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Il partito socialista

Dopo il 1° conflitto mondiale il partito socialista risulta molto diviso al suo interno. Era diviso in 2 correnti: massimalista (corrente rivoluzionaria che non credeva nell’importanza delle riforme, bensì nella rivoluzione e aveva come punto di riferimento politico ciò che accadde in Russia che portò alla nascita di uno stato comunista. La corrente massimalista continuava ad avere rapporti con la corrente russa o meglio bolscevica. Il bolscevismo è un fenomeno politico rivoluzionario avvenuto nel 1917 nato grazie alla rivoluzione del comunismo sovietico. Questo viene visto come un modello da emulare dal partito massimalista. Questa corrispondenza aumenterà la divisione all’interno del partito socialista il quale era già diviso in partito riformista e massimalista. I conflitti quindi aumenteranno sempre di più fino ad avere nel 1921 un punto di rottura. La corrente massimalista nel 1921 con a capo Antonio Gramsi si distaccherà e darà avvio alla nascita del PCI, partito comunista italiano. Il partito socialista rimarrà come partito riformista non più quindi rivoluzionario. Si è creato quindi un partito che ha la rivoluzione come base seguendo l’ideologia dei capi del comunismo come Karl Marx.Che sarà quello che imitando il partito bolscevico russo appoggierà uno stato comunista.

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