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Repubblica di Salò e massacri delle Foibe



La Repubblica di Salò, nota anche come Repubblica socialista italiana, risponde a tre funzioni: primo, combattere la resistenza partigiana dando vita a una guerra civile italiana; secondo, contribuire attivamente allo sterminio degli ebrei italiani (il 16 ottobre 1943, oltre 10000 ebrei romani vengono deportati in Germania); terzo, punire traditori come Galeazzo Ciano, ex ministro degli esteri e genero del duce, condannato a morte per aver votato l’ordine del giorno Grandi.

Contestualmente alla formazione della Repubblica di Salò, l’esercito italiano subisce pesanti ritorsioni da parte dei tedeschi. In Italia, 40000 soldati sono massacrati perché si rifiutano di arrendersi. All’estero, tra Jugoslavia, Albania, Grecia e Russia, 600000 soldati vengono internati nei campi di prigionia tedeschi.
Tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945, in Istria e nella Venezia-Giulia, alcune migliaia di italiani sono vittime di due violente rappresaglie da parte dei partigiani Jugoslavi: sono i cosiddetti «massacri delle Foibe», in cui i corpi di militari e civili vengono gettati nelle cavità carsiche per ragioni politiche, economiche e razziali.
All’indomani dell’8 settembre, i partiti antifascisti italiani fondano a Roma i Comitati di liberazione nazionale (CNL) per coordinare la resistenza. Parallelamente nascono le prime brigate partigiane composte da comunisti, nazionalisti, socialisti, democristiani e anarchici: tra queste i più importanti sono i GAP (gruppi di azione patriottica) e il SAP (squadre di azione patriottica)