Erectus 3797 punti

La Questione d’Oriente e la guerra di Crimea


Si chiama “Questione d’oriente” un insieme di problematiche legate alle ambizioni delle potenze europee nel Mediterraneo orientale.
Le ambizioni della Russia erano di stabilire una specie di protettorato sui cristiani ortodossi dei Balcani, Rumeni e Slavi, ed ottenere un controllo degli stretti turchi del Bosforo e dei Dardanelli, in modo da poter far passare liberamente la flotta russa dal Mar Nero nel Mediterraneo.
La Gran Bretagna voleva assicurare la sicurezza della “via delle Indie”. Oltre quella che passava dal Capo di Buona Speranza, ce n’era un’altra, per metà marittima e per metà terrestre attraverso il Vicino Oriente. In ogni caso, gli Inglesi volevano impedire ai Russi di penetrare nel Mediterraneo orientale. La loro tesi tradizionale era quella dell’integrità dell’ Impero Ottomano e la chiusura degli stretti
La Francia voleva essere presente nel Mediterraneo orientale. Aspirava ad essere la protettrice dei cattolici oresenti all’interno dell’Impero Ottomano, in modo particolare dei maroniti del Libano. Inoltre la Francia esercitava una notevole influenza culturale ed economica in Egitto.
Anche l’Austria aveva le sue ambizioni. Era poco interessata al Mediterraneo orientale in quanto era una potenza navale di secondo rango. Invece era molto ostile ad una egemonia russa sui Balcani; poiché i Russi l’avevano aiutata a vincere gli Ungheresi, elle doveva tollerare l’occupazione temporanea da parte delle truppe zariste b della Moldavia e della Valacchia, due principati rumeni. Tuttavia essa vuole a tutti i costi tenere in disparte i Russi dall’ Ovest dei Balcani, soprattutto dai principati autonomi della Serbia e del Montenegro, dalle province turche della Bosnia, dell’ Erzegovina e della Macedonia, con il grande porto di Salonicco.
Nel 1841, fu firmata la Convenzione degli stretti con la quale, praticamente vennero realizzati gli obiettivi inglesi. Lo zar Nicola I accettò a malincuore le clausole dell’accordo che prevedevano la chiusura degli stretti in tempo di guerra l’integrità dell’ Impero Ottomano. Comunque lo zar accettò perché in cambio il Sultano promise di proteggere i cristiani e di attuare in loro favore delle riforme, promessa che però non mantenne; infatti i cristiani erano continuamente in sommossa e a questo a facevano seguito, ogni volta, delle repressioni.
A questo si aggiunse la questione dei luoghi santi che finì per trasformarsi in un conflitto franco-russo. A Bethelem, a Gerusalemme e a Nazareth gli ortodossi e i cattolici si disputavano da tempo le dodici chiavi dei santuari. Nel 1808, i cattolici erano stati privati di una parte dei loro diritti e nel 1852, Napoleone III, per acquisire il consenso dei cattolici era intervenuto, ottenendo dal Sultano la restituzione ai cattolici delle chiavi dei dodici luoghi santi. Alla fine i cattolici ottennero alcune chiavi e gli ortodossi le altre, anche se il Sultano fece sapere allo zar che la situazione non sarebbe stata minimamente cambiata.
Tuttavia, lo zar intervenne facendo precipitare la situazione. Infatti egli inviò una numerosa missione a Costantinopoli; con il pretesto di regolare la questione dei luoghi santi, in realtà gli aveva lo scopo di ottenere il riconoscimento di un vero e proprio protettorato della Russia su tutti gli ortodossi dell’Impero ottomano. In questo modo l’influenza russa si sarebbe estesa su tutti i Balcani. Fu così che il conflitto russo-turco di fatto, diventò europeo. La Francia e la Gran Bretagna intervennero e il Sultano sentendosi appoggiato dalle due potenze, rifiutò la proposta dello zar che, di conseguenza, ordinò al suo ambasciatore di lasciare Costantinopoli e dette l’ordine all’esercito di invadere i principati rumeni che facevano parte dell’Impero ottomano. Questa invasione, accellerò i fatti.
L’esercito francese e inglese giunsero vicino ai Dardanelli. Allora fu convocata a Vienna una conferenza degli ambasciatori che propose una specie di protettorato franco russo sui cristiani dei Balcani, proposta che il Sultano rifiutò, spinto dall’atteggiamento bellicoso degli abitanti di Costantinopoli. Fu così che il 4 ottobre 1853, il Sultano dichiarò guerra alla Russia. La Francia e l’Inghilterra temevando che il conflitto stesse minacciando notevolmente l’équilibrio europeo, inviarono l’esercito per difendere Costantinopoli a cui seguì qualche mese più tardi un trattato di alleanza fra Turchia e da un lato e Francia e Inghilterra dall’altro.
Firmato il trattato, fu intimato alla Russia, con un ultimatum, di lasciare immediatamente i due principati rumeni. La Russia non dette alcune risposta ed è così che Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Russia. E’ l’inizio della guerra di Crimea il cui scopo non era solo quello di scacciare i Russi dai due principati rumeni, ma anche e soprattutto quello di distruggere rapidamente la flotta russa Fra gli episodi più noti, dobbiamo ricordare l’assedio di Sebastopoli, che vide anche l’intervento delle Truppe del Regno di Sardegna. Dopo una lunga battaglia la principale fortezza russa fu espugnata e i Russi la evacuarono. Ci fu un momento in cui sembrò che anche l’Austria entrasse in guerra, ma all’ultimo momento si ritirò e al suo posto subentro il Piemonte, inviando un corpo militare.
Finita la guerra, il 25 aprile 1856, Napoleone III convocò i belligeranti a Parigi (compreso anche il Piemonte). Un Congresso a Parigi, per Napoleone III, era una rivincita sul Congresso di Vienna del 1815.
Queste le clausole del trattato, firmato il 30 marzo dello stesso anno:
1) Il Mar Nero diventava neutrale e la Russia doveva limitarsi a possedervi solo delle piccole costruzioni costiere. In questo modo la Russia era per sempre allontanata dalla via delle Indie e dagli stretti che comunicavano col mediterraneo.
2) L’Impero Ottomano riceveva la garanzia che non sarebbe stato smembrato e in cambio il Sultano garantiva l’uguaglianza fra sudditi cristiani e musulmani senza alcun bisogno di protettorato russo.
3) La Moldavia e la Valacchia diventavano autonome, sotto la garanzia delle potenze vincitrici.
4) Il Danubio inferiore, fino alle Porte di Ferro veniva dichiarato fiume internazionale.
Dopo il 30 marzo, il congresso continuò per qualche giorno le sue sedute per discutere i grandi problemi di politica europea. Questo permise a Cavour, che rappresentava il Piemonte, di porre la questione italiana davanti al Congresso e di tessere un’alleanza anti-austriaca con Napoleone III.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017