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LA GUERRA FREDDA

Linee di forza della storia economica e politica del 900.
L’economia del primo 900 vedremo sarà nettamente diversa da quella che ha caratterizzato l’intera storia di tutti i popoli. L’industrializzazione e i progressi scientifici hanno elevato le grandi potenze economiche che non fondavano più sul settore primario bensì sul secondario e soprattutto sul terziario perché nel 900 come nel nostro secolo i servizi sono fondamentali. Il 900 è stato segnato da due gravi crisi economiche quali quella dovuta al crollo di Wall Street nel 1929 e quella petrolifera degli anni 70. Nel primo dopoguerra, ovviamente dopo la II guerra mondiale intendiamo, si andarono a delineare una serie di situazioni in campo economico che fecero prendere il nome agli anni 50 dell’”età dell’oro”. Infatti ci fu una fase d’espansione, di prosperità diffusa in tutto il globo che cambiò i modi di vivere e della produzione e di fare politica. Tuttavia gli anni 50 furono anche anni vissuti “sull’orlo dell’abisso” in quanto la popolazione mondiale rischiava di cessare d’esistere da un giorno all’altro in conseguenza ad una guerra nucleare. Questa guerra nucleare fu evitata fortunatamente ma vedeva schierarsi contro le potenze mondiali degli USA e dell’URSS che ruppero l’alleanza antifascista e diedero origine alla Guerra Fredda che sconvolse il mondo per altri decenni. Riuscirono poi a trovare un intesa qst due nazioni successivamente alla morte di Stalin grazi all’intervento del Presidente Americano J.F. Kennedy.

Aspirazione dei popoli alla pace: nascita ONU.
La seconda guerra mondiale era costata all’umanità un prezzo ancora più alto della prima. Questo perche nella II G.M. a farne le spese furono soprattutto le popolazioni civili a causa dei bombardamenti e delle deportazioni. Si è stimato che a perire furono all’incirca 50milioni di persone tra soldati e civili nonché intere popolazioni deportate nei campi di concentramento. Questa straziante guerra che aveva devastato l’umanità intera aveva portato nei cuori delle persone un tanto richiesto desiderio di pace ma non un pace qualsiasi ma un pace che garantisse loro la tutela che venissero salvaguardati da future guerre. Nacquero con questa intenzione l’Organizzazione Nazioni Unite (l’ONU) il 26 giugno 1945 dove 50 stati sottoscrissero a San Francisco la Carta di quest’organizzazione internazionale con lo scopo di creare degli accordi tra Stati al fine di evitare alle generazioni future il flagello della guerra. Per evitare che si cadesse negli errori della società delle nazioni di Ginevra sorta dopo la I guerra mondiale si rifiutò il criterio della unanimità per le deliberazioni mentre si assunse quello della maggioranza. Inoltre le 5 potenze maggiori (Russia, Gran Bretagna, Francia,Cina e USA) facevano parte del Consiglio di Sicurezza, l’organo esecutivo dell’ONU che aveva il diritto ad opporre il VETO che comportava la paralizzazione di qualsiasi deliberazione imposta dal Consiglio stesso.
Infine a Norimberga fu convocata nel novembre 1945 una corte internazionale che condannò a morte 12 nazisti reputati artefici della carneficina avvenuta durante la guerra.
Mondo diviso in zone di influenza:
Ancor prima che il conflitto mondiale giungesse a termine nacquero delle controversie tra gli stessi stati alleati (tra URSS e gli anglo-americani). L’inizio di queste controversie sono da riscontrarsi dapprima nella conferenza di Teheran (1943) in cui ricorderemo si manifestò la tendenza di dividere il mondo secondo sfere di influenza. Anche le successive conferenze (Postdam e Jalta) confermarono questa tendenza e le tesi di Churchill si realizzarono (bisognava ora prepararsi per fermare le mire egemoniche della Russia di Stalin). I Russi infatti avevano ottenuto dalla II guerra mondiale gran parte dell’est europeo dove solo la Jugoslavia grazie al proprio movimento partigiano non riconosceva la protezione dell’armata Rossa mentre la Grecia era sotto l’influenza inglese. LE tesi delle zone di influenza trovarono seguito anche durante le contrattazioni per i trattati di pace per i paesi che si erano schierati affianco alla Germania (Italia, Finlandia, Romania, Bulgaria), trattati stipulati il 10 febbraio 1947. La Germania invece restava divisa tra le 4 potenze vincitrici mentre la capitale Berlino era sotto due zone di influenza: la zona occidentale sotto l’influenza delle potenze occidentali, quella orientale governata dall’URSS.

