Asayuna di Asayuna
Ominide 23 punti

Il risorgimento italiano


L’Italia della Restaurazione e dei moti carbonari


Dal 1859 fino al 1861 l’Italia, dapprima frammentata in diversi Stati, divenne uno Stato nazionale unitario dopo un lungo e difficile processo, data l’influenza austriaca.
Dopo il congresso di Vienna le repubbliche di Genova e Venezia sparirono, e venne di nuovo suddivisa tra le dinastie che precedentemente la regnavano, ossia gli Asburgo di Vienna.
Oltre alla rivolta per la libertà ed indipendenza, in Italia vigeva anche un senso di rivendicazione nazionale, che già si stava manifestando a fine Settecento con la venuta della Rivoluzione francese; per questo vi fu grande opposizione in questo restauro di regimi, che portò dal 1815 varie cospirazioni – stroncate sul nascere. Nel frattempo si era però creata la Carboneria, una società segreta che aspirava ad un governo costituzionale; i suoi membri, legati da un patto giurato, si appoggiavano tra loro e lottavano per la libertà politica, anche se all’interno dell’idea di mantenere la monarchia.
Nelle rivolte del 1820 e 1821 giocarono un ruolo essenziale: la prima, nel Regno delle Due Sicilie, fece rassegnare il re Ferdinando I a concedere la Costituzione quasi senza reagire, elaborata sullo stampo di quella di Cadice del 1812. Il nuovo regno costituzionale non durò molto: oltre che alle rivolte, l’Austria intervenne per conto del re, revocando la Costituzione.
Intanto anche nel Regno di Sardegna scoppiava una nuova ribellione: un gruppo di giovani ufficiali iniziarono a volere non solo la Costituzione, ma anche la liberazione del regno Lombardo-Veneto e l’istituzione di un regno liberale dell’Alta Italia; il leader della rivolta Santarosa aveva trovato anche sostenitori lombardi che, considerati cospiratori, furono scoperti ed arrestati. Santarosa sperava però ancora di poter contare sul re Carlo Alberto di Savoia.
Nel frattempo il re di Sardegna Vittorio Emanuele I abdicò, facendo salire al trono come reggente Carlo Alberto, che firmò la Costituzione, chiedendo successivamente allo zio Carlo Felice l’intervento della Santa Alleanza per reprimere l’insurrezione; così, sconfitti a Novara, vennero repressi militarmente e politicamente.
Nel frattempo, grazie alla Rivoluzione parigina, delle prime insurrezioni permisero la conquista di Modena e Parma all’inizio del 1831, atto che portò l’estensione della rivolta fino all’Umbria, costituendo un governo provvisorio che venne una seconda volta represso dalle truppe austriache; il leader modenese venne giustiziato.

Il dibattito risorgimentale


Nei primi anni trenta Giuseppe Mazzini, affiliato della Carboneria, fondò la Giovine Italia, una nuova organizzazione clandestina che mirava a costruire un’Italia unita basata sulla libertà, indipendenza e repubblica di fratelli, alla quale era fondamentale avere un consenso generale, dato che avrebbe dovuto vedere in primo piano le masse popolari; definiva inoltre il suo progetto come una sfida a tutti i monarchi italiani e al governo austriaco.
Negli anni trenta la Giovine Italia organizzò perlopiù sommosse stroncate sul nascere o facilmente represse, vedendola così costretta a sciogliersi nel 1834.
Mazzini così in esilio fondò all’estero la Giovine Europa, trovando annessioni da parte di esuli stranieri, per poi trasferirsi a Londra, dove fondò nuovamente la Giovine Italia, dirigendo da lontano il suo progetto. 10 anni dopo lo scioglimento, nel 1844, i fratelli Bandiera, ufficiali della Marina austriaca, tentarono una spedizione in Calabria, trovando puro disinteresse da parte dei popolani; furono così catturati e uccisi.
Il punto debole di Mazzini era la scarsa conoscenza dei problemi presenti, che causava così lo scarso aderimento; nonostante ci fosse un malcontento e un’insofferenza, la popolazione aspirava ad un contenimento dell’impero austriaco ed una libertà politica. Così Gioberti, Balbo e d’Azeglio formularono nuovi piani: Gioberti pensò al papa come promotore del processo, idealizzando una confederazione di stati sotto la sua guida. Balbo, invece, puntava all’indipendenza dall’Austria grazie all’aiuto dei Savoia. D’Azeglio, infine, poneva come obiettivo delle riforme moderate a stampo liberale.

1848: il sogno della nazione


Con l’elezione del nuovo pontefice Pio IX nel 1846, egli divenne un simbolo per tutti i liberali d’Italia, data la sua inclinazione ad introdurre riforme a stampo liberale nello Stato pontificio.
In Italia vi erano in molti a reclamare la Costituzione, così si accese una prima rivolta a Palermo, che nel 1848 spinse Ferdinando II di Borbone a proclamarla; a seguirlo vi furono anche Carlo Alberto di Savoia, Leopoldo II di Toscana, e lo stesso Pio IX. Varie, nuove insurrezioni sembravano voler giungere alla medesima tappa: scacciare l’Austria e ottenere l’indipendenza. Così anche Venezia e Milano ottennero, dopo numerosi sforzi, una nuova e libera repubblica, mentre il Piemonte di Carlo Alberto proclamava guerra agli Asburgo, venendo poi seguito dagli altri regnanti: iniziò così la Prima guerra d’indipendenza, alla quale molti volontari aderirono. Non appena però le intenzioni di Carlo Alberto si fecero meno chiare, così pensando c’egli voleva solamente espandere il segno sabaudo, il papa, il granduca di Toscana e il re delle Due Sicilie ritirarono il loro appoggio, sancendo la sconfitta dei Savoia e dei volontari.
Nel 1849 un’Assemblea costituente – nella quale erano presenti anche Mazzini e Garibaldi, proclamò la decadenza del potere papale, il quale si era rifugiato a Gaeta dopo che il conflitto divenne interno allo Stato, istituendo la Repubblica romana. Preso potere in Toscana, spinsero nuovamente Carlo Alberto a dichiarare guerra all’Austria, che venne nuovamente sconfitto, lasciando spazio a suo figlio Vittorio Emanuele II di diventare re. Nel frattempo, gli austriaci avevano riconquistato a fatica Venezia, sancendo la caduta della Repubblica romana, che spinse il Regno delle Due Sicilie e quello di Toscana a revocare la Costituzione, lasciando come unico governo rivoluzionario quello della Sardegna.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email