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Forme di opposizione verso la Restaurazione

La Restaurazione consisteva nel ripristinare i valori e riconsegnare i beni e il trono cambiati da Napoleone.
La forma di opposizione maggiore furono le società segrete – formate da esiliati e dissidenti politici- che si espansero in tutta Europa formando una rete di connessione. In Italia era presente la Carboneria.
Gli scopi di queste società segrete erano:
- Rendere indipendente lo stato o ottenere una costituzione tramite una insurrezione
- Far ottenere diritti ai ceti più bassi
Tuttavia le reali possibilità di raggiungere questi scopi erano pochissime, siccome essendo segrete non potevano avere l’appoggio della popolazione e avevano dei dissidi interiori notevoli.

Prima ondata di moti

Nel 1820 scoppia a Cadice la prima insurrezione di truppe che si ribellano al Re di Spagna, che si ritrova obbligato a ripristinare la Costituzione presente del 1812. Si replica l’evento in Portogallo.
Nello stesso anno, nel Regno delle Due Sicilie la forma militare giura fedeltà ai ribelli. Contemporaneamente Palermo e Napoli si dividono, diventando indipendenti.
Nel 1821 il Piemonte insorge perché vuole passare a una monarchia costituzionale e conquistare l’Indipendenza Italiana eliminando i possedimenti austriaci in Italia. Il Piemonte si coalizza con la Lombardia, perché gli permette di avere l’appoggio di Carlo Alberto di Savoia, erede al trono ritenuto di impronta liberale. Cercano di indurre il sovrano a firmare la Costituzione ma il sovrano preferisce abdicare, la reggenza viene così assunta da Carlo Alberto. Inizialmente Carlo Alberto concesse la Costituzione, successivamente ritirò il suo appoggio e attaccò militarmente i patrioti.
Gli stati che facevano parte della Santa Alleanza si riunirono in due congressi, a Troppau e Lubiana, dove affrontarono il problema delle rivoluzioni. Il primo ministro austriaco Metternich proponeva un intervento armato, mentre Francia e Gran Bretagna erano in totale disaccordo temendo lo scoppio di un’ulteriore rivoluzione. La soluzione fu trovata da Ferdinando I che tuttavia chiese l’intervento austriaco in Italia. Spagna e Portogallo lo chiesero nel 1824, la Russia nel 1825. La Grecia riuscì ad ottenere però l’indipendenza dai turchi grazie ai moti rivoluzionari.

Seconda ondata di moti

Inizialmente tutti i moti rimangono sopiti. Attorno al 1830 si crea una nuova fase di insurrezioni in Francia. Luigi XVIII rese la monarchia costituzionale sempre più conservatrice, spinto dai sostenitori dell’assolutismo.
I liberali, per la maggior parte borghesi, sono i leader del movimento liberale, che ottiene sempre più consenso. Il liberali appoggiano il popolo che per la prima volta elegge la salita al trono di un regnante, Filippo D’Orléans. La Francia diventa una monarchia orléanista, molto più moderna rispetto al passato e con un parlamento che aveva lo scopo di limitare il potere del sovrano. Filippo rimase in carica fino al 1848.
La Francia si chiama fuori dalla Santa Alleanza e si rifiuta di aiutare gli altri paesi nelle guerre.
Nel 1831 in Emilia Romagna nascono dei moti rivoluzionari, ma non riescono a conquistare l’indipendenza. Sempre nel ’31 in Inghilterra si chiede l’espansione dei diritti, ottengono: un quasi suffragio universale, privilegi per le classi minori, bonifica dei sobborghi, e vengono aumentati i seggi elettorali tramite la Reform bill (da 450 mila a 650 mila elettori).
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