Fallimento della “grande Alleanza”, la dottrina di Truman; la guerra Fredda:
Le vicende della guerra avevano spinto dunque le due potenze vincitrici a fronteggiarsi in Europa. I due Ex alleati erano entrambi portatori di forme di governo ed ideali nettamente distinti e contrastanti: da una parte la democrazia liberale americana, dall’altra il comunismo sovietico portatore della rivoluzione proletaria da espandere a tutti i popoli. Negli anni che seguirono la II guerra mondiale gli USA intendevano imporsi come l’unica potenza mondiale e ciò urtò la spinta espansionistica dell’Unione sovietica di Stalin. Intatti l’URSS tra il 1946 e il 1947 stabilizzò il suo controllo sui paesi dell’Europa orientale occupati dall’Armata Rossa quasi a formare dei Stati Satelliti dipendenti dall’URSS in cui il partito tendeva ad impossessarsi del potere. Si costituì quindi la cosiddetta “cortina di ferro” (definita in questo modo da Churchill) una linea che da Stettino, sul baltico, giungeva a Trieste e che divise l’Europa in due blocchi contrapposti: il primo comunista e l’altro americano. In Grecia si registrarono forti sussulti scaturiti dal partito comunista greco (ELAS) che intendeva rovesciare il governo d’Atene e passare sotto l’influenza russa. Fortunatamente l’ ELAS fallì il colpo di stato a causa dell’intervento delle potenze occidentali.
Il 2 Marzo 1947 il presidente Americano TRUMAN annunciò, clamorosamente, che “gli USA si sarebbero impegnati in una lotta per sostenere i popoli liberi contro i tentativi si soggiogamento effettuati da minoranze armate o da pressioni esterne”. Questa che fu definita “dottrina Truman” diede il via allo scoppio della cosiddetta Guerra Fredda, uno scontro tra l’egemonia delle due super potenze che fece correre il rischio di una guerra nucleare in quanto anche i Russi nel 1949 erano entrati in possesso della bomba atomica.

