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Moti del 1830 - 1833

La politica reazionaria del nuovo re di Francia Carlo X (1824-1830) ebbe come unico effetto quello di aprire un nuovo periodo rivoluzionario nella storia della Francia: sebbene il sovrano e il suo ministro Polignac avessero cercato di addormentare il paese con una diversione militare (impresa di Algeri), le ordinanze del 26 luglio 1830 provocarono l'insurrezione del popolo di Parigi (27-29 luglio), che pose fine al regno di Carlo X e del ramo primogenito dei Barboni.
Sul trono vacante sale, dopo qualche giorno, Luigi Filippo del ramo dei Borbone-Orléans (7 agosto 1830).
La rivoluzione parigina ebbe immediate ripercussioni in quasi tutta l'Europa e fu seguita dalla separazione del Belgio (accordo dei liberali e dei cattolici) dal regno dei Paesi Bassi (inizio della rivolta il 25 agosto 1830; proclamazione dell'indipendenza belga il 4 ottobre), dalla insurrezione della Polonia russa (29 novembre 1830), da agitazioni liberali nella confederazione elvetica e in quella germanica.

Il nuovo re dei Francesi svolse all'inizio una politica tortuosa: mentre all'interno dava il potere ai capi del partito del movimento per poi abbandonarli definitivamente e favorire il partito della resistenza (costituzione del gabinetto di Casimir Périer), all' estero incoraggiò i moti liberali, in difesa dei quali proclamò il principio del non intervento contro l'opposto principio dell'intervento che era proprio delle potenze della Santa Alleanza, e nello stesso tempo diede positive assicurazioni conservatrici alle potenze europee. Così, il principio del non intervento fu fatto rispettare dalla Francia unicamente nel caso della rivoluzione belga, nella quale essa aveva degli interessi diretti; non negli altri paesi, il fatto internazionale più importante di questo periodo fu, tuttavia, l' intesa anglo-francese, stretta dal Talleyranct; grazie ad essa il Belgio ebbe riconosciuta la propria indipendenza sotto Io scettro di Leopoldo l di Sassonia-Coburgo (1831-1865) e i regimi costituzionali di Spagna e di Portogallo poterono difendersi e reagire all'offensiva reazionaria di don Carlos e di don Miguel (Quadruplice liberale). L'alleanza operò meno positivamente nel settore italiano: qui nel febbraio 1831 erano insorte Modena, Bologna, Parma e buona parte delle legazioni pontificie; queste ultime diedero vita al Governo delle Provincie Unite, mentre Modena e Parma davano vita a delle repubbliche separate. Ma la Francia non si mosse a favore degli insorti e il moto fu domato prontamente dalle truppe austriache del Frimont.
Analoga sorte subì l'insurrezione polacca ad opera delle truppe russe.
Una reazione spietata sopravvenne negli stati italiani ad opera dei restaurati sovrani (Maria Luisa di Parma, Francesco IV di Modena, papa Gregorio XVI) e in Polonia ad opera dello zar Nicola l; inoltre, sul piano diplomatico, il convegno di Munchengratz (settembre 1833) oppose al Quadruplice liberale il blocco reazionario delle tre corti del Nord (Austria, Prussia, Russia), nuova incarnazione dell'antica Santa Alleanza.
All'interno, la monarchia di luglio assunse assai presto un volto rigorosamente classista, identificandosi con il trionfo della borghesia capitalista; ma dovette lottare a lungo contro l'opposizione di destra ( legittimismo ; avventura di Maria Carolina duchessa de Berry) e contro quella di sinistra (partito repubblicano; prime pattuglie socialiste). Infine, anche il bonapartismo costituì fino al 1832 (morte del duca di Reichstadt) una pericolosa minaccia.

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