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Rivoluzione cinese

Dalle lotte coloniali alla guerra civile. La Cina era definita il gigante dai piedi d'argilla. Nella prima guerra mondiale, Giappone e Intesa combattono insieme, nella seconda no. Anche la Cina è dalla parte dell’Intesa, delle potenze democratiche. La Cina viene maltrattata con i trattati di pace che vengono fatti dai signori della guerra (élite militare corrotta)
La Cina veniva occupata da stranieri, aveva il desiderio di ribellarsi. Nella prima guerra mondiale, il Giappone combatte accanto agli stranieri, nella seconda contro perché diventa potente. Negli anni 30 il Giappone esce dalla prima guerra mondiale ottiene possedimenti in Cina occupa la Manciuria(Teoria asia agli asiatici). All’inizio del 900 un gruppo di intellettuali si ribellò alla sottomissione della Cina. Sun Yat-sen un medico democratico fu a capo di una sollevazione militare e nel 1912 divenne presidente della repubblica anche se per breve tempo.

In Cina all’inizio del 900 c’era il partito nazionalista di Sun Yat-sen e il partito comunista cinese. Inizialmente combattono insieme contro i signori della guerra e sono sostenuti da stranieri. Sono comunque due ideologie diverse.
Nel 1926 muore Sun Yat-sen, e prende il suo posto Chiang Kai-shek. Con questo personaggio il partito nazionalista distrugge i signori della guerra, prende il potere e massacra i comunisti suoi alleati perché il loro numero era in continua crescita. Il partito comunista cinese fu costretto alla clandestinità. Mao Zedong, altro dirigente del partito comunista, raccoglie i contadini i cui problemi erano assai noti al dirigente, e li conduce nel nord della Cina per contrastare l’arrivo dei giapponesi, attraverso quella che prese il nome di lunga marcia. Chiang Kai-shek di fronte all’invasione giapponese si vide costretto ad accettare una tregua con i comunisti di Mao. Tuttavia dopo la resa del Giappone nel 1945, la guerra civile fra comunisti e nazionalisti ricominciò e si concluse nel 1949 quando i comunisti prendono il potere e creano la Repubblica popolare cinese. Essa aveva un regime socialista e capitale a Pechino.

La Cina comunista

La repubblica popolare cinese viene riconosciuta dagli Stati uniti solo quando la capitale viene spostata a Taiwan.
Gli Stati Uniti adottarono nei suoi confronti una politica del contenimento. Cina popolare di Mao era sostenuta economicamente dall’Unione sovietica, che poi se ne allontana perché avevano realtà sociali diverse. Infatti il comunismo cinese si oppone sempre di più al marxismo sovietico.
Con la riforma agraria, furono distribuite le terre, ma nonostante ciò le terre coltivate non bastavano a sfamare l'intera popolazione. Perciò Mao punto sui contadini poveri che secondo lui rappresentavano la base per costruire il socialismo in Cina. Nacquero le cooperative agricole: mentre Stalin con i piani quinquennali industrializzò la Russia con alti costi umani, Mao collaborò con la popolazione. Mao lanciò il progetto del grande balzo in avanti dell'economia, per raddoppiare la produzione agricola e industriale, ciò era possibile costituendo più vaste "comuni popolari". Questo progetto fallì a causa della passività dei contadini, dell'impreparazione tecnica, e fu soltanto uno spreco di risorse. Mao fu sostituito dal moderato Liu Shao-chi e le comuni popolari vennero ridimensionate. Mao sostenne la grande rivoluzione culturale proletaria (che partiva dal basso e provocò violenze). Ad essa parteciparono molti giovani protestando in modo radicale. Essi sconvolsero le regole delle istituzioni in cui sembrava ci fossero privilegi. L’obiettivo di questa rivoluzione era l’uguaglianza fra tutti i cittadini, superando la distanza tra lavoro manuale e quello intellettuale.

Nel 1976 Mao morì, ed inizio la repressione della banda del 4, di cui faceva parte sua moglie e i personaggi vicini a Mao.

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