Il Piano Marshall (1947); Il Patto atlantico (1949) e le Due Germanie:
Nel 1947 l’America col cosiddetto Piano Marshall [prende il nome dal segretario di Stato Georege Marshall] dette una serie di sovvenzioni alle popolazioni dell’Europa occidentale al fine che esse potessero uscire dalla crisi economica causata dalla guerra. I motivi di tanta generosità da parte degli Americani furono principalmente 2: da un lato fu una motivazione politica perché aiutando economicamente i paesi in difficoltà essi sarebbero stati grati all’America per cui non si sarebbero schierati con l’URSS; dall’altro canto invece ci fu anche una motivazione economica in quanto un Europa prospera avrebbe fornito agli USA un mercato per le esportazioni americane e un campo dove investire i propri capitali. Inoltre era anche un pretesto per smaltire gli eccessi di produzione interna agricola e industriale che già precedentemente avevano creato nel 29 una crisi di quotatura mondiale. Nel 1949 (il 4 aprile) le nazioni protette dall’America strinsero il cosiddetto Patto Atlantico dapprima riservato a 12 nazioni alle quali si aggiunsero nel 1952 anche la Grecia, la Turchia e la Repubblica Federale Tedesca (1955). Esso era un patto difensivo che prevedeva la formazione di un corpo armato sotto un unico comando che prese il nome di NATO (north atlantic treaty organization). Nello stesso anno l’Armata Rossa di Mao entrò vittoriosamente a Pechino mentre le potenze occidentali in Germania autorizzarono la formazione di una Repubblica Federale Tedesca con capitale a Bonn governata dal cancelliere Konrad Adenauer. Stalin rispose nel novembre 1949 con la formazione di una Repubblica comunista, La repubblica Democratica Tedesca con capitale Pankow.
Verso l’integrazione europea?
Consolidato il nuovo stato Tedesco la Francia, per paura che il vecchio antagonista tedesco potesse in futuro avere ancora mire espansionistiche ai suoi danni, propose la creazione d’un organizzazione Europea di cooperazione economica (OECE), un unione di 15 paesi dell’Europa occidentale per la gestione degli aiuti previsti dal piano Marshall. Seguirono poi negli anni successivi la formazione del Consiglio D’europa con sede a Strasburgo, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA 1951), un organismo sorto con lo scopo di coordinare la produzione di acciaio e carbone tra questi paesi che ne fecero parte. Nel 1957 col trattato di Roma sorse la Comunità Economica Europea (CEE) i cui si stipularono gli accordi che erano alla base della Comunità Europea per L’energia Atomica (EURATOM) una comunità che si impegnava allo sfruttamento dell’energia atomica a scopo pacifico. Questi tre organismi (CECA,CEE e EURATOM) costituirono il nucleo dell’attuale UNIONE EUROPEA sorta col proposito di integrare le singole economie statali ed eliminare gli ostacoli che si frappongono alla circolazione delle persone , dei servizi e dei capitali. L’unione Europea venne pensata come un alternativa al piano statunitense di integrazione europea che stava prendendo corpo col Piano Marshall e la fondazione della NATO. L’Inghilterra invece inizialmente non fece parte della CEE per paura che di allentare i propri rapporti col Commonwealth per cui fondò nel 1959 insieme alla Danimarca, Norvegia, Svezia, Austria, Svizzera e Portogallo un associazione europea di libero scambio (EFTA definita l’EUROPA dei SETTE. Solo nel 1967 questi stati entrarono a far parte della Comunità Europea.
Gran Bretagna e Scandinavia nel dopoguerra: laburisti e socialdemocratici al governo:
Nemmeno finita la guerra che elezioni del 1945 fecero cadere il vincitore della guerra Winston Churchill a favore dei Laburisti guidati da Clement Richard Attlee. Il nuovo governo tra il 1945 e il 1951 realizzò importanti riforme: innanzitutto si occupò della nazionalizzazione delle ferrovie, delle miniere, delle aziende elettriche e siderurgiche. Un piano nazionale per la sanità assicurò cure mediche e medicinali gratuiti mentre sovvenzioni al sistema pensionistico e il miglioramento del sistema scolastico diedero luce a quello che venne definito il Welfare State. Tuttavia uscito dalla guerra allo stremo delle risorse e con forti debiti verso gli USA e i paesi del Commonwealth, il paese nonostante gli aiuti del Piano Marshall negli anni 50 l’Inghilterra visse un periodo infelice, causato dal ristagno della produzione, inflazione e crescente disoccupazione finche nel 1951 i conservatori tornarono al potere.
La quarta repubblica in Francia (1946-1958)
Come sappiamo il 26 agosto 1944 il Generale De Gaulle entrò a Parigi da vincitore liberando la Francia dall’occupazione nazista. Non restava altro che rifondare la Repubblica. Nelle elezioni che seguirono i partiti radicali e moderati che erano al potere prima della guerra vennero sconfitti dai partiti popolari che erano stati protagonisti della Resistenza: il partito comunista francese, qll socialista e quello dei cattolici. Un assemblea costituente eletta a suffragio universale dettò i criteri secondo i quali sarebbe sorta la Quarta Repubblica Francese: furono accentuate le prerogative del Parlamento mentre vennero limitati i poteri del Presidente della Repubblica. Intanto Charles de Gaulle, data la crisi della politica francese di quel periodo, decise di passare all’opposizione per l’eccesso parlamentarismo della politica interna. Nel 1947 egli fonderà il Rassemblement du Peuple Francaise (RPF) un movimento che raccolse i consensi dei nazionalisti. Il banco di prova della Quarta Repubblica Francese fu la questione coloniale: essa si pose in maniera molto dura nei confronti dei movimenti emancipatori dei popoli asiatici e africani. Contrastò a lungo l’insurrezione indocinese che si risolse nel 1954 con la sconfitta di Dien Bien Phu. Dopo la sconfitta indocinese la Francia perse il Vietnam, il Laos,la Cambogia fino a concedere l’indipendenza al Marocco e alla Tunisia. In Algeria le rivolte divennero insostenibili tanto che gli alti capi di stato auspicarono ad un colpo di Stato: al governo di Parigi subentrò come mediatore il Generale De Gaulle che ottenne dal Parlamento il compito di riformare la Costituzione diventando capo del Governo.

