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Febbraio 1848, la Rivoluzione in Francia

In Francia, l’opinione pubblica si era allontanata dal Re Luigi Filippo e della classe dirigente liberal-moderata, poiché volevano un ampliamento del suffragio, in modo che tutto potessero partecipare alla vita politica.

I Gruppi di Opposizione (formati da: repubblicani, radicali e liberali progressisti) organizzano riunioni conviviali private, per raccogliere consensi per una futura riforma alla legge elettorale; il governo però non permette più lo svolgimento di questi banchetti, quindi i gruppi politici di opposizione scendono in piazza a protestare, arrivando anche a scontri diretti con l’esercito; la situazione diventa presto incontrollabile e il Re Luigi Filippo decide di abdicare e di abbandonare la Francia.

L’Opposizione riesce ad entrare nel Parlamento e a nominare un Governo Provvisorio a maggioranza repubblicana.

Il Governo quindi proclama la nascita della Repubblica, precisamente la Seconda Repubblica Francese (la prima era del 1792); successivamente vengono abolite la pena di morte, la schiavitù nelle colonie e la censura della stampa, inoltre viene introdotto il suffragio universale maschile e vengono organizzati gli Ateliers Nationaux, che erano delle fabbriche pubbliche finanziate con un aumento delle tasse delle proprietà terriere.

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