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La Rivoluzione agricola


Nel 1700 l’Inghilterra diventa una delle forze economiche più potenti d’Europa, grazie ai successi ottenuti negli anni precedenti con Elisabetta I, ed era dovuto anche al fatto che era abbastanza preparata in campo marittimo dato che aveva la più grande flotta mai esistita, oltre tutto ciò la spagna si troverà costretta a cedere l’Asiento dato la crisi in cui era essa, e ciò comporterà all'acquisizione a favore dell’Inghilterra del commercio triangolare, da qui iniziò lo scambio di merci tra l’Inghilterra e le sue colonie americane .

Ed è proprio in questo periodo che si ha la rivoluzione industriale ma sarà la rivoluzione agricola che permetterà a ciò di avvenire.
La rivoluzione agricola inizia dal momento in cui si ha il passaggio da campi aperti a campi chiusi, ovvero la recinzione dei campi, e la nascita della proprietà privata, la nascita dei primi imprenditori e un accumulo di capitali di cui una parte veniva investita per l’acquisto di nuovi materiali e un’altra parte andava in banca.
Nasce così il sistema finanziario moderno, in cui i capitali depositati in banca vengono gestiti e usati per aiutare altri piccoli imprenditori con dei prestiti aventi tasso di interesse.
Nei mesi in cui il contadino non lavorava, egli riceveva un piccolo telaio su cui lavorare dei pezzi di stoffa, fornito da un imprenditore, una volta finito il prodotto l’imprenditore dava un minimo salario all'operaio, e vendeva il prodotto finito, da qui sì ha la nascita del telaio meccanico.
Dato che il telaio meccanico non poteva stare nella locanda per le notevoli le dimensioni che aveva, si ha la nascita delle industrie, per mettere in funzione il telaio dato che la forza umana non sarebbe sufficiente inizialmente si mettevano lungo i corsi d’acqua o nelle alture così come da sfruttare l’energia eolica o idrica.
Tutto ciò venne risolto da Watt che inventò la macchina a vapore, che trasformò il moto verticale del pistone, che era in funzione grazie al vapore, in moto rotativo.
Nasce così la fabbrica la quale non doveva essere necessariamente collocata vicino a corsi d’acqua o in alture ma grazie alla macchina a vapore si poteva collocare anche in città, abbiamo dunque la nascita della città industriale.
Per il trasporto di merce veniva utilizzato le locomotive a vapore, che sfruttava l’energia termica del carbone fossile per azionare un motore a vapore costituito da pistoni, questo veniva utilizzato non solo per i trasporti terreni ma anche per quelli marittimi, nasce così la nave a vapore.
La città industriale era il quartiere operaio e anche malfamato dato che gli operai erano malpagati in città. Gli operai non erano altro che contadini che cercavano una vita migliore trasferendosi in città e vendendo i propri beni, ma capirono troppo tardi che non fu una buona idea e l’unica via restante per vivere era la vita operaia. Più avanti gli operai capiranno di essere loro il braccio meccanico dell’industria, e inizieranno a ribellarsi facendo scioperi per ottenere condizioni igieniche e salari migliori.
L’imprenditore capì che le abilità manuali migliori le possedevano i bambini e le donne, con salari quasi un mezzo di quello del comune operaio, le imprese iniziano a gestire il lavoro manuale di bambini e donne lasciando così l’uomo senza lavoro. Essendo senza lavoro inizia la piaga dell’alcolismo, non avendo niente da fare si dava all'alcool.
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