La Germania divisa: Repubblica Federale e Repubblica Democratica:
La Germania dunque dopo la liberazione dalla dittatura totalitaria nazista da parte delle truppe anglo-americane, francesi e Russe risultava divisa in 4 zone e la stessa Capitale Berlino era stata divisa tra le potenze occidentali e l’URSS [1961 abbiamo la costruzione del Muro di Berlino]. Ricorderemo che nel 1949 nella Germania occupata dalle potenze occidentali si decise la fondazione della Repubblica Federale Tedesca con capitale Bonn, mentre nello stesso anno nell’altra Germania si rispose con la Fondazione della Repubblica Democratica Tedesca con capitale Pankow. La Germania Sovietica era sorta su modello sovietico quindi al governo era stato instaurato il Partito Comunista del Leader tedesco Walter Ulbricht che portò nella Germania sovietica una serie di Riforme conformi al modello statale dell’Unione Sovietica, per cui si ebbe la nazionalizzazione delle banche,l’esproprio delle concentrazioni industriali, il frazionamento della grande proprietà agraria e la collettivizzazione delle terre. Gli ex Nazisti furono esclusi dagli incarichi pubblici mentre vennero sostituiti dagli esponenti della sinistra.
Nella repubblica Federale Tedesca invece la Costituzione fu approvata nel 1949 e sanciva un regime fondato su due camere: il Bundestag, rappresentante dei cittadini tedeschi, e il Bundesrat( espressione degli interessi dei singoli Lander. La vita politica negli anni 50 fu dominata dalla figura del Cancelliere Adenauer, avversario del nazismo di Hitler fatto incarcerare da quest’ultimo durante la dittatura nazista. Lo stato occidentale fu formato da coalizioni di centro destra moderate fatte dall’Unione cristiano democratica, unione cristiano-sociale e dal partito democratico. Nel 1956 il Partito Comunista tedesco (KPD) venne posto fuorilegge mentre nel 1959 col congresso di Bad Godesberg il partito socialdemocratico (SPD) ripudiando solennemente la teoria marxista accettò il principio della proprietà privata come fondamento dell’economia e si dichiarò pronto ad entrare nello schieramento delle potenze atlantiche occidentali. Il recupero vertiginoso che la Germania Occidentale fece in quegli anni fu merito certamente delle sovvenzioni del Piano Marshall e soprattutto dell’affluenza dall’Est di mano d’opera tanto che tra il 1948-1960 essa fece un decisivo balzo in avanti tanto è vero che questo periodo passò alla storia come “il miracolo tedesco”.

Le Democrazie Popolari:
L’URSS uscita dalla guerra con forte prestigio militare e politico per aver sconfitto la minaccia nazista, a differenza degli USA che vissero il dopoguerra come un periodo di grande ricchezza, essa si trovava in una situazione molto esasperata. Il Paese doveva far fronte agli oltre 20milioni di vittime che la guerra aveva strappato alle campagne russe nonché ai 25 milioni di senza tetto. Da ciò si può dedurre come la produzione sia stata influenzata da tante vittime e come sia calato il tenore di vita nello stato comunista. La ricostruzione del sistema economico avvenne per gradi iniziando col 4 piano quinquennale che predilesse per lo più l’industria pesante (causa del conflitto con gli USA nella guerra fredda) che la produzione di beni primari. Intanto nel resto d’Europa assoggettata all’URSS il progetto di Stalin fu quello della trasformazione delle vecchie strutture di questi paesi adeguandole a quelle di impostazione comunista. Per cui ,come nella Germania d’Oriente, si passò alla nazionalizzazione delle banche, all’espropriazione delle industrie, alla collettivizzazione delle terre e all’impostazione al governo di un partito comunista . Il primo stato che sperimentò la durezza del controllo sovietico fu la Polonia e successivamente le altre “democrazie popolari”. La “Democratizzazione” avvenne anche in Ungheria e Cecoslovacchia. In Ungheria nonostante alle elezioni del 45 il partito comunista fu sconfitto, la presenza sovietica nel paese fu determinante tanto che nel 49 si arrivò alla soppressione di tutti i partiti e alle elezioni con lista unica. In Cecoslovacchia la questione andò diversamente. Qui il presidente della Repubblica fu Edvard Benes, che al fine di non accattivarsi i sovietici, concesse una serie di ministeri ai partiti comunisti, cosa che non bastò all’URSS per cui iniziò una clima di tensioni (testimoniate anche dalla respinta delle sovvenzioni del piano Marshall). Benes fu costretto a dare la direzione del governo al partito comunista del leader Klement Gottwald e gli abusi di tale partito provocarono la crisi del governo. In un clima di guerra civile Gottwald strappò a Benes l’incarico di costituire un nuovo governo fatto da soli comunisti. L’assassinio del ministro degli Esteri (la figura più notevole della democrazia ceca) manifestò le intenzioni dei comunisti di sovietizzare il paese. Benes rifiutò di trasformare la Repubblica in una “democrazia popolare” e lasciò la presidenza che fu assunta dallo stesso Gottwald.
Invece in Jugoslavia la situazione fu diversa dagli altri stati in cui l’URSS aveva tentato la sovietizzazione. In Jugoslavia, che si era liberata dai nazisti grazie alla resistenza imposta da Tito, si era creata nel 1945 la Repubblica Socialista Federativa Jugoslava. Qui le intenzioni di Stalin di applicare anche in questo paese i criteri adottati altrove si scontrarono con la fermezza di Tito. Tutto ciò condusse ad una rottura tra Mosca e Belgrado. Tito fu condannato e insieme al partito comunista jugoslavo fu definito “deviazionista”, accusato di tradimento e sabotaggio. Ma Tito forte dell’appoggio popolare non desisté dal suo atteggiamento indipendente.

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