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Il partito nazionale socialista dei lavoratori tedeschi, partito nazista nasce nel 1920 anche se fino a 1928 non se lo fila nessuno. Si agita, fa cose brutte, farà il Putsch di Monaco di Baviera, un tentato colpo di mano che avrebbe dovuto coinvolgere una parte di esercito nella speranza che potesse aiutare Hitler e Hunderdorf a rovesciare la Repubblica nel 24. Questo tentativo viene sventato e nel 25 Hitler viene arrestato e scrive il Mein Kampf in cui ci sono le sue farneticazioni a fondamento dell'ideologia nazista.
Propaganda del PNSLT, 24 febbraio 1920:
1. Noi chiediamo l'unione di tutti tedeschi in base all'autodeterminazione dei popoli per la formazione di una Grande Germania (superiorità dei tedeschi). Chiedono l'annessione dell'Austria, della regione dei Sudeti, della Polonia, dell’Alsazia e della Lorena, quelle regioni tolte allo Stato tedesco.
2. Revisione dei trattati di Versailles e San Germaine, i fratelli austriaci vittime di scelte ingiuste. Programma nazionalistico che pensa così da sempre, non muta come quello italiano. La Germania vuole dominare fuori dei suoi confini.

3. Volksgenosse: nato dal popolo tedesco, motivo originario del popolo. Viene teorizzata questa natura della razza nazionalistica e razzista. Negano il diritto di cittadinanza a chi non è di sangue tedesco. È un partito anti-ebraico ab initio, anti-semita. Il fascismo lo diventa dopo il 38: fu prima anti-comunista, poi razzista ma non prettamente anti-semita.
Segue a questo articolo la richiesta di espulsione dall'amministrazione dello Stato dei giovani non volksgenosse. Una germanizzazione dello Stato tedesco. Ci sono allusioni a tesi che potremmo definire populiste/socialisteggianti: si chiede l'esproprio delle terre e la lotta contro il grande latifondo. Una volontà espropriativa che richiama i fasci, d'altro canto si chiama nazionalsocialista. Questo programma rimane circoscritto ad una ristretta cerchia di persone.
Nel 21 la commissione preposta alla pace individua l'aumentare di questo debito che viene quantificato in 132 miliardi di marchi d'oro da pagarsi in rate annuali per quarant'anni che corrispondeva a 1/4 del Pil. Era un salasso, tenendo conto che era stata privata di alcune terre. Il Reichstag e la Repubblica di Weimar decidono di pagare questo debito alzando le tasse, tagliando alla spesa sociale, ed emettendo molta carta moneta che determinò una pesantissima inflazione. Questa scelta ebbe conseguenze che furono disastrose tra cui il peggioramento delle condizioni di vita della popolazione. Il popolo pagò un prezzo molto alto determinando un processo inflattivo grave, la perdita di valore della moneta, e gente che aveva soldi se li vide vanificare. Nel 23 i tedeschi decisero di non pagare più il debito come forma di lotta e protesta. La Francia occupò il bacino della Ruhr, un bacino ricchissimo di minerali che insieme alla Saar era una delle regioni che produceva la ricchezza. La risposta fu l'invito a coloro che lavoravano lì di non produrre. Fu una resistenza passiva. Lo Stato si fece carico di coloro che vivevano lì e la situazione precipitò: la spirale inflattiva accrebbe, perché la Germania non poté più usufruire di quanto in questa regione si produceva. L'inflazione subì un'impennata spaventosa mai vista nella storia e il marco perse tutto il suo valore: per un pezzo di pane serviva una carriola di marchi. L'inflazione crebbe dissolvendo enormi patrimoni. In questo quadro il nazismo speculò politicamente. Il Putsch di Monaco avrebbe dovuto sollevare la popolazione tedesca. I nazisti tentarono di legarsi ai vertici dell'esercito tedesco che avevano maldigerito la sconfitta, a quella parte di alti ufficiali e alla popolazione. Non accadde né l’uno né l'altro. Hitler venne condannato a cinque anni che poi furono stranamente condonati ad un anno. In quel periodo la tensione fu inenarrabile, tra il 22 e il 23 perché questa Repubblica fu molto debole politicamente e gli attentati si moltiplicavano. C'è una situazione di violenza molto grave tale per cui la Repubblica visse anni di difficile governo della situazione. Una parziale svolta sembrò aprirsi quando andò al governo un industriale