Ominide 690 punti

L'Italia nell'età giolittiana

In questo periodo in Italia venne avviato un processo di industrializzazione. Nella Lombardia vennero costruiti centrali idroelettriche, in tutta Italia c'è un aumento dell'industria chimica, di quella meccanica e di precisione (macchine per cucire e da scrivere). C'è un incremento della produzione automobilistica in quanto nel 1899 nasce la FIAT e nel decennio tra il 1903 e il 1911 il numero degli addetti all'industria sale da 1 a 2 milioni. Questo grande miglioramento industriale è maggiormente concentrato nel Triangolo industriale (Milano, Torino e Genova), così da accentuare ancora più il divario tra Nord e Sud. Questo decollo industriale nasce nello stesso momento della Grande Depressione, un periodo che nasce intorno al 1896, quando un aumento al prezzo del pane, porta i popolari a protestare. Questa protesta diventa un vero massacro perchè Beccaris ordina di sparare con i cannoni sulla folla che manifesta. I giornali e le associazioni politiche vengono chiuse. Questa repressione s'accompagna al proposito di avviare una restaurazione autoritaria che restituisca al sovrano le sue prerogative (nomina dei ministri e controllo del loro operato) e i limiti acquisiti dal Parlamento. In seguito viene ucciso Umberto I e sale al trono Vittorio Emanuele III che decide di chiedere aiuto per guidare il Paese a Zanardelli, un membro della sinistra liberale che aveva settantacinque anni, in quale si avvale del fondamentale apporto di Giolitti come ministro degli Interni. Grazie a lui sono migliorate le condizioni lavorative di donne e ragazzi, tutelate la loro salute, stabilito il diritto alla maternità e estesa l'assicurazione obbligatoria dei lavoratori. In questo periodo aumentano drasticamente gli scioperi e questo favorisce lo sviluppo del movimento operaio e contadino. In tutto questo Giolitti è convinto che la neutralità del governo nella gestione dei conflitti finirà per conquistare la simpatia delle masse popolari nei confronti dello Stato liberale. Tuttavia il governo ha delle difficoltà sulla questione meridionale che avvia il declino del governo stesso. Da questo momento a poco, il presidente del Consiglio rassegna le dimissioni. Alla guida del governo viene chiamato Giolitti, alla sua seconda esprerienza. Nei suoi principali obiettivi c'era l'intenzione di includere nel governo il Partito socialita. Di fronte al rifiuto socialista, Giolitti cerca la collaborazione con uomini di diversa provenienza politica e con questi forma il suo governo. Si crea così la maggioranza che avrebbe caratterizzato il decennio successivo. All'interno del Paritto socialista, che non era entrato nel governo di Giolitti, nascono due schieramenti; da una parte i riformisti e dall'altro i rivoluzionari. Questi ultimi conquistata la maggioranza sostengono la linea di Labriola che aveva come volontà quella di allontanarsi dal sistema borghese e utilizzare lo sciopero nazionale come formula per la rivoluzione sociale. Ma questa tipo di protesta non fu utile dato che Giolitti restò neutro, in questo periodo nasce la fondazione della Confederazione generale del lavoro che ridà la guida ai riformisti. Questi anni sono molto importanti anche per il mondo cattolico in quanto, guidati da Romolo Murri, sono stati capaci di promuovere una forte organizzazione sindacale ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e questa organizzazione chiede una formazione di un partito politico cattolico. Pio X contrario a tutto questo, decide di sciogliere l'Opera dei congressi, perchè secondo lui bisognava ricercare l'intesa tra moderati cattolici e liberali. Il periodo in cui Giolitti governa viene chiamato l'apogeo del giolittismo e nonostante ci furono state molte denunce sul suo operato, Giolitti continua a guidare il Governo fino all'inizio della Prima Guerra Mondiale. Giolitti attuò diversi provvedimenti, tra cui riuscì a ridurre il debito pubblico. Introduce nuove leggi a tutela del lavoro, come ad esempio il riposo domenicale obbligatorio ed infine migliora il suffragio universale in modo da estendere il diritto di voto a tutti i maschi maggiorenni. In politica estera Giolitti inaugura nuove relazioni internazionali; come ad esempio la ripresa dei rapporti con la Francia che in cambio del riconoscimento dei propri interessi in Marocco, accorda all'Italia il diritto di occupare la Libia che era sotto l'impero ottomano. La guerra dichiarata nel 1911 si rivela più lunga e complessa del previsto che finì con il trattato di Pace nel quale veniva riconosciuta all'Italia la Libia. Malgrado il successo conseguito, la guerra influisce sulla stabilità del quadro politico, rafforzando le posizioni politiche più estreme. In questo contesto, nelle elezioni del 1913, sorge un nuovo problema per Giolitti: la necessità di crare un'intesa con il mondo cattolico per evitare che la massa di nuovi elettori possa spostare gli equilibri politici a vantaggio delle forze di sinistra. Si arriva ad un accordo con il presidente dell'Unione elettorale cattolica, con la quale grazie ad un accordo, in cambio del voto, i candidati liberali si impegnano a rispettare un programma che tuteli la religione.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email