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Il lager come strumento di repressione politica


I lager nazisti

I campi di concentramento rappresentarono il principale strumento di cui i nazisti si servirono per distruggere in Germania ogni opposizione al regime; il lager divenne quindi lo strumento privilegiato per il mantenimento del potere. I primi lager erano nati in modo improvviso nei giorni seguenti all’incendio del Reichstage, allorché i militari nazisti avevano arrestato migliaia di ribelli e, poiché nelle carceri non c’era abbastanza spazio, vennero istituiti numerosi campi, gestiti non dallo Stato ma direttamente dalle SA o dalle SS. All’origine i lager avevano anche una funzione rieducativa, ma col passare del tempo tenderanno ad essere visti principalmente come una fonte di arricchimento per le SS.
Nei campi erano internati politici (contraddistinti da un triangolo rosso), testimoni di Geova (triangolo viola), omosessuali (triangolo rosa), criminali comuni (triangolo verde) e asociali ( categoria che comprendeva una gamma ampia di comportamenti devianti, come il vagabondaggio, l’alcolismo, la prostituzione e contraddistinti da un triangolo nero). Per quanto riguarda gli ebri, essi, fino all’inizio della seconda guerra mondiale, non furono internati per motivi razziali e i campi di concentramento non ne contavano un numero rilevante.

Lager fascisti/russi/nazisti

Inizialmente i campi di concentramento erano utilizzati nelle guerre coloniali al fine di rendere innocui i nemici . Ad esempio il regime fascista fece ampio uso di lager coloniali (simili a quelli inglesi o americani) durante la riconquista della Libia o in Etiopia: una campagna condotta con estrema brutalità, al fine di affermare il dominio italiano.
In Russia, invece, i lager furono introdotti dall’Armata rossa, durante gli anni della Rivoluzione per reprimere le rivolte contadine e divennero poi il principale strumento di repressione politica (smascherata da rieducazione mediante il lavoro). Stalin, inoltre, trasformò il lavoro all’interno dei lager come una delle principali risorse economiche della Russia.
Anche in Germania, come in Russia, col passare del tempo, i lager non vennero più visti come uno strumento di rieducazione e di correzione di comportamenti considerati errati di alcuni gruppi di cittadini tedeschi, ma vennero visti principalmente come strumento di repressione politica, utili al fine di rendere inoffensivo il nemico, e come strumenti di arricchimento economico per le SS. (Anche se, bisogna dire, che in Russia tale passaggio fu più netto e radicale rispetto alla Germania)
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