di nome Stresemann che creò un governo di unità nazionale. Tesi: era necessario convincere la comunità internazionale che occorreva mettere la Germania nelle condizioni economiche di poter pagare il debito (gli avevano occupato i bacini e sottratte le risorse). Pensò di avviare tutta una serie di trattative rivolte alla comunità internazionale per convincerla del fatto che la Germania dovesse essere messa in condizioni favorevoli. A questa richiesta risposerò gli Stati Uniti d'America i quali si resero disponibili a prestare soldi alla Germania con il patto Dawes. Questo patto consentiva alle banche americane con l'avallo dello Stato americano di prestare soldi ai tedeschi e con questi enormi debiti la Germania avrebbe potuto migliorare le sue capacità produttive. Questo accade nel 25 e nel 29 si apre una crisi finanziaria spaventosa che induce gli USA a chiedere ai paesi europei i soldi che aveva prestato per la prima guerra mondiale e poi per la ricostruzione. Questo obbligo statunitense mise tutti in grande difficoltà. Tutti si chiusero in una fase di protezionismo e questa imposizione fu catastrofica nei confronti dei tedeschi. Assistiamo ad un'impennata di adesioni al partito nazista dopo il 29. Inizialmente aveva il 2/3% di consensi, una realtà marginale che divenne dopo il 29 un punto di riferimento su cui l'indignazione tedesca confluì. I nazisti fornivano un capro espiatorio, l'individuazione del nemico, un nemico interno razziale o politicamente diverso indicato negli ebrei, cosa incredibile perché gli ebrei erano da sempre tedeschi. Il 40 gennaio del 33 Hindenburg consegna a Hitler, il Fuhrer, capo del partito di maggioranza, il compito di formare un nuovo governo. Usò l'espressione emblematica "dobbiamo tapparci il naso per entrare in parlamento".
19 novembre del 32 - lettera degli industriali. Nella Repubblica di Weimar va contro il parlamento accusandolo di causare le lotte dei partiti che creano disordine. ‘Dovere morale chiedervi che ci sia un governo che raccolga la maggioranza. Non vogliamo favorire nessuno ma crediamo che il partito nazista sia in grado di stoppare le lotte di classe e creare un'economia solida’. In questa fase c'è già stato un controllo degli industriali. Nei capisaldi del partito nazista viene teorizzata la conquista imperialistica, l'idea di una razza padrona che dovrà dominare l'intero pianeta. Questa razza padrona è stata quella che è riuscita a mandare avanti l'umanità in quanto ha dominato. Finalmente la razza ariana ha mandato avanti la storia. Eliminiamo tutti quelli che sono handicappati, impediamo loro di riprodursi: sterilizzati forzatamente. Promettono una politica di potenza che piace molto agli industriali. "Conquisteremo e domineremo" e si rimette in moto l'economia stagnante facendo guerre.
Governo di coalizione a cui parteciparono tre nazisti, relativamente pochi. L'occasione per sbloccare questa situazione si presenta quando il 28 febbraio scoppiò un incendio al Reichstag. Su questo incendio la storiografia si è sbizzarrita perché formalmente è stato appiccato da un olandese pazzo che era un comunista. Non si sa bene in realtà chi sia stato e se l'abbia fatto tutto di testa sua o se la mente era quella nazista ma certo è che questa occasione consentì a Hitler di organizzare un’armata in senso reazionario perché dà vita a una legislazione chiamata di emergenza. In nome dell'articolo 48 fa indire al presidente della Repubblica l'emanazione di una serie di articoli per impedire lotte comuniste. Vengono abrogati articoli della libertà personale, diritto di segregazione e stampa. Si introduce la punizione con la morte per gli atti che mettono in pericolo l'incolumità. Chi tenta di uccidere il presidente dei Reich o chi è d'accordo verrà ucciso.
Sempre il 24 marzo del 33 viene approvata la legge per la rimozione della crisi del popolo e dello stato. Il potere esecutivo, il governo, prende il potere legislativo. Le leggi del governo possono scostarsi dal testo della costituzione di Weimar e vengono dettate dal cancelliere ed entrano in vigore il giorno successivo. Entro il mezzo di luglio vengono sciolti tutti i partiti di opposizione.

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