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L’età del consumatore


All’inizio del 900 fece la sua apparizione, in primo luogo negli Stati Uniti, la moderna società dei consumi grazie all’industrializzazione che consentì la crescita dei redditi di ampie fasce di lavoratori.
Tutto questo permise una riduzione dei prezzi e spendere denaro per consumi voluttuari divenne possibile per quasi l’intera popolazione.

Un caso simbolico è quello dell’automobile, dato che racchiude in sé l’innovazione tecnologica dell’epoca, il motore a scoppio, e le quattro più significative novità della seconda rivoluzione industriale: l’elettricità, il petrolio, l’acciaio e la gomma.
Le prime auto erano destinate ad una clientela ricca; grazie a Ford e al suo “modello a T”, una utilitaria che modificò il mercato automobilistico, anche gli operai poterono acquistare un’automobile.
La riduzione dei prezzi favorì la nascita dei grandi magazzini; Londra, Parigi e New York furono le prime città a ospitare uno di questi fabbricati.
Per avvicinare i consumatori nacque la pubblicità, che divenne un’attività fiorente soprattutto negli Stati Uniti e innescò anche un circolo di promozione reciproca con la stampa.
Un’altra trasformazione radicale, data dall’industrializzazione, riguardò la separazione del tempo del lavoro dal tempo libero. Fu una conquista sociale. Nasce l’industria dello spettacolo e dello svago che divennero nuove forme di consumo.
La più importante fu il cinema (nasce a Parigi grazie ai fratelli Lumière) che presto si trasformò in prodotto industriale amatissimo dal pubblico e capace di avere un forte impatto su di esso.
Così fu anche per le vacanze e il turismo che divennero man mano accessibili alle classi medie.
Anche lo sport poteva essere usato come strumento di propaganda: calcio, pugilato e ciclismo furono le prime discipline a riscuotere interesse di massa.
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