Video appunto: Jugoslavia di Tito e rottura con l’URSS

La Jugoslavia di Tito e rottura con l’URSS



Durante la seconda guerra mondiale, gli Jugoslavi avevano organizzato la resistenza, senza l’aiuto russo, contro l’occupazione tedesca e italiana e questo aveva rafforzato all’interno del paese la leadership sulle masse dei comunisti e sopratutto quella del maresciallo Tito che aveva guidato la lotta di liberazione.
Liberato il territorio dagli occupanti, si ebbe un breve governo di coalizione fra comunisti e monarchici, ma le elezioni del 1945, dettero la maggioranza al partito comunista di Tito. L’Assemblea Costituente dichiarò decaduta la monarchia e proclamò la Repubblica Federale di Jugoslavia. Il 31 gennaio 1946 fu votata la Costituzione che si ispirava al modello sovietico. Nonostante si trattasse di una repubblica federativa, il sistema politico assunse un carattere centralizzato e autoritario.
Dal punto di vista economico fu varata una riforma economica che prevedeva l’espropriazione dei latifondi a cui fece seguito la collettivizzazione forzata delle terre, la nazionalizzazione dell’industria, delle banche e dei trasporti. Inoltre, il primo piano quinquennale privilegiava uno sviluppo notevole dell’industria pesante. In pratica, la Jugoslavia imboccava la via delle altre democrazie popolari di stampo sovietico.
In politica estera, il regime di Tito adottò un atteggiamento conflittuale con gli USA e di sostegno ai partiti comunisti degli altri Stati. Infatti, nel 1946, due aerei americani furono abbattuti, poiché gli USA costituivano un ostacolo alle rivendicazione jugoslave su Trieste, nel frattempo dichiarata territorio libero. Inoltre Tito non esitò a sostenere i comunisti greci durante la guerra civile. Ovviamente un impegno simile ebbe l’appoggio incondizionato del’ URSS verso la quale Tito manteneva una forte devozione e dipendenza.

Tuttavia, ben presto la situazione cominciò a dare segnali di cambiamento. I comunisti jugoslavi cominciarono a ricordarsi che Stalin, durante la guerra, aveva sempre cercato di frenare il loro entusiasmo rivoluzionario per far piacere agli alleati occidentali. Per questo, ad un certo momento, iniziarono a risentire sempre di più la pressione sovietica. Inoltre, si ricordavano anche che Stalin si era opposto al progetto di una grande confederazione jugoslava che comprendesse anche l’Albania e la Bulgaria. Tutto ciò ebbe come conseguenza l’uscita di Tito dal Kominform. Come reazione, L’URSS cercò di far leva sulla popolazione contro i capi del regime e il paese diovette subire il blocco di ogni rapporto economico e la rottura dei rapporti politici con gli stati confinanti verso oriente entrati già a far parte dell’orbita sovietica. Nel 1951, gli USA iniziarono ad inviare i loro aiuti all’Jugoslavia e due anni dopo Tito stipulò un’alleanza con Grecia e Turchia che già facevano parte della Nato (fu comunque un’alleanza senza effettui perché rimase sulla carta).
Nel 1954 il “memorandum d’intesa” per Trieste eliminò ogni possibile motivo di contrasto dell’Italia (e quindi delle potenze occidentali) con la Jugoslavia perché a quest’ultima fu assicurato il possesso della zona B dell’ ex-territorio libero. I
Il distacco dall’ URSS cominciò a essere meglio definito nel 1950 con le prime leggi sull’autogestione dei lavoratori e sull’attuazione di una forma di socialismo più democratico. Nel 1953, fu abolita la collettivizzazione e le campagne tornarono alla proprietà individuale; nello stesso anno furono create anche alcuni condizioni politiche per introdurre un metodo di governo meno autoritario e più liberale.