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Referendum e elezioni

Il 2 giugno 1946 in Italia furono indette le prime elezioni politiche libere dopo il crollo della dittatura fascista. Per la prima volta anche le donne poterono esercitare il diritto di voto.
Gli elettori dovevano scegliere con un referendum tra monarchia e repubblica e dovevano eleggere i loro rappresentanti nell’Assemblea costituente, ovvero quella che aveva il compito di elaborare la nuova Costituzione dell’Italia democratica.
Gli italiani scelsero la Repubblica (12.717.923 voti contro 10.719.284), ma non ovunque allo stesso modo: il Centro ed il Nord votarono per la repubblica, il Sud per la monarchia.
All’interno dell’Assemblea costituente ottennero più voti tre partiti: la Democrazia cristiana (DC), il cui segretario era Alcide De Gasperi (207 seggi), i socialisti (la cui sigla era PSIUP, Partito socialista italiano di unità proletaria), guidati da Piero Nenni (115 seggi), i comunisti (PCI, Partito comunista italiano) che avevano come segretario Palmiro Togliatti (104 seggi); vi era perciò un certo equilibrio tra lo schieramento di centro-destra (DC) e quello di sinistra (PCI e PSIUP).

Accanto a questi partiti di massa erano presenti alcune forze minori che si richiamavano alla tradizione liberale.
N.B
Data importante 2 giugno 1946: entrò in vigore l’attuale Costituzione e quest’ultima stabiliva i diritti e i doveri dei cittadini e l’ordinamento dello Stato.

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