Sapiens Sapiens 13859 punti

Crisi sociale del 1920 in Francia

La Francia del 1920, in preda ad una crisi economica dovuta alla riconversione dell’industria bellica, deve fare fronte anche ad una forte impennata dei prezzi. Infatti, dopo aver conosciuto un periodo di grande stabilità per tutto il XIX secolo, essa entra in una fase d’ inflazione. L’aumento del costo della vita spiega le numerose rivendicazione degli impiegati e della classe operaia che lottano per un aumento dei salari. Nel 1019, dopo tutta una serie di scioperi, gli operai ottengono la giornata di 8 ore lavorative, cioè 48 ore settimanali e l’anno successivo reclamano un aumento salariale. Molti operai sperano anche che questi movimenti di protesta condurranno allo scoppio di una rivoluzione come successo in Russia tre anni prima. E la fede nella diffusione della rivoluzione mobilizza le energie e spaventa, ovviamente, la borghesia. I partiti di destra fa una campagna nel 1919, ricorrendo all’immagine dell’uomo che tiene fra i denti un coltello e che è il simbolo del bolscevico, pronto ad impadronirsi della proprietà privata. Lo sciopero più spettacolare è quello dei ferrovieri del 1920 che provoca la paralisi completa dei trasporti per parecchie settimane. Per paura del contagio rivoluzionari, il potere pubblico interviene duramente: esso ricorre all’esercito per4 ristabilire l’ordine e 20.0000 ferrovieri sono licenziati.. Tuttavia la fine di questa sommossa non mette fine alle speranze rivoluzionarie ed il partito socialista (=SFIO) arriva ad essere incrementato di 100.000 adesioni. Nel dicembre 1920, a Tours si tiene il congresso del partito socialista: la maggioranza dei membri si separa dal partito e forma l’Internazionale Comunista (PCF) che, secondo le indicazioni di Lenin accetta un’aderenza completa di Parigi a Mosca, con l’insegna di Carlo Marx Proletari di tutto il mondo unitevi. Durante il congresso Léon Blum si oppone a tale dipendenza dalla tesi di Lenin e difende il partito socialista. IL 1920 è anche l’anno dei due presidenti: Deschanel, eletto nel gennaio 1920 contro Clemenceau qualche mese dopo è costretto a dare le dimissioni per motivi di salute e, nel settembre 1920, è sostituito da Alexandre Millerand, ex socialista, ma dopo la guerra divenuto, nel frattempo, capo della destra. La fondazione del partito comunista crea una notevole euforia ed attira numerosi aderenti fra cui scrittori, soprattutto surrealisti. Tale entusiasmo diminuisce nel 1923 quando Mosca rimprovera al Partito Comunista Francese di essere troppo autonomo e procede alla relativa epurazione. Come contraccolpo, il Partito Socialista riprende forza e alle elezioni del 1924 vede la vittoria il Cartel des gauches, una coalizione elettorale delle sinistre che esclude il Partito Comunista.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email