Indice

  1. Italia repubblicana: la svolta del 1948 e gli anni del Centrismo
  2. Attentato a Togliatti
  3. Politica interna di De Gasperi
  4. Le politiche per il Meridione
  5. Politica estera
  6. La DC

Italia repubblicana: la svolta del 1948 e gli anni del Centrismo

Nell'inverno 1946-1947 l'Italia era un paese in ginocchio e De Gasperi doveva agire in fretta: nel gennaio del 1947 andò a Washington per chiedere aiuti economici per la ricostruzione del Paese, aiuti che vennero concessi a patto che l’Italia facesse parte del blocco occidentale, interrompendo l'esperienza di governo con le sinistre.
In maggio quindi, De Gasperi sciolse il governo a cui partecipavano ministri socialisti e comunisti, e ne formò un altro, composto solo da moderati, ponendo così le basi per la successiva adesione dell'Italia al piano Marshall.
Il 18 aprile 1948 ci furono le prime elezioni politiche della Repubblica, che videro il trionfo della Democrazia cristiana, con il 48,5% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi alla
Camera (aveva appoggio di De Gasperi e degli anticomunisti), contro i partiti della sinistra, PCI e PSI, riuniti nel Fronte popolare (31% dei consensi).
L’11 maggio, il Parlamento elesse il liberale Luigi Einaudi - allora ministro del Bilancio - presidente della Repubblica.

Attentato a Togliatti

Il 14 luglio 1948 un giovane neofascista attento alla vita di Palmiro Togliatti, il segretario del PCI, ferendolo gravemente a colpi di pistola.
La reazione popolare spontanea dei militanti comunisti fece temere lo scoppio di una guerra civile, ma i dirigenti comunisti sapevano che l'Unione Sovietica non avrebbe appoggiato un'insurrezione, e dunque agirono per far rientrare la protesta.

Politica interna di De Gasperi

Dopo le elezioni del 1948, De Gasperi guidò l'esecutivo con il sostegno, del Partito liberale, del Partito repubblicano e del Partito socialdemocratico —> Centrismo.
Sul piano della politica economica, De Gasperi trasformò gli aiuti del piano Marshall, in investimenti per infrastrutture e per l'acquisto di macchinari, materie prime e alimenti.
Obiettivo —> politica di austerità, per ottenere la stabilizzazione monetaria e il pareggio di bilancio.
Per farlo vennero adottate misure per contenere l'inflazione: ne trassero vantaggio coloro che avevano uno stipendio fisso e le grandi industrie, in grado di competere con la concorrenza, e danneggiarono le piccole e le medie imprese —> numerosi licenziamenti.
Gli operai organizzarono scioperi e manifestazioni, spesso repressi duramente.
Il governo intervenne anche con un vasto piano di edilizia pubblica popolare, il piano INA-Casa, detto anche legge Fanfani —> contribuì a creare occupazione, assorbendo nei nuovi cantieri edilizi un gran numero di disoccupati.

Le politiche per il Meridione

Fra il 1947 e il 1950, in tutto il Mezzogiorno e in altre zone d'Italia si erano diffuse le proteste dei contadini, che chiedevano la redistribuzione delle terre e al Sud avevano occupato le terre incolte dei baroni, che avevano chiesto l'intervento delle forze dell'ordine o, in alcuni casi, avevano cercato sostegno nella mafia o nella delinquenza locale —> 1950 il Parlamento approva la riforma agraria.
La riforma ordinava l'esproprio di una parte dei grandi latifondi, quelli lasciati incolti, e la distribuzione delle terre ai contadini, ma non bastò a risolvere i problemi dell'agricoltura.
Sempre nel 1950 altro provvedimento, la Cassa per il Mezzogiorno —> ente il cui compito era quello di finanziare la crescita delle aree meridionali, il settore agricolo, ma soprattutto quelli industriale e infrastrutturale (con la costruzione di strade, acquedotti ecc.), in modo da rendere possibile un parziale processo di modernizzazione delle regioni meridionali. (Insuccesso).
Riforma tributaria (1951) —> imponeva ai cittadini l'obbligo di presentare una dichiarazione dei redditi annuale.

Politica estera

Oltre al Piano Marshall: 4 aprile 1949 —> Adesione al patto Atlantico (respinta da socialisti, comunisti e membri della stessa DC).
Impegno a sostenere il processo di integrazione europea —> De Gasperi aderisce alla CECA nel 1951 e alla CEE nel 1957.

La DC

La DC conquistò la fiducia dei cattolici (tema della famiglia), della Chiesa dei parroci (educazione religiosa), dei cattolici laici e dei contadini cattolici. Più difficile era il consenso tra gli operai.
Verso la fine della legislatura, il vasto consenso di cui godeva la DC andò tuttavia gradualmente scemando, a causa dell’ostilità di molti verso la politica economica del governo, per la grande influenza delle gerarchie ecclesiastiche sulla politica governativa, ma soprattutto per la riforma agraria e per la riforma tributaria.
In vista delle nuove elezioni, i dirigenti democristiani, cercarono un modo per garantire alla coalizione di governo una maggioranza stabile —> De Gasperi propose di introdurre una nuova legge elettorale in base alla quale, alla coalizione che avesse ottenuto il 50% più uno dei voti, sarebbero andati automaticamente i due terzi dei seggi in Parlamento (sostituzione di un sistema di votazione di tipo proporzionale con uno di tipo maggioritario) —> Legge Truffa.
La proposta di De Gasperi, nonostante le critiche, fu approvata, ma nelle elezioni, svolte il 7 giugno 1953, la coalizione di governo ottenne solo il 49,85% dei voti e non conquistare la maggioranza.
La legge fu abrogata l'anno successivo e De Gasperi usci dalla scena politica.

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