante era quello di Pietrogrado mentre quello più influente nelle campagne è quello dei socialisti rivoluzionari.
A Mosca e Pietroburgo, a luglio, i Soviet insorgono contro la guerra, con conseguente repressione da parte del governo provvisorio.
Le masse insorgono spontaneamente, i Bolscevichi sono costretti ad appoggiarli, ma vengono considerati fuorilegge e Lenin fugge in Finlandia, nell’estate a Luglio.

Al suo posto prende il potere, eletto dalla Duma, il socialista rivoluzionario Kerenskij, abile politico, che tenta di impedire la repressione dei moti contadini, seppur mantenendo gli impegni di guerra, e facendo intervenire il comandante supremo di destra Kormilov, contro-rivoluzionario, che raduna una potente cavalleria cosacca e inizia la marcia su Pietrogrado per attuare un colpo di stato.
I Soviet, formati da lavoratori organizzati, boicottano in ogni modo Kormilov, che non riesce a prendere Pietrogrado. Nel frattempo Kerenskij si è indebolito
Kormilov è stato definitivamente fermato dal corpo militare dei Soviet, le Guardie Rosse, che avrà grande importanza nella Rivoluzione d'Ottobre contro le Guardie Bianche (reazionari russi) e le potenze straniere.

La guerra interna non cessa.
Alla fine dell'estate del 1917 c'è la seconda riunione dei Soviet, e i Bolscevichi sono sempre più forti, guidati da Lenin. I tempi sono maturi per un azione di forza.
Il 25 ottobre i Bolscevichi dopo aver strategicamente piazzato uomini guidano un attacco al Palazzo d'Inverno e Kerenkij scappa. I Soviet acquisiscono così il potere a Mosca e a Pietrogrado, ma nella campagna le forze Soviet sono poco presenti.

Il 26 ottobre Lenin affida le terre ai contadini, espropriandole ai proprietari terrieri.

Con la seconda tesi di Aprile di Lenin la pace è immediata e inizia la trattativa con la Germania.
- emancipazione
- Formazione tribunali del popolo di tipo elettivo.
- Immediata separazione fra stato e chiesa.
- Introduzione del matrimonio civile, con uguali diritti per entrambi i coniugi.
- Introduzione del divorzio.
- La donna ha in tutti i campi parità di diritti.
- Giornata lavorativa di massimo otto ore.
- Nazionalizzazione delle banche.
- Monopolio di stato sul commercio con l'estero.
- Statalizzazione delle ferrovie e della flotta.
- Fabbriche industriali affidate agli operai.

Kerenskij raduna le milizie a lui favorevoli e tenta di riconquistare il potere: avanza verso Pietrogrado, ma agenti Bolscevichi infiltrati portano i soldati a disertare. Viene così indebolito e sconfitto dall’Armata Rossa guidata da Trotsky prima di arrivare a Pietrogrado.
Trotsky è una figura politica, inizialmente Menscevico, noto per essere stato un grande oratore e stratega che guida il soviet di Pietrogrado.
A novembre ci furono le elezioni per l'Assemblee Costituenti, ma, nonostante ci fosse il suffragio universale, vota solo il 50% della popolazione, perché in maggioranza contadina e analfabeta: vincono così i socialisti rivoluzionari e non i Bolscevichi.
L'Assemblea Costituente è sciolta il 7 gennaio 1918 grazie ad un terzo congresso dei Soviet convocato da Lenin, nel quale Menscevichi e Bolscevichi chiedono di ratificare le riforme.

Lenin e i bolscevichi prendono il potere legittimamente, sotto nome di Partito Comunista Russo (poi dell'Unione Sovietica).
Il nuovo stato sarà fronteggiato dalle nuove potenze, i capitalisti, le forze reazionarie, i problemi economici del comunismo di guerra.
La pace di Brest-Litovsk (trattative di Trotsky) penalizza la Russia economicamente, infatti essa deve cedere alla Germania o far diventare stati autonomi molti territori, come la Polonia, la Finlandia, gli stati baltici e l’Ucraina.
Nuova economia con qualche piccola risorsa capitalistica.
Questo fenomeno condizionerà l'Europa sino al 1990, perché dividerà i due grandi blocchi della guerra fredda. Nel frattempo emerge la figura di Stalin, grande organizzatore.
Terza Internazionale da Bolscevichi nel 1919 contro le guerre.

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