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Moti liberali – Napoli, Sicilia e lombardo-veneto



Nel periodo del 1820-1821 iniziarono diversi tentativi di insurrezione contro i regimi assolutisti, che inizialmente partirono dalla Spagna, ma poi si diffusero in tutta Europa, compresa l'Italia, tra cui Napoli, la Sicilia e il lombardo-veneto.

A Napoli e in Sicilia:
- 1820 -> moto liberale a Nola, a Napoli con l’appoggio delle truppe con a capo il generale Guglielmo Pepe.
- Il re delle Due Sicilie, Ferdinando I concede una Costituzione, mentre anche in Sicilia scoppia la rivolta.
- La Santa Alleanza invia l’esercito austriaco in Italia per ristabilire l’assolutismo, sconfiggere le truppe costituzionalistiche e far abolire da Ferdinando I (che era rientrato a Napoli nel marzo del 1821) la Costituzione.
Nel lombardo-veneto:
- è presente un’organizzazione segreta guidata da Federico Confalonieri che condivide le aspirazioni della carboneria
- la rigida censura che era presente in questo territorio non rendeva facile la circolazione delle idee in contrasto con la politica presente, si continua però a scrivere e a discutere incoraggiando gli italiani a raggiungere la libertà e l’indipendenza
- a Milano veniva pubblicata la rivista “conciliatore” che viene sospesa dopo un anno
- nel 1820 la polizia scopre a Milano una “vendita” carbonara e arresta anche Silvio Pellico che viene condannato a morte, la pena viene poi sostituita in carcere duro dove rimane per dieci anni. Quando esce scrive un libro di memorie “Le mie prigioni” a sfavore dell’Austria