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I moti del 1820 in Spagna, Portogallo, Regno di Napoli e di Sicilia

Le idee del liberalismo e i principi democratici fomentarono i moti del ’20 e del ’30, che innescheranno una reazione a catena simile a quella famosa che avverrà nel ’48: l’avvio è in un’unica nazione ma poi la rivoluzione si propaga in tutta Europa, seppur con alcune differenze. La Grecia fu l’unica delle nazioni in cui le rivolte degli anni ’20 portarono a un risultato, nelle altre queste vennero stroncate o scoperte e dunque fermate sul nascere.
Nel 1820, tutto ha origine dalla Spagna, dove si voleva ripristinare la Costituzione di Cartage del 1812 che dopo la Restaurazione era stata revocata. Il movimento popolare iniziò a farsi notare ammutinando i porti e dunque non consentendo ai contingenti dell’esercito che dovevano recarsi in America Latina per fronteggiare i moti indipendentistici di partire (pertanto in un certo senso la Spagna aiutò il Sud America a fronteggiare la Spagna stessa).
Dopo la Spagna e il Portogallo, a insorgere fu il Regno di Napoli, che sebbene facesse parte del Regno delle Due Sicilie (Napoli, Sardegna e Sud Italia tutto) insorse in maniera separata.
Fu proprio questo a muoversi in quanto i Borbone, che regnavano a Napoli, erano di discendenza spagnola pertanto venivano influenzati da ciò che accadeva nella penisola iberica; la rivoluzione partì a Nola, città vicina a Napoli, per iniziativa di due carbonari, Morelli e Silvati, che trovarono l’appoggio anche di numerosi soldati dell’esercito.
Anche i napoletani desideravano una costituzione, ma la rivoluzione non venne nemmeno messa in atto perché non aveva l’appoggio del popolo: le masse italiane non erano preparate a livello sociale, di consapevolezza o di cultura ed erano pertanto totalmente disinteressate.
Ottennero la costituzione, ma non vi fu alcuna conseguenza rilevante alla pari della Rivoluzione Francese.
In Sicilia, invece, ci fu un altro moto per motivazioni diverse, tant’è che si parla di “Questione Siciliana”: a Palermo i moti si configurarono per rendersi indipendenti da Napoli e diventare stato a parte. Questa rivolta aveva l’appoggio del popolo, infatti le masse popolari avrebbero voluto che si staccasse, ma venne domata perché i regnanti chiesero aiuti alle truppe straniere.
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