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Maggio ’68: cause e avvenimenti

Nel 1968, la Francia era governata da 10 anni dalla stessa figura politica, il generale De Gaulle, aiutato dal 1962 dallo stesso primo ministro Georges Pompidou e queste le permetteva di attraversare un periodo di stabilità. Le lezioni legislative hanno debolmente intaccato il potere di De Gaulle, dato che il vincitore è comunque una coalizione gollista. L’opposizione è piuttosto divisa: i comunisti, la<sinistra non comunista e i centristi con Jean Lecanuet la cui opposizione al governo non è sempre sistematica. All’estrema sinistra si hanno le idee trotskiste e l’apparizione del maoismo. Questi movimenti hanno in comune la critica alla società capitalista e la difesa del Terzo-Mondo. Molti si entusiasmano per la Rivoluzione culturale cinese e militano a favore della pace nel Viet-Nam. Nell’ottobre 1967, molti giovani rimpiangono la scomparsa di Che Guevara, ex ministro di Fidel Castro a Cuba. Nell’insieme si ha un’aspirazione ad un rinnovamento politico (dimostrato dai risultarti delle elezioni del 1967) che tuttavia i partiti tradizionali non sono sempre in grado di esprimere. Questa tendenza si esprime con lo sviluppo di club di riflessione politica e per l’interesse verso il Partito socialista unificato, creato nel 1960, collocato fra SFIO (Sezione Francese dell'Internazionale Operaia) discreditato per essersi impegnato a favore di De Gaulle e il Partito Comunista francese.
La rivolta del Maggio ’68 trova quindi un terreno fertile. Essa coinvolge una massa di giovani che arrivano in un’università impreparata ad accoglierli oppure che trovano l’università di Nanterre costruita troppo in fretta in mezzo alle bidonville di periferia. Il movimento parte proprio da Nanterre, sotto la guida di Daniel Cohn-Bendit. Il 22 marzo, viene occupato l’edificio amministrativo della facoltà, Si succedono, allora, scioperi, occupazioni, scontri con la polizia a tal punto che le autorità decidono di chiudere Nanterre e di trascinare i leader davanti al consiglio di disciplina. Questa decisione fa peggiorare la situazione e il movimento si sposta a Parigi dove, nei locali della Sorbona viene organizzato un meeting. La polizia entra, procede a degli arresti e anche la Sorbona viene chiusa. La situazione peggiora ancor di più. Nel Quartiere Latino le manifestazioni si moltiplicano e si arriva alla notte fra il 10 e l’11 maggio, definita la notte delle barricate, in cui molte macchine sono incendiate e le strade disselciate. Il movimento studentesco si estende in tutta la Francia e nel contempo i sindacati operai si uniscono agli studenti proclamando uno sciopero generale che trova un ampio consenso. Il 13 maggio gli studenti prendono d’assedio la Sorbona. Le rivendicazioni sono disparate: per gli operai si tratta di ottenere condizioni di vita migliori ed un aumento di salario che non ha seguito il ritmo della crescita, per gli studenti si tratta di lottare contro la società in generale e soprattutto contro l’autorità politica, scolastica o genitoriale e anche la polizia è presa di mira. Questa contestazione viene espressa con tutta una serie di slogan che inneggiano ad ogni tipo di libertà, di espressione e perfino sessuale.
Di fronte alla rivolta, il potere si trova sconcertato: Pompidou si fa promotore di tutta una serie di negoziati con i sindacati per giungere agli accordi di Grenelle che prevedono un sostanzioso aumento dei salari. Il 24 maggio, il generale De Gaulle propone un referendum sulla partecipazione che ha solo l’effetto di far raddoppiare le manifestazioni. Da parte sua, la sinistra spera che il governo di De Gaulle cada e in una grande riunione convocata appositamente, François Mitterand annuncia la sua candidatura a presidente della Repubblica francese in caso di vuoto di potere. Il generale De Gaulle, scosso dagli avvenimenti, parte per Baden-Baden, si incontra con il generale Massu e per un momento è tentato di dare le dimissioni. Tuttavia, alla fine, riprende l’offensiva sciogliendo l’Assemblea Nazionale (= Camera dei Deputati) e chiamando i Francesi a combattere contro la minaccia comunista. L’effetto è immediato: 300.000 persone sfilano sugli Champs-Elysées dietro le principali figure del gollismo. Le elezioni segnano un trionfo della maggioranza uscente. Nonostante questo successo, gli avvenimenti del maggio n’68 hanno mostrato la fragilità del potere del generale De Gaulle.
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