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Nazionalsocialismo


Dopo l’avvento al potere del fascismo, il primo dei regimi totalitari tra quelli che si affermarono nel XX secolo, si svilupparono il comunismo in Russia e il nazionalsocialismo in Germania. Quest’ultimo, conosciuto con l’abbreviazione di “nazismo”, rappresenta l’ultimo dei totalitarismi affermatisi nel corso del novecento. Alla vigilia della Seconda Guerra mondiale solamente due stati presentavano ancora il sistema liberal-democratico: l’Inghilterra e la Francia. Questo dato è molto rilevante in quanto alla fine degli anni trenta l’Europa era caratterizzata da un sistema politico fondato sul potere nazista in Germania. Gli avversari del blocco totalitario erano principalmente i Paesi liberali, anche se durante la guerra la Francia fu quasi totalmente occupata e il sistema liberal-democratico venne sostituito da un governo filofascista. In definitiva l’unico Stato europeo in grado di resistere al fascismo fu l’Inghilterra: ciò fu reso possibile solo grazie all’intervento degli Stati Uniti d’America, i quali si definiscono giustamente “coloro che hanno salvato la democrazia”.
Il regime totalitario nazista si affermò nel 1933, anno in cui venne approvato il decreto dei pieni poteri, provvedimento che incentrò il potere nelle mani di Hitler. Il fascismo era invece in vigore già da un decennio e per questo motivo Hitler prese il sistema mussoliniano come punto di riferimento. Al modello autoritario e alla concezione dello stato che il fascismo aveva affermato in Italia, secondo cui lo Stato aveva il primato su tutto e la società non poteva organizzarsi autonomamente, il nazismo aggiunse un elemento particolare che caratterizzò fin dalle origini il nazionalsocialismo: l’elemento razziale. Nell’ideologia nazista persisteva il concetto secondo cui in Europa esisteva una razza superiore alle altre: la razza che discende dalle vecchie dominazioni germaniche, cioè quella tedesca. Questa razza, che coincide quindi con le popolazioni germaniche (espressione con cui i tedeschi non si riferiscono solo a chi vive in Germania ma a tutte le popolazioni che hanno origini germaniche, quali ad esempio gli austriaci), costituisce la grande razza tedesca, destinata secondo i razzisti a comandare e dominare il resto del mondo. Tale aspetto razziale costituisce l’elemento fondamentale dell’ideologia razzista e si proietta anche nell’idea del “pangermanesimo”. Questo progetto di dominio razziale si doveva concretizzare nella sottomissione delle altre razze; in particolare esso assume la forma della soppressione della razza ebraica, individuata come razza inferiore e pericolosa per il resto dell’umanità. Si parla dunque di antisemitismo. È quindi necessario differenziare il concetto di razzismo da quello di antisemitismo: il razzismo è qualunque atteggiamento che prevede o afferma la resistenza di razze superiori alle altre e, quindi, l’idea secondo cui l’umanità possa essere divisa in razze, mentre l’antisemitismo è il razzismo applicato ad un gruppo sociale ben preciso, cioè gli ebrei. L’antisemitismo ebbe origine nel medioevo poiché la diffusione del cristianesimo si accompagnò anche ad una considerazione negativa e persecutoria nei confronti degli ebrei i quali, man mano che il cristianesimo si affermava, erano considerati pagani ma anche deicidi, motivo per cui sono stati sempre perseguitati. Il nazismo utilizzò l’antisemitismo come elemento di unificazione dei popoli tedeschi: Hitler lo strumentalizzò tramite l’uso della violenza. Questa violenta forma di razzismo sfocerà durante la seconda guerra mondiale nel cosiddetto “olocausto”, sterminio che non colpirà esclusivamente gli ebrei, ma anche gli zingari, gli omosessuali, i testimoni di Geova, i disabili e gli oppositori politici. L’ideologia nazista è caratterizzata anche dal progetto del pangermanesimo secondo cui tutti i popoli germanici dovessero essere governati da un unico grande regno: la grande Germania. Dopo che Hitler si accorderà con Stalin per la spartizione della Polonia, accordo che prende il nome dai due ministri che stipularono l’accordo (Ribbentrop-Molotow), si giunse allo scoppio della seconda guerra mondiale. Il 1 settembre del 1939 i tedeschi invasero la Polonia e questo gesto decretò l’inizio del conflitto. In seguito a ciò, infatti, Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania.
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