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Mazzini massone?

Per capire quali rapporti esistevano tra Giuseppe Mazzini e la massoneria, è utile partire dalla data della sua morte: il 10 marzo 1872. Massoni erano coloro che assistettero Mazzini negli ultimi istanti di vita o che accorsero a Pisa nelle ore successive. Le due principali obbedienze massoniche d’Italia, il Grande Oriente d’Italia guidato da Giuseppe Mazzoni e il Supremo Consiglio del rito scozzese di Palermo guidato da Federico Campanella, decisero di onorare Mazzini mobilitando tutte le logge e invitandole a prendere il lutto per sette sedute consecutive.
Il 17 marzo 1872, nel giorno dei funerali, a Roma si svolse una cerimonia che vide la presenza di oltre seicento massoni vestiti di nero e con il fiocco del lutto al braccio sinistro. Fu così esplicito il tentativo massonico di appropriarsi della figura di Mazzini, indicandolo come vero e proprio affiliato. Inoltre, il 10 marzo 1874 venne inaugurato ad opera dei massoni il sepolcro destinato ad accogliere le spoglie di Mazzini, la cui tomba richiamava l’architettura massonica. La massoneria rappresentò la figura di Mazzini come padre della patria e come libero muratore.

La memoria di Mazzini divenne un vero e proprio culto per la massoneria, tanto da celebrare il 10 marzo una sorta di Memorial Day, il giorno dedicato alla commemorazione dei fratelli defunti. Un altro elemento importante fu il diffuso utilizzo del nome Mazzini per nominare le varie logge. Un altro strumento di cui la massoneria si avvalse per mantenere viva la memoria di Mazzini fu pubblicarne le opere e l’edificazione di monumenti, medaglie e lapidi a lui dedicati. Nel 1905 il centenario mazziniano venne celebrato con il conio di una moneta, che al dritto recava il profilo di Mazzini e al retro una corona con su scritto Libertà, uguaglianza, fratellanza.
Fra l’inizio del Novecento e il 1925 si aprì un dibattito intorno alla questione dell’effettiva appartenenza di Mazzini alla massoneria. Gli studiosi di area cattolica accreditano con certezza l’affiliazione di Mazzini alla massoneria, perché vedevano nella massoneria la causa del moto risorgimentale. Giuseppe Leti, un massone che ricoprì importanti cariche nel Grande Oriente d’Italia, nella sua opera chiamata Carboneria e Massoneria nel Risorgimento italiano, data alle stampe nel 1925, negò che Mazzini fosse mai stato iniziato alla massoneria, nonostante avesse avuto delle collaborazioni. Anche Ernesto Nathan sottolineò che ci fu un’amichevole e stretta corrispondenza tra Mazzini e le Logge italiane e i massoni più influenti. Era evidente come Mazzini non fosse iscritto all’ordine massonico ma aveva ottime relazioni con i dirigenti massoni.

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